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Pubblicato il 07/05/2017 alle 21:12:36
Real, la sfida electro-dance di Giulia Villari
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Giulia Villari cambia pelle. Ho visto suonare per anni la biondissima ragazza con la chitarra, capace di incantare il pubblico con la sua voce nuda e pura, senza effetti, con la sua Gibson acustica e un look sobrio.

Giulia Villari cambia pelle. Ho visto suonare per anni la biondissima ragazza con la chitarra, capace di incantare il pubblico della sala di un teatro o di un locale con la sua voce nuda e pura, senza effetti, con la sua Gibson acustica e un look sobrio ed essenziale.

La ritrovo un anno dopo dall’ultimo concerto a cui avevo assistito, trasformata, cresciuta, tagliare un nuovo traguardo ad un livello altissimo di sicurezza e padronanza e in un contesto per lei assolutamente nuovo. La ragazza semplice e minimale che tanto ricordava Ani Di Franco e Pj Harvey cambia bruscamente direzione nel nuovissimo lavoro REAL, realizzato a Roma con Sante Rutigliano alle programmazioni e Simone Prudenzano alla batteria minimale. Niente chitarra, nel disco come sul palco del Monk di Roma dove arriva dopo le date di Milano, Firenze e Cesena per la presentazione del nuovo album.

Appare avvolta da una nuvola di fumo psichedelico che ne lascia intravedere la sagoma e disegna le sue sensuali movenze, riproponendo la stessa atmosfera del video di Different, stretta in un succinto abito dorato che le sta d’incanto, stivaletti bassi e i lunghi capelli sciolti ad accompagnare la sua danza, seguendo il ritmo delle note basse che dominano il set electro-pop di una Giulia Villari 2.0.

Mi sorprende la sua svolta, e mi convince nonostante fossi stregata dalla purezza e dallo stile della rocker che conoscevo. Ammiccante e divertita, frivola e seducente e poi improvvisamente seria e profonda, abile e a suo agio nei nuovi panni - regina della dance floor l'ha ribattezzata il critico musicale dei social, l'immancabile presenza ai concerti della capitale, l'amico di tutti, Gustavo Tagliaferri.

Dal vivo come sul disco Giulia sceglie ancora una volta l’inglese per narrare il suo universo percorrendo questo nuovo sentiero venato di elettronica e dance in cui gli archi e i fiati fanno capolino a sorpresa emergendo tra le drum machine e i sintetizzatori.

“Con più leggerezza ed ironia rispetto al passato” – mi dice Giulia – “ho provato a raccontarmi e a raccontare questa fase di cambiamento. In generale questo disco parla di evoluzione, di rapporti che ti scuotono e ti costringono a vedere le cose da un’altra angolazione, in un processo che porta alla scoperta di se stessi”.

Con la sapiente mano dei musicisti e produttori Sante e Simone a valorizzare il talento della bionda rocker dancer romana, ne vengono fuori 11 canzoni dal respiro internazionale, con ritornelli accattivanti che ti entrano in testa dal primo ascolto, come nel singolo Different, alternati agli spazi di solennità sonora, cupi e malinconici che caratterizzano la seconda parte del disco. E frammenti in cui il suono si spoglia di tutto e ritrova la sua dimensione acustica, come l'intensa Fragile, interamente arrangiata e suonata da Giulia che qui tira fuori un falsetto soave, ipnotico e ossessivo.

Un bellissimo lavoro, Real, che merita tutta l’attenzione che auguriamo, a Giulia e ai suoi, di conquistare.


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