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Pubblicato il 10/10/2016 alle 15:29:18
Motta – La fine dei vent'anni (Woodworm/Alabianca)
di Alessandro Sgritta
Oggi Francesco Motta compie 30 anni. Con l'occasione pubblichiamo la recensione del suo primo disco solista che avevamo tenuto nel cassetto come regalo di compleanno per festeggiare la Targa Tenco per la migliore opera prima.

Oggi Francesco Motta compie 30 anni. Con l'occasione pubblichiamo la recensione del suo primo disco solista che avevamo tenuto nel cassetto come regalo di compleanno per festeggiare la Targa Tenco per la migliore opera prima.

Pubblicato il 18 Marzo, è il disco di esordio di questo cantautore e polistrumentista pisano che dopo aver fondato e fatto parte dei Criminal Jokers per una decina d’anni (con i quali ha pubblicato due dischi, da segnalare l’ottimo Bestie nel 2012) e aver collaborato con artisti quali Nada, Il Pan del Diavolo e The Zen Circus è giunto al debutto come solista.

Autobiografico sin dal titolo (Motta ha ancora 29 anni quando esce il disco), “La fine dei vent’anni” è stato prodotto dal cantautore romano Riccardo Sinigallia, che ha dato a questo lavoro un suono molto raffinato, con un tocco di elettronica e altri particolari riconoscibili al primo ascolto (gli stessi dei dischi dei Tiromancino fino a “La descrizione di un attimo” e dei suoi lavori solisti, tra gli altri che ha prodotto) come cori e chitarre, poi nel disco di Motta c’è anche il basso di Laura Arzilli (storica compagna e collaboratrice di Riccardo ed ex bassista dei Tiromancino) che lo segue inizialmente anche in tour (sostituita poi da Federico Camici al basso), insieme alla batteria di Cesare Petulicchio dei Bud Spencer Blues Explosion e a Giorgio Maria Condemi alle chitarre.

La produzione di Sinigallia è stata fondamentale perché ha smussato quelle asperità tipiche dei Criminal Jokers e ha trasformato questo primo disco di Motta in un prodotto più fruibile e “radiofonico” anche se non “commerciale” nel senso deteriore del termine. Rimane un disco indie-rock ma più cantautorale, sin dal primo “Del tempo che passa la felicità” (che parte con un intro di chitarre e lap steel che sfocia poi in un’atmosfera quasi tribale) fino a brani più elettronici come “Prima o poi ci passerà” (il primo video estratto per la regia di Dandaddy) o la stessa title track dove lo stesso Sinigallia suona il basso e i campioni. Al disco hanno collaborato tra gli altri anche Andrea Pesce (pianista del Collettivo Angelo Mai), Maurizio Loffredo (lap steel), Giorgio Canali alla chitarra elettrica (storico chitarrista di CCCP, CSI e PGR) e Andrea Ruggiero al violino.

Si può definire un disco “generazionale” che racconta perfettamente il passaggio all’età adulta dei ragazzi come Motta, che smettono di fare i rocker scapestrati e “finalmente dormiremo e avremo un posto dove stare ma saremo troppo stanchi per poterlo raccontare”. Ci sono brani apparentemente più intimisti come “Sei bella davvero” (che è dedicata ad un transgender) e altri più politici come “Mio padre era un comunista”, scritte entrambe con Sinigallia, come “Roma stasera” del resto, dove ci sono echi di musica del Mali, ma sono tutte in qualche modo autobiografiche (Motta da qualche anno vive proprio a Roma, dove ha registrato il disco con Riccardo). Nel disco suonano anche Lello Arzilli (padre di Laura) al sax tenore e suo nipote Manuel Sinigallia di 10 anni (cembalo e shaker). Nel finale ci sono altri brani interessanti come “Se continuiamo a correre” scritta con Alessandro Alosi del Pan del Diavolo) e “Abbiamo vinto un’altra guerra”, che nonostante il titolo ha una conclusione quasi drammatica (“ci taglieranno le mani, ci faranno a pezzetti…ci spareranno alle gambe per non farci pensare”). Sicuramente uno degli esordi più fulminanti degli ultimi anni e la vera rivelazione dell’indie italiano del 2016 insieme a Calcutta. Meritati i riconoscimenti della Targa Tenco per la Migliore Opera Prima e il Premio per il Miglior Artista Indipendente del 2016 al MEI di Faenza.

Il tour de "La fine dei vent'anni" riparte il 20 ottobre proprio da Sanremo (Premio Tenco) e prosegue in tutta Italia fino a febbraio.

Tracklist di Motta – La fine dei vent'anni:
1 – Del tempo che passa la felicità
2 – La fine dei vent’anni
3 – Prima o poi ci passerà
4 – Sei bella davvero
5 – Roma stasera
6 – Mio padre era comunista
7 – Prenditi quello che vuoi
8 – Se continuiamo a correre
9 – Una maternità
10 – Abbiamo vinto un’altra guerra




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