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Recensioni
Pubblicato il 11/01/2017 alle 17:49:21
Angry Nation – The Fail Decade (Wolfblood Productions) – When Austria and Italy unite
di Emanuele Gentile
Dalla tranquilla Austria ecco giungerci un album di puro Thrash Metal al fulmicotone.

Dalla tranquilla Austria ecco giungerci un album di puro Thrash Metal al fulmicotone.

Gli Angry Nation sono una band austriaca con un inserimento proveniente dalla vicina Italia composto da musicisti in possesso di una esperienza più che decennale e comprovata da varie esperienze in tutto il mondo. Iniziamo dal chitarrista Walter Oberhofer che ha all’attivo collaborazioni con band quali Deceiver, Excess, Dark Shadow, Disgrace e Epidemic. Poi, abbiamo il cantante Wolfgang Sussenbeck già noto per il suo impegno di Wolfheart, Darkside e Demolition. Infine, dall’Italia arriva il bassista/batterista Alessandro Vagnoni che ha suonato con Bologna Violenta, Darkside, Dark Lunacy, Infernal Poetry e Resurrecturis. In breve, i musicisti componenti gli Angry Nation non sono dei principianti.

Tale dettaglio lo si può notare nel loro album di esordio intitolato “The Fail Decade” uscito per l’etichetta indipendente austriaca Wolfblood Productions. Infatti, i tre componenti non perdono certamente il nord e vanno dritti dritti come saette. Non c’è nulla da buttare nel loro sound. Né una sbavatura. Tutto è registrato alla perfezione. Una perfezione mittleuropea oserei dire. I dieci brani originali di “The Fail Decade” più la cover del classico dei The Kinks “Live and Let Die” sono registrati e prodotti da una band che sa come governare il gioco. L’esperienza in campo musica serve, eccome!

Il trio austriaco si inserisce nella strada maestra disegnata negli anni ottanta dalla sacra triade del Trash Metal tedesco. Mi riferisco a Destruction, Krerator e Sodom. Il sound è, pertanto, massiccio come il cemento armato tedesco. Le chitarre si muovono in seno a una dinamica spaventosamente formidabile. Sostenute da una base ritmica che rilancia in maniera continua scudisciate capaci di far male per davvero. Chi si aspetta momenti di pausa può benissimo andare altrove. Certo ci sono dei fraseggi più mediati o alcuni passaggi simil-acustici, ma qui si suona Thrash Metal alla tedesca. Ossia un sound che fa della compattezza e della pesantezza un trademark da rispettare in ogni modo. Vivi o morti che siete.

Ho molto apprezzato “The Fail Decade” perché evita di perdersi in elucubrazioni filosofiche e punta al sodo. Eccome se punta al sodo. Mi piace questo approccio diretto e senza perifrasi inutile. La musica oggi deve ritornare ad essere più essenziale. Forse così sarà maggiormente apprezzata. “The Fail Decade” non inventa nulla, ma ha un grande pregio. Bada al sodo. Come si direbbe in alcuni parti d’Italia “al sugo”. E qui di “sugo” ce n’è ad iosa. Scommetto, e finisco, che i brani dell’album debbano avere una resa “live” micidiale tanto sono orchestrati per colpire e non lasciare prigionieri vivi…

Tracks-list:

"The Descent of Man ";
"Society Extinct ";
"The Fail Decade ";
"Weapons of Mass Migration ";
"Nemesis Illuminatia ";
"To Protect and Serve ";
"Into The Sirens Well ";
"Blood Money ";
"In The Name of the Race ";
"Visionaire’s Apocalyspe ";
"Live and Let Die " (The Wings).

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