Musical NewsMusicalNews
  Cerca

MusicalNews: le notizie che gli altri non hanno! - real news by true fans for hot peopleCOLLABORA CON NOI
 Editoriale
Seconda fase del contest Tieni il Palco con Musicalnews.com come media partner
 

www.fanzine.net
 Interviste
•20/09 - I.M.I. Indonesia meets Italy a Firenze il prossimo week-end: dal rock dei Kelompok Penerbang Roket a Pinocchio, passando per il dangdut ed il duetto Anguun & Piero Pelu’ ..
•18/09 - The Mugshots la bizzarria al potere ..
•11/09 - I Mother Nature ci raccontano il loro doppio contratto
(altre »)
 
 Recensioni
•22/09 - PopForZombie – PopForZombie (VRec./Audioglobe, 2017)
•21/09 - Twee - Mango
•21/09 - Fumonero – Dentro (Becrowdy cd 2017) concept metal rock senza ruggine per uscire dal ghetto ..
(altre »)
 
 Comunicati
•22/09 - Jonathan Cilia-Faro e Don Most di Happy Days in tour insieme in Italia a marzo
•21/09 - Ecco “The Scorpion Queen”, il nuovo singolo di DanyRusso
•20/09 - San Michele l’Angelo dell’Apocalisse, Opera musicale moderna in anteprima a Roma
(altre »)
 
 Rumours
•22/09 - I Gang tornano in concerto al Mamocenter di Roma il 23 settembre
•21/09 - Parioli Sounds dal 22 settembre al 19 ottobre con Hindi Zahra e Nouvelle Vague
•20/09 - L'Aura, show-case e instore tour per presentare il nuovo album
(altre »)
Interviste
Pubblicato il 18/03/2017 alle 09:25:37
Kristallos, il nuovo disco di Eleonora del Grosso tra classica, swing e musica del '900: la nostra intervista ..
di Manuela Ippolito
Primo disco dalla pianista Eleonora del Grosso, pubblicato nel Febbraio del 2017 dall'etichetta Emme Record Label: la fonte di ispirazione e la complessità dei cristalli, strutture capaci di unire piu' elementi ed in forme diverse ..

Primo disco dalla pianista Eleonora del Grosso, pubblicato nel Febbraio del 2017 dall'etichetta Emme Record Label: la fonte di ispirazione e la complessità dei cristalli, strutture capaci di unire piu' elementi ed in forme diverse ..

Un disco con richiami espliciti ad autori classici (in particolare Bach)..

Un progetto in trio, che ha visto la partecipazione di Niccolò Romanin alla batteria e Marco Vavassori al contrabbasso, in cui la musica classifica si sposa con il jazz, con lo swing e la musica del ‘900. Eleonora in persona ci ha raccontato il percorso che ha portato alla nascita del disco.

Kristallos è senza dubbio un disco dalle mille sfaccettature che racchiude in sé molti linguaggi. Ce le vuoi descrivere per cominciare?
Essendo io una musicista di formazione classica, era imprescindibile per me un confronto con quella tradizione, che peraltro ci appartiene anche geograficamente. C'è però anche un altro ramo della musica del '900 che ha sempre largamente catturato la mia attenzione e che emerge vistosamente nel mio disco. Sto parlando dello swing, una musica nata in terra americana, che il mondo europeo ha assorbito fortemente e spesso rielaborato, dando luogo a intrecci stilistici molto interessanti. Swing e musica classica dunque sono i linguaggi che fanno da protagonisti nel mio disco e che hanno anche segnato le due principali direttive della mia formazione musicale.

Ci vuoi parlare anche del percorso musicale e interiore che ha portato alla nascita di questo progetto in trio?
Ho maturato il desiderio di incidere un album con un trio da me capitanato durante gli anni del liceo, quando cominciai ad ascoltare i dischi più importanti della storia della musica jazz. In particolare volevo diventare una concertista ed essere anche la compositrice dei miei brani. Questa ambiziosa idea si è trasformata in un progetto effettivamente realizzabile nell'arco di pochi anni, dal momento che la musica era diventata per me un lavoro già dalla fine della scuola superiore. Presto la mia attività di musicista si è articolata in tre ambiti, quello dei concerti dal vivo, quello della composizione e quello della didattica. Certo, il percorso per arrivare fin qui è stato non senza fatica, ma la soddisfazione di aver inciso un album di genere jazz esattamente nel modo in cui lo immaginavo nei miei "sogni" da diciottenne, è una vera gioia.

Una curiosità, invece, perché hai scelto il nome Kristallos? Rappresenta qualcosa in particolare per te?
Sì. Ho voluto intitolare così il disco perché volevo che richiamasse la complessità dei cristalli, strutture capaci di unire in sé più elementi di tipo diverso ma che tuttavia condividono la stessa base d'appoggio. Allo stesso modo, il mio disco dà - o vorrebbe dare - l'impressione di essere un agglomerato di tradizioni musicali diverse, unite da una matrice comune che mi sono proposta di trovare e rivelare all'ascoltatore.

Per quanto riguarda la presenza di più stili in alcuni casi abbiamo notato anche una piacevole commistione di musica classica e black music in generale. Hai curato in qualche modo questo aspetto? Oppure le composizioni sono venute in modo più istintivo?
Questo mescolamento stilistico non è causale ma ricercato consapevolmente. Penso che in un un'epoca di grande mescolamento culturale come la nostra,il jazz non può che essere, e diventare, sempre più multi-etnico. Nel disco ho cercato di affiancare e far dialogare tra loro le tradizioni musicali di due continenti fisicamente separati e distanti tra loro, cioè l'Europa e le due Americhe. Per tale ragione i brani di Kristallos includono richiami espliciti ad autori classici (in particolare Bach) così come ritmi latino-americani e momenti più affini invece a quella che è nota come black music, una musica che per quanto si sia sviluppata prima nel continente americano e poi diffusa a livello globale, ha un'origine squisitamente africana, e ciò che non deve essere dimenticato.

E quale potrebbe essere, secondo te, parlando in generale, il miglior modo per far convivere queste due scuole di pensiero che sono “apparentemente” distanti?
A mio parere va riscoperto il ruolo dell'improvvisazione come comune denominatore di queste due grandi tradizioni musicali: sia la black music - cioè l'insieme degli stili che costituiscono il grande bagaglio della musica afroamericana - sia la musica classica di origine europea, comprendono e prevedono alcuni momenti di creatività personale, che nella musica nera appaiono nella forma dei cosiddetti "assoli" mentre nella musica classica si presentano più nella forma di un'interpretazione personalizzata del brano da parte dell'esecutore dell'opera. In ambo i casi si tratta di spazi creativi in cui il musicista / performer è tenuto a rivelare la propria personalità artistica in maniera trasparente e soprattutto a mettere in gioco il proprio apparato emotivo, producendo istantaneamente un discorso musicale del tutto nuovo e personalizzato come nel caso dell'improvvisazione nera, oppure, come accade nella musica classica, mettendo in scena una situazione emotiva nella quale l'interprete eredita e riporta alla luce, in senso soggettivo, il messaggio del compositore.

Visto che sai padroneggiare bene diversi stili, ci vuoi raccontare anche il tuo percorso artistico e musicale a livello personale?
Ho iniziato a studiare il pianoforte ed a cantare all'età di 5 anni, e ho intrapreso subito un percorso di stampo classico. Il mio avvicinamento al mondo della voce è avvenuto in parallelo ai primi passi col pianoforte, quindi ora mi sento e definisco in pari modo una cantante ed una pianista. Tanto il canto quanto il pianoforte hanno sempre fatto parte di me. Durante gli ultimi anni del Conservatorio - che ho frequentato a Vicenza e che ho terminato con il conseguimento del diploma in pianoforte accademico - ho fatto un "incontro" a dir poco appassionato con la musica jazz ed afroamericana in generale, la quale mi ha catapultato in un mondo diametralmente opposto a quello che avevo conosciuto e praticato sino a quel momento. In sostanza ho avuto davvero un imprevisto colpo di fulmine con il jazz, tanto che ho optato per un effettivo cambio di rotta rispetto alla mia storica e consolidata relazione con la musica classica, che pur mantengo nel cuore.

Quali sono invece i musicisti con cui ti piacerebbe collaborare? Diciamo hai un sogno nel cassetto che ti piacerebbe realizzare?
Sì, mi piacerebbe duettare con alcuni dei pianisti italiani che più stimo e che sono del resto grandi nomi della musica jazz a livello internazionale. Primo fra tutti, Stefano Bollani. Ma anche Rita Marcotulli, Enrico Pieranunzi, Dado Moroni.

Per il futuro imminente, invece, cosa hai in mente? Prossimi concerti o progetti che partiranno?
Sto programmando una serie di concerti all'interno di festival jazz non solo italiani, ma anche all'estero. Naturalmente sarò accompagnata dai miei colleghi Marco Vavassori e Niccolò Romanin, che sono rispettivamente il contrabbassista ed il batterista con i quali ho registrato il disco. Loro costituiscono la sezione ritmica del mio trio e sono stati anche una parte fondamentale nella realizzazione di Kristallos. E poi di sicuro, intravvedo un nuovo disco all'orizzonte, che vorrei registrare, questa volta, in piano solo. Potrebbe essere un album esclusivamente dedicato al pianoforte. Jazz, naturalmente.

Condividi su Facebook




 Articolo letto 841 volte


Pagina stampabile