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Interviste
Pubblicato il 26/06/2016 alle 12:27:49
Intervista a Francesco Bertone per l'uscita del suo cd Footprints
di Paolo Giannelli
Scrive molto, produce idee musicali a getto quotidiano, ma è sempre alla ricerca di un filo conduttore! Nato nel 1964 si diploma in contrabbasso cinque annni dopo: nel suo nuovo disco, una cover dei Beatles ed una di Wayne Shorter.

Scrive molto, produce idee musicali a getto quotidiano, ma è sempre alla ricerca di un filo conduttore! Nato nel 1964 si diploma in contrabbasso nel 1991: nel suo nuovo disco, una cover dei Beatles ed una di Wayne Shorter.

Il suo interesse per tutti i generi musicali lo porta a studiare parallelamente anche basso elettrico. Seminari con Mark Harris, Ares Tavolazzi e Franco d’Andrea. Per l'uscita del suo nuovo disco Footprints, l'abbiamo intervistato per voi...

Ciao! Francesco, puoi parlarci un po’ di te e delle tue esperienze?
Ho iniziato a suonare la chitarra a nove anni, da adolescente sono passato al basso elettrico e poi mi sono iscritto a contrabbasso classico al Conservatorio. Parallelamente allo studio classico ho portato avanti la mia passione per tutto quello che in musica ha radici africane. Facevo orchestra e poi andavo a provare con Gian Maria Testa oppure con Giorgio Conte. Ho sempre amato la canzone perchè è una forma che ti costringe a sintetizzare e ad economizzare note e idee.

Parlaci un po’ di Footprints e di come è nato il progetto.
La nascita di un disco ha per me qualcosa di “inevitabile”, arriva sempre il momento in cui ‘bisogna farlo’. Io scrivo molto, butto giù idee quasi quotidianamente, ma devo iniziare a vedere un filo conduttore tra i brani, solo allora inizia veramente il disco. Poi per Footprints ho deciso di inserire 5 brevi duetti basso e voce chiedendo a Nitza Rizo di scrivere testi su musiche mie. L’ho fatto perchè secondo me un disco deve essere riascoltato più volte e per invogliare l’ascoltatore deve suonare sorprendente e un po’ spiazzante.

Perché proprio Footprints... Impronte?
Parto da una constatazione: lasciamo impronte ‘digitali’ in tutte le telecamere di sorveglianza, in tutti i post o tweet che invecchiano immediatamente. Allora mi sono detto che un disco, la musica in generale non è poi così evanescente, sa essere molto più concreta di quanto si pensi. Aggiungiamo che alla musica si legano ricordi ed emozioni quindi direi che è la cosa più aerea e allo stesso tempo indelebile dell’universo. Ultima cosa, ogni brano ha una dedica sottintesa tutta mia e quindi riguarda le impronte che gli altri hanno lasciato su di me.

Leggo che il disco è stato registrato trovandovi direttamente in Studio senza prove, per catturare il massimo del feeling. Com’è stata quest’esperienza?
Footprints ha un’idea di base: catturare il feeling del primo incontro tra me, Fabio Gorlier e Paolo Franciscone in studio di registrazione. Questo è un ingrediente ‘molto jazz’ di un disco che non è catalogabile al 100% come jazz ma per me questa parola significa mettersi in gioco e io l’ho fatto in questo modo. Ho lavorato come un regista che scruta gli attori da dietro la macchina da presa, dopo avergli scritto un copione che lascia molta libertà.

Trovo particolare la voce di Nitza, come è nata la collaborazione tra te e lei e con gli altri musicisti?
Nitza Rizo è un prodotto del Conservatorio di Cuba, ha una voce molto netta e ferma, un po’ scura come piace a me. Si lega bene con il suono del contrabbasso e del basso elettrico. Soprattutto con il Precision a cui ho voluto dare la possibilità di sembrare uno strumento gentile. I musicisti che completano il trio sono due persone con cui avevo voglia di fare questa scommessa un po’ pazza. Ho ‘giocato’ su di loro e gli ascoltatori diranno se ho vinto o no.

Il Cd si chiude con “Huellas” (in spagnolo, Impronte) un brano delicato e malinconico al mio ascolto.
Si, Huellas chiude il disco con la stessa parola dell’inizio: ‘impronte’, è però il contrario musicale di Footprints a cui abbiamo dato un piglio molto vigoroso. Huellas è un ricordo di chi non c’è più, un rincorrere il saluto fugace con cui è partito ...

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