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Interviste
Pubblicato il 24/05/2017 alle 20:48:24
Il ricordo di VeneziA, da Sciacca, genio, sregolatezza e talento
di Raffaella Daino
Mentre scrivo queste righe ascolto La culla l'ultimo album che Andrea Venezia ha visto uscire (con l'etichetta palermitana 800A Records) e riscuotere consensi. I ricordi di Ennio Salomone, Fabio Rizzo, Tony Truncali ..

Mentre scrivo queste righe ascolto La culla l'ultimo album che Andrea Venezia ha visto uscire (con l'etichetta palermitana 800A Records) e riscuotere consensi. I ricordi di Ennio Salomone, Fabio Rizzo, Tony Truncali ..

Era il 2012. 5 anni dopo ad Andrea non è stato concesso lo stesso privilegio..

Si è spento troppo presto, nella sua Sciacca, un male se lo è portato via prima che potesse vedere la pubblicazione del suo ultimo lavoro discografico. E’ triste e paradossale che a un musicista di talento come Venezia siano stati concessi così pochi anni per suonare e portare sui palchi importanti quella musica così diversa che avrebbe meritato di essere conosciuta e apprezzata da tanto tempo. La sua morte ha lasciato un vuoto enorme in chi aveva conosciuto lui e la sua arte.

Aveva superato i confini della sua terra solo a 50 anni dopo la vittoria di Arezzo Wave Sicilia ma suonava da tanto, ed è a chi nella sua arte sperimentale aveva creduto, prima di tutti, che chiedo un primo ricordo.

Tony Truncali al Minerva studio aveva prodotto i primi lavori di Venezia. Mi scrive, di ritorno dal funerale di Andrea..
“Andrea era davvero rock n roll, nel senso che era veramente borderline... ogni cosa con lui si trasformava, per un motivo o per un altro, in un evento memorabile. Capitava che non tornasse a casa da una festa o da un concerto perché si era addormentato mentre guardava le stelle sotto un albero in giardino. Quando eravamo in tour - come succedeva quando giravamo con Il Teatro degli Orrori, ne succedevano di tutti i colori, sbagliava strada, si perdeva, poi lasciava l’auto aperta e ne perdeva le chiavi, metteva il diesel al posto della benzina, e così via. Era cosi, Andrea, aveva sempre la testa da qualche altra parte, non faceva mai le cose come te le aspettavi. Ma era anche persona gentilissima, discreta, persino timida, disponibile e sempre sorridente. Un artista raro, complicato ma essenziale, il suo linguaggio musicale ruvido, quasi primordiale, unico ricorda Truncali. "Difficilmente troveremo un'altra gemma grezza di tale importanza. Mi spiace tanto per lui ed anche per tutti noi…"
Oltre al dolore, il rammarico è il sentimento che circola tra chi con Andrea ha lavorato, diviso palchi e avventure. Come il rimpianto di non aver potuto ascoltare insieme il master definitivo dei nuovi pezzi.

Fabio Rizzo, fondatore dell’etichetta con cui Andrea aveva appena inciso, dopo La culla anche il nuovo lavoro, che uscirà postumo, a breve. "Ho conosciuto Andrea Venezia durante le selezioni regionali per Italia Wave Love Festival 2011. Aveva da poco una nuovissima band messa insieme, grazie all’idea visionaria del giovane manager Carlo Miles Prestia: creare intorno all’armonica e ai testi sulfurei di Andrea un trio punk-boogie elettronico molto ispirato ai Suicide, insieme al tastierista e producer elettronico Donato Di Trapani e al batterista Roberto Conigliaro. La cosa mi folgorò e, prima ancora che i VeneziA vincessero la finale di quell’edizione del festival, decisi di prenderli in 800A Records e di produrre artisticamente l’album “La culla”.

"Nel luglio di quell’anno - continua Rizzo - "i VeneziA si esibirono a Lecce per Italia Wave Love Festival proprio poco prima della mia band, i Waines. Facemmo tutti un figurone, ho un ricordo molto caro di quei giorni per la sensazione che stava accadendo qualcosa di importante al “sound di Palermo” e per la grande amicizia che legava questi progetti.

Dopo il lavoro sull’album “La culla”, Andrea è stato una presenza costante nei nostri 800A Studios: un artista vero, sempre sorprendente sia con i testi recenti che con quelli tirati fuori da appunti di molti anni prima. Sempre apertissimo a soluzioni sonore imprevedibili per dare un vestito alla sua poesia. Passò qualche anno prima che ci si mettesse concretamente all’opera al nuovo disco, i cui lavori sono iniziati a settembre 2016 e finiti proprio pochissimi giorni fa, prima che ci lasciasse.

“La Materia, Il Segno, La Forma, La Poesia” è il terzo disco di Andrea Venezia, e il secondo con la band VeneziA, composta insieme al fedele compagno di viaggio Donato Di Trapani, produttore e impavido capitano di un arsenale elettronico-rumoristico in missione esplorativa. Al gruppo si aggiunge una nuova recluta, Roberto Calabrese, che sostituisce Roberto Conigliaro alla diabolica sezione ritmica e ne attenua il carattere marziale e solenne de “La Culla”, trasformandola in macchina tribale fra psichedelia e teatralita’. Il disco uscira’ fra poche settimane per la 800Hertz Records, dello stesso Di Trapani, costola elettronica di 800A Records".

Ma com’era visto il genio sregolare di Andrea?
"Molta della stampa italiana" - dice Rizzo - "ha giustamente accostato i VeneziA al Punk americano della Blank Generation, all'Industrial dei Suicide, degli Einstürzende Neubauten, e alla tradizione Blues della Louisiana. E tuttavia in pochi hanno forse colto il filo conduttore che li lega alle radici di quella musica tutta italiana che parte da Fred Buscaglione e dal gia' citato Ciampi, passando per quegli anni 70 e 80 che videro l'ascesa di artisti come Giovanni Lindo Ferretti e il Battiato delle origini, e di band come i Gaznevada e i Diaframma. Scene quasi mitologiche come quella fiorentina e il Grande Complotto di Pordenone, senza dimenticare gemme semi-nascoste come i messinesi Victrola. Artisti che hanno di fatto definito un attitudine, una poetica e dei sound del tutto nazionali. Quello e' "Il Pozzo" di energia e di sentimenti da cui Andrea VeneziA proviene, e di cui, senza alcuna pretesa e con grande umilta' da menestrello e cantore del cataclisma generazionale che ha vissuto, e seppur distaccandosene, suggella con questo ultimo disco, nel 2017, un'avventura lunga una vita.
I testi dei dieci brani del nuovo disco attingono a 30 anni di vita letteraria di Andrea. Materiale straordinario. Ora riascoltando mi rendo conto del valore immenso che hanno del suo lascito, della sua eredita’ del suo patrimonio artistico."

Infine, il ricordo di Andrea Venezia nelle parole di uno degli ultimi musicisti con cui Andrea si è trovato a suonare: Ennio Salomone, musicista di Sciacca che a Roma sta cercando la sua strada da cantautore graffiante, ironico e intenso.
"Io e Andrea abbiamo avuto sempre una grande stima reciproca; ogni volta che ci incontravamo ci aggiornavamo sui progetti, sui concerti. Appartenevamo a due mondi musicali diversi, dunque incontrarci su uno stesso palco era difficile. Ma alla prima occasione l’ho chiamato per registrare l’armonica a bocca nel disco di un cantautore marchigiano. Abbiamo passato un pomeriggio intero (come diversi altri) tra musica, birre e microfoni. Andrea era un fiore raro. Uno sperimentatore acuto e una persona vera."







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