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Recensioni
Pubblicato il 13/04/2017 alle 13:02:37
Lambstone – Hunters & Queens (VRec./Audioglobe, 2017)
di Gianni Della Cioppa
I Lambstone lo fanno meglio. Lo si capisce sin da subito: grafica, immagine ed il loro nome che lo vedi nei cartelloni di tanti locali. E la musica? La porzione migliore di tutto.

I Lambstone lo fanno meglio. Lo si capisce sin da subito: grafica, immagine ed il loro nome che lo vedi nei cartelloni di tanti locali. E la musica? La porzione migliore di tutto.

Il quintetto milanese si muove agile da qualche anno e dopo aver raccolto consensi con alcune produzioni a breve minutaggio e videoclip di buon livello, ha raggiunto il traguardo dell’album di esordio con “Hunters & Queens”, che suona fresco e moderno, incanalandosi nel filone post grunge, con riferimenti importanti che si chiamano Stone Temple Pilots, Creed e Nickelback. Ovvero un rock aggressivo che non perde mai di vista la melodia.

Il telaio poggia su una scrittura fluida e graffiante, su cui il cantato virile di Alessandro Di Bello impone il suo marchio. Ascoltiamo così dieci canzoni pur in una certa uniformità stilistica, convincono sin dal primo ascolto. Almeno tre le possibili hit: “Hunting”, “Stronger” e “Violet”. Ma la vera sorpresa arriva alla fine, con una rilettura, apparentemente fuori contesto come “Dust in The Wind” dei progster americani Kansas, che i Lambstone rendono convincente ed affine al loro linguaggio.

Anche dal vivo il quintetto offre uno spettacolo coinvolgente, con Alessandro che si dimostra autentico frontaman, come tradizione rock vuole.

Lambstone: una delle band su cui puntare, per la nostra scena rock.


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