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Recensioni
Pubblicato il 05/04/2017 alle 10:08:11
Album omonimo per i Kalashnikov
di Ivan Perugini
Proiettili di heavy metal sparsi nel marchigiano. Manipolo di mercenari soviet in azione. Faranno prigionieri?

Proiettili di heavy metal sparsi nel marchigiano. Manipolo di mercenari soviet in azione. Faranno prigionieri?

Il nome definisce. Per la band Kalashnikov non vale alcuna eccezione a questa regola. La band di Montecosaro (Macerata) è intrisa di tutti gli elementi che fanno della più triste esperienza umana, la guerra, la summa della filosofia che sta alla base dell'immagine dell'omonimo album, della band stessa, dei testi, dei titoli, insomma della loro essenza. Quanto di questo sia frutto della band stessa o del leader maximo che li guida, Germano Quintabà, già cantante dei Centvrion, non è dato saperlo al momento.

I brani tutti, se da un lato sembrano leggermente penalizzati da una produzione non superlativa se paragonata alla tendenza a mio avviso un po' troppo uniformante del genere, d'altronde conosciamo anche la situazione attuale del settore musicale, dall'altro denotano un grande affiatamento della band (seguite in particolar modo chitarra e batteria), grande entusiasmo ed energia sia compositiva che esecutiva, grande dimestichezza con i generi del metal classico, power e trash.

La voce del Quintabà è in grande spolvero tra accenni alla Udo ed il suo stile che imparammo a conoscere nei 4 album con la precedente band Centvrion (ascoltate brani come Roma capvt mvndi, Panzer March, Snow covers imperial Alps, Trascendence) e lo stesso guida da impavido centurione tutto il manipolo di una non certo qualsiasi coorte ausiliaria.

I quattro dei Kalashnikov, oltre al Quintabà anche Randy Rush alle chitarre, Dave Damian al basso, Johnny Pezzola alla batteria, sembrano muoversi come consumati mercenari tra le decadenti e ancora fumanti rovine di una “Monstar musicale” del metal.

Io vi sottolineo, su tutte, la prima canzone dell'album, Kalashnikov, e Cannon ball, ma tutte sono veri e propri proiettili di heavy metal. L'artwork è un superlativo lavoro in stile propaganda soviet di Massimiliano Ricci, anch'egli ex bassista dei Centvrion, ora nei fermani Deliverance.

L'album è disponibile sia in formato digitale che supporto cd per l'etichetta greca Alone Records (www.alone.gr).

Tracklist:
1 – Kalashnikov
2 – Kamikaze
3 – Cannon Ball
4 – Metal Commando
5 – Shell Shock
6 – Hell Czar
7 – Speed Of Killing
8 – Heads Hunter
9 – SS 20
10 – War Paints
11 – Afghanistan

Line-up:
Germano Quintabà – Vocal
Randy Rush – Lead & Rythm Guitar
Dave Damian – Bass
Johnny Pezzola – Drums

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