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Recensioni
Pubblicato il 19/12/2016 alle 19:16:40
Avvoltoi - Confessioni di un povero imbecille
di Silvio Mancinelli
Quando ero bambino la mia mamma metteva nello stereo i dischi dei gruppi beat e non degli anni 60, alcuni dei quali, nel nome della band, richiamavano gli animali, tipo i Camaleonti. Nel 2016 ci troviamo invece di fronte gli Avvoltoi,gli eredi.

Quando ero bambino la mia mamma metteva nello stereo i dischi dei gruppi beat e non degli anni 60, alcuni dei quali, nel nome della band, richiamavano gli animali, tipo i Camaleonti.

Nel 2016 ci troviamo invece di fronte gli Avvoltoi che hanno pubblicato un proprio concept album chiamato “Confessioni di un povero imbecille” e che nelle sonorità segue il precedente, “Amagama”.


Gli Avvolti hanno avuto questa intuizione tanto tempo fa: quella di riproporre un po' di quelle sonorità, chiaramente non propriamente italiane, ma che l'Italia aveva fatto proprie con band come i Dik Dik, i Camaleonti o l'Equipe 84, aggiungendo un qualcosa in più. Ed anche il cantato, non sempre a fuoco, sia nella metrica, sia nella timbrica ha sfumature proprie di quegli anni. È soprattutto l'hammond a caratterizzare il disco ma questo ritorno agli anni 60-70, per chi segue la band dagli anni 80, non è una novità.

La tracklist
Atto I

1. Sono libero
2. Vi voglio finalmente tutti qua
3. 1991
4. Giuro lo vedrai
5. Confessioni di un povero imbecille

Atto II

1. Brucia
2. 12 Gocce
3. Il contratto
4. Una camera un hotel

Bonus

1. Lancio
2. Dammi la mano


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