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Interviste
Pubblicato il 16/06/2017 alle 08:19:16
Le riflessioni di Raffaella Daino in questa intervista (sul nuovo disco dei Pivirama), tra nuvole, sassi di vetro, torture, frontiere chiuse ..
di Giancarlo Passarella
Il nuovo disco (appena pubblicato da N.M.L. New Model Label) si intitola Senza rete e la vede nella sua Sciacca a riflettere sul dramma dei profughi e le tragiche traversate ..

Il nuovo disco (appena pubblicato da N.M.L. New Model Label) si intitola Senza rete e la vede nella sua Sciacca a riflettere sul dramma dei profughi e le tragiche traversate ..

Bentrovata a Raffaella Daino: che tipo di momento è quello che stai vivendo? Intendo sia sul fronte musicale che su quello personale. Com’è questo tuo nuovo disco?

Ciao e grazie per l’attenzione che tu e Musicalnews avete sempre rivolto al mio progetto. Sul fronte musicale intanto sono molto felice e orgogliosa di presentare un lavoro al quale tengo moltissimo. Il mio primo disco in italiano, un disco in cui racconto vicende vere, di realtà durissima alternate a storie immaginarie, di pura fantasia. Due canzoni “Jungle, frontiere chiuse” (con la parte musicale composta e arrangiata da Patrick Rotolo e Nicola Ganci) e “Dal deserto al mare” (musiche composte e arrangiate da Govind Singh Khurana e Generoso Pierascenzi) narrano il dramma dei profughi che dopo aver subìto torture e violenze di ogni tipo si ritrovano ad affrontare micidiali e spesso letali traversate, lungo il deserto prima e poi in mare, e chi riesce ad arrivare nella tanto agognata Europa, sedicente terra di diritti, si vede sbarrare la strada da muri e frontiere. Di una di queste due canzoni ho girato e montato io stessa un video, di ritorno dai miei viaggi di lavoro nei campi profughi.

Chi ti ha aiutato nel realizzarlo?
E’ anche un disco in cui per la prima volta non ho curato personalmente ogni dettaglio ma ho delegato molto, affidandomi a splendidi musicisti, quasi tutti siciliani. Metà del disco è stata arrangiata e prodotta dai già citati Nicola Ganci e Patrick Rotolo che mi hanno sorpreso, riuscendo ad interpretare questo mio desiderio di cambiamento sonoro prima ancora che lo facessi io e con il loro sound e il loro stile hanno dato un’impronta raffinata e sognante a canzoni come Nuvole, Sassi di vetro, Arida, E ora lei, Senza rete. Poi c’è il tocco di Renz, mio pianista da sempre, che ha arrangiato con il suo gusto electro pop Alter Ego e poi ha suonato il piano in Silenzio, l’ultima traccia, in cui c’è anche il sax intenso di Nicola Alesini. E sparse qua e là spuntano le chitarre di altri due musicisti che stimo molto, Gregorio Indelicato e Tony Truncali, dalla mia amata Sciacca. E poi c’è un feat vocale struggente di Totò Grilletto degli Nkantu d'Aziz. Un disco di collaborazioni appassionate tra Sicilia e resto d’Italia.

Un tuo post su Facebook diceva che dopo 20 anni te ne ritornavi nella tua amata Sicilia...
E’ cosi, inaspettatamente mi è stata offerta questa possibilità e a fine luglio mollo gli ormeggi romani e torno a Palermo, dove continuerò a lavorare per Skytg24, stavolta come corrispondente. E naturalmente farò di tutto per continuare a trovare il tempo di suonare, con gli amici che sono entrati a far parte del collettivo Pivirama.

Vogliamo provare a raccontare da dove viene il progetto Pivirama? Ti elenco i tuoi precedenti dischi e tu mi dici (per ognuno di loro) qualche aneddoto, dei ricordi, quello che più ti è rimasto... Partiamo ovviamente da Cosa sembra ..
“Cosa sembra”…. Era il 2004, primo disco, acerbo ma interessante, diviso tra inglese e italiano, con venature psichedeliche che si affacciavano dalla finestra di un edificio decisamente rock. Ci suonarono con me Angelo Bordonaro, Danilo Impastato e Werther Bottino. Fu il nostro primo e unico disco interamente registrato in uno studio, quello palermitano di Maurizio Curcio, prima di passare agli home studio nei quali sono stati registrati i nostri successivi album.

...e di In my mind, cosa vogliamo dire?
In my mind nasce dall’incontro con il genio e la creatività di un Maestro di musica elettronica, il palermitano Mario Bjm Bajardi. E’ un disco in inglese, un po’ folle, senza schemi, molto sperimentale. Lo associo a quella recensione di XL Repubblica in cui si sottolineavano le atmosfere ipnotico psichedeliche da 4 del mattino e mi si dava della “fuori di testa”.. Fantastico!

Poi c’è Fantasy Lane, il disco del 2013, che contiene la molto bella Sonicamente..
.. il disco nacque di ritorno dal tour britannico e si porta dietro tutte quelle emozioni ed esperienze storte e magnifiche al tempo stesso, di un viaggio assurdo per l’Inghilterra, suonando a volte in locali importanti a volte in bettole, macinando centinaia di km da nord a sud a bordo di uno scalcagnato school bus dai sedili troppo stretti per noi, con un tour manager olandese matto da legare ma dal cuore enorme, Patrick Houtermans. E’ un disco dai suoni caleidoscopici, ispirato al rock psichedelico degli anni 70’s ma che strizza l’occhio al grunge dei ‘90s. Il video di Sonicamente, unico pezzo in italiano del disco, fu girato al Castello Incantato di Sciacca, un posto magico! E’ un video che in molti ancora si ricordano, anche anni dopo averlo visto.

Ed eccoci al 2017. Il nuovo Senza rete, è diverso dai precedenti..
Senza dubbio... qualcuno dice che è il disco della maturità, forse lo è, sicuramente ha un approccio diverso, ma sempre spontaneo, perché quando scrivo una canzone non sto li’ a pensarci molto, e’ un gesto istintivo di espressività grezza, non troppo ragionato, ma sicuramente più compiuto. E scrivere in italiano, ora che ho cominciato, mi appassiona talmente tanto che all’inglese non tornerei più.


Raffaella scappa via di corsa: ha fra due minuti una intervista telefonica, poi deve andare a consegnare alcune copie del nuovo cd ad alcuni colleghi giornalisti e .. si deve anche prepare per un concerto! Tutto ...Senza rete..







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