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Interviste
Pubblicato il 18/05/2017 alle 10:19:53
Misuriamoci con un pubblico vero: con noi quel felino di Franz Campi
di Francesca Odette Croxignatti
La sua ultima iniziativa si chiama Tieni il palco: dall’anno scorso ad oggi nel contest si sono esibiti circa 600 musicisti ed e' una cifra pazzesca, se paragonata al piattume che esite in Italia. Franz comunque continua ad andare a canestro..

La sua ultima iniziativa si chiama Tieni il palco: dall’anno scorso ad oggi nel contest si sono esibiti circa 600 musicisti ed e' una cifra pazzesca, se paragonata al piattume che esite in Italia. Franz comunque continua ad andare a canestro..

Vista la sua iperattività, è il momento giusto per intervistarlo, perché .. Tutti i gatti vengono al pettine, tanto per citare un suo show (con Barbara Giorgi e la Bar Casablanca Band) ..!

Bentrovato a Franz Campi, impegnato in un progetto che si chiama Tieni Il Palco ...
Una iniziativa bellissima. Di concorsi musicali in Italia ce ne sono tanti. Questo si distingue perché, in uno scenario dove è sempre più difficile trovare spazi per potersi esibire, offre semplicemente ai tanti partecipanti l’occasione di suonare in un contesto professionale: il palco è lo stesso su cui la domenica si esibiscono gli ospiti della programmazione musicale di Shopville Gran Reno che sono nomi di livello nazionale come Sergio Caputo, Fabio Concato, Katia Ricciarelli, Jerry Calà… Non abbiamo la velleità di forgiare le nuove star della canzone italiana, i tanti premi ed i riconoscimenti in palio sono volti soprattutto a incoraggiare i più talentuosi. Tra gli altri, oltre a buoni acquisti in strumenti musicali presso All For Music e Tomassone, interviste di approfondimento su Radio Emilia-Romagna e Magazzini sonori, la compilation per la diffusione dei migliori brani all’interno di Gran Reno, la possibilità di esibirsi in altri importanti locali, ore gratuite in sala prove a Spazio Eco, ci sono anche dei percorsi formativi dedicati offerti da The School del circuito MAN. Questo progetto contribuisce a far comprendere come i centri commerciali siano i nuovi protagonisti della musica dal vivo non solo in Europa ma anche in Italia. Il gruppo Klepierre in particolare lo ha già dimostrato con le bellissime aree permanenti dedicate agli spettacoli come a Nave de Vero di Marghera (VE) e Campania di Marcianise (CE). Nel prossimo anno partiranno i lavori per di adeguamento anche a Casalecchio (BO) e ci sarà sempre più spazio per i “live”.

Vogliamo dettagliarne le ambizioni, i risultati, le prospettive future … Questa edizione 2017 di Tieni Il Palco la ritieni migliorabile? Ed eventualmente in quali aspetti?
Intanto partirei dai numeri che sono eloquenti: dall’anno scorso ad oggi nel contest si sono esibiti circa 600 musicisti. E mancano ancora due mesi di attività: ottobre e novembre (le iscrizioni, gratuite, sono aperte fino alla fine di settembre sulla piattaforma http://www.tieniilpalco.it/ ). In questa seconda edizione fa piacere aver visto crescere anche il numero dei partner ed il coinvolgimento di QuiBolognaTV che ogni settimana realizza dei bellissimi servizi con interviste e video. E’ grazie alla collaborazione con realtà come questa, come Musicalnews.com e il Progetto Sonda del Comune di Modena che stiamo crescendo. Il bacino di provenienza degli artisti è prevalentemente quello dell’Emilia-Romagna, ma sono arrivati musicisti molto bravi anche da città lontane come Napoli e Torino. Però vogliamo migliorare ancora.. L’idea è di prendere a bordo altri addetti ai lavori del settore sia per promuovere la mnifestazione che come giurati. Solo in questa prima parte della seconda edizione abbiamo ospitato per valutare i “live” dei professionisti come Lorenzo Visci dello studio di registrazione Crossover di San Lazzaro, Manuel Auteri dell'etichetta discografica San Luca Sound, Marcello Carabba dell'etichetta Areasonica Records. Giornalisti musicali come Lucio Mazzi, collaboratore per RAI e La7, già redattore di numerosissime riviste musicali (attualmente Classic Rock e Vinile) e Pierfrancesco Pacoda, autore di diversi volumi dedicati ai movimenti musicali. E poi DJ e animatrici culturali com Laura Gramuglia di Radio Capital o musicisti del calibro di Roberto Costa, arrangiatore e bassista a fianco di Lucio Dalla per una ventina di anni, Renato Droghetti che come pianista o arrangiatore ha curato numerosi progetti tra cui quelli di Paolo Meneguzzi, Paola Turci, Edoardo Bennato e gli Stadio, il bassista Domenico Lo Parco dalla vasta serie di collaborazioni con grandi artisti come Renato Zero, Ron, Ivan Graziani, Samuele Bersani, Gianni Morandi, Billy Cobham, Manu Katche.
In futuro ci piacerebbe coinvolgere sempre più scuole di musica e che si potessero stringere ulteriori accordi per far suonare i più meritevoli anche in altri grandi club, oltre agli attuali Bravo Caffè, Arterìa e Mercato Sonato che sono nostri partners. Il sogno sarebbe che “Tieni il palco” fosse un “moltiplicatore di live”.

Quanto sono lontani i “saluti ai gatti” ed il canestro in un campo di basket?
“Saluta i gatti e buonasera” era il titolo del mio secondo album che a breve, grazie alle Edizioni Borgatti, verrà distribuito on line insieme al mio primo lavoro “Franz Campi”. Insomma, dopo aver notato che entrambi i CD su E-Bay vengono venduti come reperti storici a discrete cifre e anche facendo riferimento ad alcune richieste che stranamente arrivano anche dall’estero, si è pensato di rendere disponibili queste canzoni nella rete. Mi fa ovviamente molto piacere. Non pubblico un mio album da molti anni. Preferisco dedicarmi a progetti di teatro-canzone che offrono riscontri diretti come l’applauso del pubblico che mi segue con affetto. Spesso in questi spettacoli inserisco anche brani inediti come quello dedicato a Chagall scritto insieme a Gino De Stefani, autore di grandi successi per la Pausini, De Andrè, Aznavour, Venditti… Ho anche collaborato alle musiche e testi di diversi altri artisti e un paio di anni fa ho scritto la sigla del campionato di pallacanestro Lega2 per RAI Sport. Il campo da basket come vedi ce l’ho sempre in testa in qualche modo. Anche seguendo da fanatico l’NBA e qualche volta portando a spasso la mia pancia in qualche assolato playground.

Dopo quelle esperienze, la tua sbandata per un mito come Fred Buscaglione...
E’ tutto nato grazie Rino Maenza, che tra le altre cose fu il produttore di Carmelo Bene, di cui ha recentemente pubblicato alcuni video, che mi aveva sentito cantare una canzone di Fred. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa mi ha chiesto di ricordarlo in uno spettacolo. Obiettai che non ci assomiglio per nulla: Buscaglione se ne è andato a 38 anni, era alto circa 1.70, capelli lisci scuri…Io sono 1,90, capelli sempre meno e sempre più chiari, e decisamente più stagionato… Ma non volle sentire ragioni. Così mi misi a studiare i movimenti e la voce nei dettagli. E feci bene perché da più di sette anni replico con grande gioia lo spettacolo con le sue canzoni. Però non è stata una magia. Buscaglione, grazie anche a quel geniaccio del suo braccio destro Leo Chiosso, fu il primo ad inventare un “brand” per un cantante: bastano un paio di baffetti alla Clark Gable, un cappello e un vestito gessato da gangstern per evocare l’indimenticato Fred. Una volta ad Imola per la “Festa della musica” ci esibimmo in una gremitissima Piazza Gramsci. Al termine del concerto una signora di una ottantina di anni mi venne incontro e mi disse: “Ma signor Fred, dov’era finito in tutti questi anni ?”.

Ma ritorniamo a Tieni Il Palco: mettiti nei panni di un giovane che ci ha partecipato...quali benefici ha avuto?
Intanto quello di misurarsi con un pubblico vero. Non solo di amici e parenti. Sei su di un bel palco, hai dei tecnici professionisti a tua disposizione, non i suoni distorti ed i larsen da sottoscala o da rassegne di quartiere... Non ci sono scuse: sei tu che deve conquistarsi l’attenzione del pubblico, dei passanti, di quelli che si accorgono di te mentre spingono il carrello della spesa. Se uno riesce a catturare la gente con la sua performance in quelle condizioni vuole dire che ci sa fare. Davanti a chi ha talento si formano capannelli di persone divertite o addirittura incantate. Una signora mi “sgridato” perché nell’ascoltare una cantante molto brava si era dimenticata di aver comprato i gelati e si erano sciolti. Ma poi, oltre ai giovani e giovanissimi (il premio di “Artista del mese” dello scorso aprile l’ha vinto Leo, un fantastico dodicenne che interpreta Bob Dylan e Bruce Springsteen con chitarra e armonica), ci sono state le band di vecchi rockers attempati ma pieni di grinta. Oltre a “Tieni il palco” fanno veramente fatica ad esibirsi e noi siamo felicissimi di offrire loro una chance.



Non credo tu abbia bisogno di iscriverti ad una palestra: sei continuamente in giro, pieno di attività..
Ho una rara determinazione e disciplina. Però ho anche 55 primavere e il fisico invece mi manda segnali non proprio entusiasmanti. Con l’età ed il tanto lavoro ho sempre meno voglia e tempo di praticare sport. Ma mi sforzo di muovermi per cercare di far funzionare i muscoli. Come diceva quel tale ? “Mens sana in corpore sano” Mah, mi sa che siamo lontani…

Nonostante i mille impegni, continui ad avere un lavoro serio che ti offre uno stipendio: ma è ancora così difficile campare solo di musica?
Sono da tre anni in part time al 50% presso la Regione Emilia-Romagna, dove mi occupo di comunicazione nel settore dell’Ambiente. Poi come organizzatore di eventi sono consulente di importanti aziende come libero professionista. Insomma, nonostante il tempo e la passione profusa, con la musica non riesco a camparci. Ancora oggi è un lavoro/hobby. Se hai una famiglia e la remota speranza, magari in età avanzata, di poter percepire una pensione, non ci sono molte alternative. Ovviamente tutte queste considerazioni sarebbero diverse se fossi un artista affermato come Gianna Nannini, Paolo Conte o anche Nada. A me è mancato il grande successo come interprete a livello nazionale. Chi in passato è riuscito a “bucare la pelle del tamburo” dell’attenzione del grande pubblico può giocarsi il “marchio” ancora oggi. Allora chi “sfondava” era decisamente popolare e rimaneva impresso nella memoria. Alcuni lo fanno riproponendo il repertorio del passato, altri invece scoprendo nuovi percorsi, come ad esempio Nada, forti però della suggestione che ancora riesce a evocare il loro nome. Oggi per un giovane credo sia ancora più difficile. Ma non impossibile. Al netto di quelli che riescono a salire in cima, come Rovazzi, Fedez, Mengoni e compagnia cantante, un professionista della musica ha per fortuna anche altre strade. Una volta c’era la musica da ballo e la mia città, ricordata persino da De Gregori in una sua canzone come “Bologna con i suoi orchestrali”, fungeva da serbatoio per le formazioni di “liscio” che scorrazzavano per la Penisola. Ora ci sono le vituperate cover e tribute band che allietano le notti dei locali, le feste di piazza ed i matrimoni permettendo a tanti bravi professionisti di sbarcare il lunario. Si fa sempre più fatica a valorizzare un progetto originale e perciò sono felice che centinaia di artisti possano continuare a fare musica senza essere costretti a dover appendere al chiodo i propri strumenti per imboccare le strade delle fabbriche o degli uffici. Poi per un musicista ci sono anche altri settori di impiego come le sonorizzazioni, la musica da film, la pubblicità, il teatro, le sigle televisive… Certo, i budget sono sempre più risicati, ma la qualità qualche strada per fortuna finisce per trovarla.

Non hai mai pensato ad una tua vita all'estero?
Dovrei essere costretto dalle avversità. Ho qui la mia famiglia, i miei amici, i miei affetti, il campetto da basket e San Luca. Non se ne parla proprio. Ci vado volentieri a suonare, magari esportando il genio musicale di Fred Buscaglione. A Cardiff, in Galles, non sapevano neppure chi fosse: li ho tutti fatti ballare sulle note di “Teresa non sparare” !

Diamoci un appuntamento a fra un mese e fra un anno: quali sassolini ti sarai tolto per quelle scadenze?
Non ho nulla da togliermi dalle scarpe. Quello che penso lo esprimo sia nella vita privata che sul palco. Mi avrebbe fatto piacere avere una dimensione nazionale per poter occuparmi di spettacolo dalla mattina alla sera. Ne avrei combinate davvero tante. Ma anche così non scherzo mica. Sono curatore per Area51publishing di un paio di collane di audio libri dedicati alle biografie di grandi artisti e corsi video per imparare a suonare uno strumento. A breve uscirà anche il volume “Promuovi la tua musica” in cui riverso la mia ormai trentennale esperienza come operatore del settore. E poi sono sempre in giro con diversi show: oltre a quello dedicato a Buscaglione ci sono le “Canzoni da mangiare” con Giorgio Comaschi, i celebri duetti della canzone italiana di “Hai mai provato a resistere ?”, la terapia anti stress con il pubblico di Canta che ti passa e il racconto in musica dell’incredibile vita del chitarrista manouche Django Reinhardt. A ottobre poi debutterò come attore in “Giuseppe Verdi, Re del Pop” che si propone di gettare un nuovo ponte per avvicinare al suo lavoro chi lo conosce poco. Si tratta di una piéce di teatro-canzone diretta da Francesca Calderara, interpretata da me e da Elena Nuvolone, attrice diplomata alla Bernstain School of Musical Theater. Sul palco, per riproporre le più celebri arie ed overture composte dal Maestro di Busseto, oltre alla pianista e percussionista Alice Zecchinelli, lo spettacolo si avvale del prezioso contributo di Cristiano Cremonini, tenore che nella sua ventennale carriera si è esibito in alcuni dei più importanti teatri del mondo. I prossimi appuntamenti, se ci ricordiamo di aggiornare la pagina, sono nel mio sito.. Magari venitemi a trovare..







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