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Pubblicato il 06/02/2017 alle 09:20:21
Highlord – Hic Sunt Leones (Massacre Records) – i leoni sono ritornati
di Emanuele Gentile
Da sempre i piemontesi Highlord sono sinonimo di Power Metal intelligente e di qualità. “Hic Sunt Leones” conferma in pieno tutte le loro qualità.

Da sempre i piemontesi Highlord sono sinonimo di Power Metal intelligente e di qualità. “Hic Sunt Leones” conferma in pieno tutte le loro qualità.

Ecco una band che ho sempre apprezzato. Mentre altre band si credono “maitres a penser” oppure passano il tempo ad occuparsi di tutto fuorché di musica, gli Highlord fanno musica. Punto e basta. Musica di un certo livello artistico. Senza prosopopee inutili. Musicisti a tutto tondo. Insomma, con gli Highlord la musica regna sovrana. Eccome!

Gli Highlord – ho già accennato sopra – provengono dal Piemonte. Più esattamente da Torino. Si sono formati come Highlord nel 1998, ma erano in attività dal 1996 con il monicker di Avatar. Come Avatar registrarono un demo-tape intitolato “Time of The Avatar”. L’esordio discografico con il monicker attuale giunge tre anni dopo allorquando firmano un contratto con la Northwind Records per i cui tipi esce l’album “Heir of Power”. Da quel momento in poi si susseguono ben sette altri full-lenght album. L’ultimo dei quali “Hic Sunt Leones” per la potente indie tedesca Massacre Records.

La line-up che ha “inciso” – per uno come me della vecchia generazione il termine “inciso” mi riporta alla mente i tempi degli album su vinile! – “Hic Sunt Leones” è la seguente:

Andrea Marchisio (canto);
Marco Malacarne (chitarre);
Massimiliano Flak (basso);
Luca 'T-1000' Pellegrino (batteria);
Davide Cristofoli (tastiere).

Il fatto che gli Highlord si chiamassero prima Avatar è indicativo del fatto che il quintetto piemontese ha sempre dimostrato una certa predilezione per il Power Metal di scuola americana. Avatar era il monicker fondativo agli inizi degli anni ottanta dei Savatage. Questo fa si che l’aspetto armonico la faccia da padrone sul loro sound. Infatti, i brani sono sì potenti, ma hanno un’orchestrazione e una composizione che molto deve al Rock Progressivo. Pertanto, i brani sono estremamente curati. Il gusto per il bello è un leit-motiv rincorrente nella musica degli Highlord. I cui brani possono incontrare l’interesse di un pubblico anche non Metal. Perizia, Precisione. Forza. Cambio di struttura. Cantato appassionante. Ricerca di soluzioni sonore orchestrali. L’avete capito le frecce a disposizione degli Highlord sono molte. Anzi, moltissime.

Questo rende l’ascolto di “Hic Sunt Leones” un momento particolare. Qui c’è solo musica. E la musica dovrebbe ritornare ad essere il centro di interesse del mondo musicale contemporaneo che sembra interessato ad altro. Per fortuna che gli Highlord esistono.

Tracks-list:

"Time For A Change";
"One World At A Time";
"Be King Or Be Killed";
"Let There Be Fire";
"Hic Sunt Leones";
"Wrong Side Of Sanity";
"Feathers To A Bird";
"Warmight";
"I’ve Chosen My Poison";
"Once Were Immortal";
"Full Circle".

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