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Recensioni
Pubblicato il 04/04/2017 alle 19:08:15
The Sade - Grave
di Silvio Mancinelli
Mi ero già occupato di Andrea Pozzy qualche tempo fa con i suoi ex OJM ed ora lo ritrovo in una veste rinnovata con i The Sade e il loro disco autoprodotto “Grave” terzo lavoro della band.

Mi ero già occupato di Andrea Pozzy qualche tempo fa con i suoi ex OJM ed ora lo ritrovo in una veste rinnovata con i The Sade e il loro disco autoprodotto “Grave” terzo lavoro della band.

Non è il loro primo album tanto è vero che questo power trio ha debuttato già nel 2009 con il primo Ep e Musicalnews già si era occupato di “Damned love”. Ora ritroviamo i The Sade con questo lavoro composto da ben dieci canzoni, molto cazzute direi. Certo, guardando la carriera di Andrea, ci ritroviamo ad una nuova evoluzione del suono.

Se dieci anni fa parlavo prima di rock desertico o stoner, ora qui ci troviamo più in un campo fatto di riflessione rock macchiato di blues, dove l'inspirazione è sicuramente Mark Lanegan (“Black leather”) e in alcuni casi il metal tedesco.s Sicuramente la timbrica sonora è migliorata dai tempi di “Damned love”. In altre parti riaffora il vecchio rock and roll alla Deep Purple o alla Iron Maiden, trasformando però gli acuti dei primi in una voce baritonale, più bassa e cupa. Questa è la lezione del rock: prendere gli stili degli altri, assimilarli e farli propri. I The Sade fanno questo.


La tracklist

1. Prayer
2. The Raven
3. Seek seek seek
4. Afterdeath
5. Black leather
6. Graveyard
7. Coachman
8. Burnt
9. Nyctophilia
10. Charlie charlie


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