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Notizie
Pubblicato il 20/03/2017 alle 08:01:47
Il libro Dolore No-te del rock manager Giancarlo Passarella recensito dalla testata savonese Liguria2000News.com
di Sarah Viola
Parere positivo dal sito savonese con il titolo Giancarlo Passarella devolve ogni diritto del libro Dolore No-Te all'onlus Vincere il Dolore. Interviste a 21 artisti che uniscono nei sentimenti e nelle emozioni con le loro esperienze dolorose.

Parere positivo dal sito savonese con il titolo Giancarlo Passarella devolve ogni diritto del libro Dolore No-Te all'onlus Vincere il Dolore. Interviste a 21 artisti che uniscono nei sentimenti e nelle emozioni con le loro esperienze dolorose.


Nelle foto la copertina del libro , Giancarlo Passarella e Franco Simone nel corso di una presentazione del libro, il logo di Liguria2000News.com ..

Importante e dettagliatissima recensione, firmata da Nino Bellinvia. Il giornalista tarantino (ma origini siciliane) così inizia la sua recensione.. “Dolore No-te” è il titolo del libro (pag. 120, Romano Editore) che è stato già presentato con pieno successo in numerosi eventi pubblici e conferenze. Autore è il giornalista fiorentino Giancarlo Passarella (autore anche di “Con questa faccia qui. Le canzoni che hanno fatto la storia di Ligabue”), definito “Il babbo dei fan club in Italia”, “il biografo della saga dei Dire Straits”, “il re del gancio”, “L’assessore rock alle cantine d’Italia”, “il Pippo Baudo del Rock per gli oltre 400 festival che ha presentato, compreso il più lungo in Italia, certificato dal Guiness dei Primati (Genova, Agosto 1988, 7 giorni di musica continuata con oltre 120 gruppi sul palco!)… Da decenni un big nel mondo dello spettacolo (presidente ululante dell’underground italiano e direttore dell’etichetta discografica no profit U.d.U. Records) che su Rai Stereo Uno ha fra l’altro scoperto Ligabue, Bandabardò, Irene Grandi e altri artisti. Passarella ha curato anche l’ufficio stampa per tanti noti artisti (Vasco Rossi, Guccini, Toto, Sting, Deep Purple, Eugenio Finardi, Simple Minds…)..

Dopo questi dati biografici, Bellinvia comincia a sfogliare il libro ..Con grande professionalità ha intervistato 21 musicisti, cantautori, dj, scrittori e altri operatori che hanno avuto esperienze dolorose percepite in modo differente. In ogni intervista una o più esperienze diverse. Personaggi tutti protagonisti delle storie riportate, che fanno vivere ciascuno una loro storia che unisce nei sentimenti e nelle emozioni..

Rispettando l'ordine alfabetico, Bellinvia su Liguria2000News.com per ogni intervistato offre un breve sunto ..Passarella inizia con l’intervista al cantante e giornalista Leandro Barsotti e prosegue con il compositore di colonne sonore (Presidente dell’A.F.I.) Franco Bixio con il quale ha parlato, fra l’altro, del dolore psicologico e dell’anima da questi provato, ma anche del dolore culturale. Con il cantautore Mimmo Cavallo (sì, quello di “Siamo meridionali”, uno dei suoi successi) parla del dolore fisico, anche influenzato dalla paura e anche da fattori socio-culturali. Nell’intervista la cantautrice e scrittrice Teresa De Sio evidenzia in particolare il dolore psicologico e culturale, precisando che il dolore fisico rende le persone più dure e resistenti. Particolare la storia raccontata a Passarella da Mariangela di Michele che in viaggio di nozze negli Usa è rimasta completamente bloccata… L’autore continua parlandoci di Silvia Fallani, che principalmente si occupa per la giusta inclusione dei ragazzi portatori di handicap nella società. Con il chitarrista hard rock Matteo Filippini ci fa scoprire una malattia poco conosciuta..

A metà del libro Dolore No-te, le pagine con l'intervista ad Al Monsterman al secolo Andrea Lunardi ..Apprendiamo poi il pensiero di Andrea Lunardi sull’atrofia muscolare spinale e il suo amore per la musica. Un personaggio dopo l’altro..



Ed ecco che ci facciamo coinvolgere dalle storie dell’esplorazione musicale in costante evoluzione del cantautore Giubbonsky (alias Guido Rolando); di Andrea Lunardi (costretto sulla carrozzina) che continua a produrre musica, scrivere libri, comporre armonie, prestarsi a tutti quelli che vogliono mixare un loro disco; di Vittorio Merlo che con le sue canzoni fa muovere il cervello (nel 2001 la stampa italiana e internazionale ha segnalato come il cantautore italiano più ascoltato in rete; è bibliotecario in Lussemburgo); di Michela Napolitano, direttore editoriale del periodico “Una pagina per la vita”, balzata alla cronaca nazionale per una serie di suoi libri dedicati all’esperienza vissuta in prima persona; di Ruggero Pegna, socio fondatore dell’Assomusica (nel suo libro “Miracolo d’amore” parla della sua vittoria sulla leucemia)..

La recensione di Liguria2000News.com (dettagliata e ben equilibrata) continua con gli altri intervistati ..E continua con Davide Peron, cantautore e pedagogista (impegnato in una comunità per doppia diagnosi: persone con patologia psichiatriche e di dipendenza) e poi con Ronnie Jones cha ha battuto il cancro (ha lavorato con i Rolling Stones e recitato nello scandaloso musical Hair). E in ordine alfabetico arriviamo a Giuseppe Scaravilli con importanti produzioni discografiche con i Malibran; al cantautore Franco Simone (con la sua canzone “Cara droga” ha espresso in modo originale, energico e combattivo, una lotta contro il problema della droga, quale piaga sociale diffusa in tutto il mondo); con il dj Enrico Tagliaferri; con Federica Venezia, formatasi presso GR3 Rai e il mensile “Il Mucchio Selvaggio”, che ha condotto programmi radiofonici; con Paola Villano, docente di Psicologia Sociale, presso l’Università di Bologna e scrittrice; con Roberto Zaninelli, geometra, promoter di eventi dedicati ai Pink Floyd;. E infine con Enrico Zoi, giornalista e scrittore che ha pubblicato decine di libri e creato tanti cruciverba..

Quello che a questo punto il recensore compie è stilare un giudizio complessivo del libro e poi dare altre informazioni sull'indotto coinvolto ..Leggere le storie di questi personaggi sarà una scoperta per tutti. Alcuni portano ancora i segni del dolore o della paura, di quanto loro accaduto. E’ davvero un importante segno d’amore leggere questo libro che Passarella ha scritto, pensate un poco (ma non è da oggi che fa solidarietà), rinunciando a ogni diritto a favore dell’Onlus “Vincere il Dolore”. Associazione, questa, che non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza socio sanitaria e in particolare nell’ambito della terapia del dolore e delle cure palliative. Momenti belli accompagnati a volte da momenti brutti della vita e c’è chi ne porta Un libro che avrà presto un seguito con altre interviste, come ci ha anticipato lo stesso autore. A tutti consigliamo, se ancora non l’avete fatto, di acquistare e far acquistare questo libro..

Con quali scritti si completa questo libro? Nella prefazione del libro il dott. Roberto Casale ha fra l’altro ha scritto che i motivi “Perché parlare di musica e dolore?” possono essere vari, e tutti assai importanti. “Certamente perché la musica è la più astratta delle arti e per questo la più vicina a sensazioni così complesse e a volte incomunicabili a parole, come il dolore. La musica è armonia, poesia, memoria, oblio. Accompagna ed esprime la gioia, così come il dolore. Ci aiuta a pregare, ci fa addormentare, esorcizza la paura, allontana la tristezza, combatte la solitudine, cura la depressione e a volte allontana per un attimo il dolore. La musica è un linguaggio senza confini, universale, così come lo è il dolore”. Il dott. Renato Vellucci (fra l’altro membro della commissione del Ministero della Salute per l’attuazione dei principi contenuti nella legge” disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” del 10 maggio 2010), nell’introduzione (prima edizione di giugno 2014), precisa, che “In questo libro sono raccolte storie di sofferenza e di dolore. Storie che vogliono dare voce a tutti quelli che soffrono attraverso i racconti di personaggi noti del mondo dello spettacolo, per significare la voglia e la necessità di praticare una medicina non solo attenta alla “malattia”, ma più globalmente orientata alla figura del paziente nella sua totalità. Tutto quello che ci racconta del dolore e della sofferenza, ci offre un momento di riflessione morale e può servire come base per trasportare l’esperienza narrata nel nostro quotidiano fornendoci la possibilità di riflettere e fantasticare in maniera più o meno empatica”. Questa raccolta d’interviste è il modo di costruire un ponte in grado di congiungere l’universo della malattia e quello della cura, per affermare l’appartenenza di sanitari e di persone malate a una comunità in cui prima si ascolta e poi si è ascoltati. Sono pagine di divulgazione umana di come il dolore fisico possa diventare costruttore di arte anziché distruttore di vita. Possiamo ben affermare che dietro questa pubblicazione c’è un preciso progetto scientifico, curato dall’Associazione Onlus “Vincere il Dolore”..

Ma le informazioni sono davvero tante ..E’ bene sapere che dal 2003 il professor Rocco Domenico Mediati ha lanciato una task force che punta a migliorare la qualità dell’assistenza ai malati e a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. Al comando della struttura multidisciplinare dell’Ospedale Palagi di Firenze è il dottor Paolo Scarsella. Invitiamo a leggere il suo intervento riportato alle pagine 11-12 “Divinum est sedare dorlorem”. Intervento che inizia sottolineando quanto siano falsi i detti popolari “I dolori sono come i soldi, chi ce li ha li tiene!”, “Di dolore non è mai morto nessuno!”, “Bisogna sopportare!” Il dott. Scarsella precisa anche che “Dolore no-te” nasce per far capire che il dolore cronico può colpire chiunque, in maniera “democratica”, cioè senza alcuna distinzione di genere, di ceto o di censo. Le testimonianze di artisti, che sono persone come le altre, ma con qualcosa in più, cioè capaci di comunicare le proprie emozioni, anche quelle negative, insegnano a tutti che il dolore cronico deve essere prima di tutto riconosciuto e di conseguenza trattato adeguatamente, con metodi farmacologici e con medicine integrative. “Il dolore cronico non colpisce solo il corpo, ma la persona tutta”..

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