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Recensioni
Pubblicato il 15/06/2017 alle 13:54:11
VonDatty: Ninnenanne
di Paolo Polidoro
Il nuovo disco di VonDatty si intitola “Ninnenanne”, riesce a piacere, a girare bene e in qualche misura anche a sorprendere, anche se con un titolo simile mi sarei aspettato un lavoro di torch-song

Il nuovo disco di VonDatty si intitola “Ninnenanne”, riesce a piacere, a girare bene e in qualche misura anche a sorprendere, anche se con un titolo simile mi sarei aspettato un lavoro di torch-song, aspettativa che peraltro la primissima traccia di preludio “Prima ninnananna sulla terra” in qualche modo soddisfa a pieno.

Da poco in rete è stato pubblicato il nuovo video ufficiale del singolo forse più pop del disco: “Non credere ai fiori” e non mi si insulti se dalle primissime ho trovato una commistione assai interessante, gli Zero Assoluto da una parte e quel folk polveroso di La Rosta dall’altra.

VonDatty è anche distorsione indie un poco alla Brondi quando suona “Grigioperla” o rimanda ad uno Zibba meno pop e meno didattico nei suoni con la splendida “Profumo”, direi che la critica che ho spulciato in rete per studiare al meglio ed educare l’ascolto enfatizza questo “Della carne” come uno dei brani di punta, sono d’accordo ma non è che sia poi questa rivoluzione o questo stile di grande personalità.

Trovo invece che un brano come “Wonderland” ha toni e caratteri decisamente più estesi e di valore, determinanti e incisivi non solo in questa voce distorta ma di più è il testo, il sound, quel velo urban/industrial che fa tanto notte e provincia di maledetti e derelitti a cui sono affezionato, forse la vera “torch-song" del disco è questa.

Il disco poi scivola sempre rispettando queste strutture chiudendo con un’altra scura profondità dal titolo “Prima ninnananna sottoterra” di solo piano e voce, da poco sono uscite le candidature alle Targhe Tenco e il solito circo dei soliti nomi dei soliti fedeli giurati alla solita comunicazione si perdono e non ascoltano quanta altra musica c’è in giro per il nostro paese.

Certamente VonDatty non è la punta di diamante o il disco dell’anno di questo “circo”, ma sicuramente testimonia quanta bella musica, quanta produzione sincera e preziosa c’è che stiamo perdendo di vista in questo nostro bel paese.






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