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Pubblicato il 20/05/2017 alle 08:10:41
Francesco Mascio: Jaggae e' una nuova unione tra jazz e reggae
di Manuela Ippolito
Pubblicato dall'etichetta Filibusta Records, questo disco e' un progetto nato grazie al sodalizio fra i due chitarristi Emiliano Candida e Francesco Mascio.

Pubblicato dall'etichetta Filibusta Records, questo disco e' un progetto nato grazie al sodalizio fra i due chitarristi Emiliano Candida e Francesco Mascio.

Il disco rappresenta una fusione tra Jazz e Reggae, due generi apparentemente molto diversi fra loro ma che in realtà hanno molte caratteristiche in comune.

Francesco Mascio ci ha raccontato questo lavoro nato da una comune passione, dalla condivisione musicale e soprattutto da una profonda amicizia.

Francesco, per cominciare l’intervista partiamo subito dal disco: JAGGAE si presenta come un’unione fra Jazz e Reggae: ci vuoi raccontare come nasce l’idea di questo progetto?
L'idea é arrivata in concomitanza con l'arrivo di mio figlio Mattia. Dopo aver constatato l'effetto calmante e positivo che la musica Reggae esercita sui bambini ho deciso di sperimentare questa nuova formula: Jaggae, un unione tra Jazz e Reggae.

Come è nata, invece, la collaborazione con Emiliano Candida?
Ho conosciuto Emiliano Candida in una scuola di musica dove insegnavo diversi anni fa. Ricordo che si presentò chiedendomi di diventare mio allievo. Da quel momento, lezione dopo lezione, é nata una vera amicizia che negli anni si é andata sempre più consolidando fino alla realizzazione di questo disco.

Jazz e Raggae: due mondi apparentemente agli antipodi. Quali sono secondo te i punti di contatto tra questi due stili?
Da un punto di vista ritmico entrambi gli stili possiedono la caratteristica dell'accento marcato sul secondo e quarto beat della battuta. Un altro elemento in comune é sicuramente la similarità degli ensemble utilizzati sia nella musica tradizionale giamaicana, che nelle formazioni jazzistiche; inoltre la stessa inclinazione all'improvvisazione é un elemento di contatto tra questi stili. Anche dal punto di vista sociale la storia della Giamaica ha delle profonde analogie con quella degli Stati Uniti, in quanto ad un substrato di matrice africana si é mescolata la cultura europea, che nel caso della Giamaica é rappresentata dalla colonizzazione britannica durata fino ai primi anni '60.

Oltre ai vostri brani nel disco sono presenti due celebri composizioni: Caravan di Duke Ellington e Buffalo Soldier di Bob Marley: perché avete scelto proprio questi?
Caravan é un brano che ho suonato spesso durante i concerti con le mie varie formazioni; si tratta di una celebre composizione che già negli anni '30, quando fu presentata per la prima volta, sorprese il pubblico per la sua contaminazione tra stili diversi. Buffalo Soldier é stata scelta poiché, nel periodo in cui ho registrato il disco, era per me una sorta di tormentone, dato che funzionava benissimo come ninna nanna per mio figlio.

E in che modo avete deciso di arrangiarli?
Abbiamo seguito molto l'istinto, attraverso una modalità spontanea e naturale; tuttavia abbiamo cercato di tener conto del sound complessivo dell'album in modo da poter creare una dinamica tra i vari brani e una varietà di arrangiamenti.

Parlando dei vostri brani abbiamo notato che siete riusciti ad ottenere un sound unico che non ha precedenti. Era il risultato che volevate ottenere quando avete cominciato a suonare?
Avvalendoci a livello compositivo di contaminazioni tra stili diversi, l'obbiettivo principale é stato quello di approdare ad un sound nuovo che ricordi gli stili da cui siamo partiti ma che nello stesso tempo sia originale. Credo che siamo riusciti nel nostro intento.

Vuoi descriverci, dunque, che tipo di sound si presenta in questo disco?
Una sonorità solare, diretta, gioiosa; le cui suggestioni portano la mente dell'ascoltatore su splendide isole immerse nella pace dei caraibi e al tempo stesso sono in grado di evocare atmosfere della tradizione musicale afro-americana.

Dal momento che il disco abbraccia due stili, pensate che questa fusione di stili possa raggiungere un pubblico più vasto?
In una società che si basa su un idea di divisione, di interminabili etichette, di barriere culturali e sociali; “unire” é un ingrediente importante per cercare di sciogliere le rigidità e sbloccare le chiusure che spesso limitano l'animo umano. Per queste ragioni, vedere durante un nostro concerto un appassionato di Jazz in giacca e cravatta muovere il piede a ritmo mentre un tipo rasta tutto colorato gli balla intorno, é una gran bella soddisfazione.

Quali sono state, invece, le vostre principali fonti di ispirazione?
In primis la continua voglia di sperimentare e di mettersi in gioco, in secondo luogo mio figlio e la sua innata passione per Bob Marley ma anche l'amicizia che mi lega ad Emiliano. In fine l'amore per la Natura a cui ho dedicato il brano Natural Mente.

Chiudiamo con una proiezione verso il futuro: prossimi progetti e prossime date: cosa bolle in pentola?
La prossima data di presentazione del disco Jaggae è stata Venerdì 12 Maggio presso la libreria Mondadori di Monterotondo (Rm); mentre il giorno dopo siamo stati prima negli studi di Radio Radio per una video intervista e poi la sera al Satyricon Club di Alatri (Frosinone), sempre per presentare il disco. Per quanto riguarda altri progetti sto già lavorando alla realizzazione di un nuovo album solista con la partecipazione di qualche ospite speciale, ma non posso svelare altro.






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