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Recensioni
Pubblicato il 16/06/2017 alle 09:21:45
Stefano Guazzo Quartet – Angel's Song (JC Records) elegante jazz, tra Cole Porter e Duke Ellington
di Giancarlo Passarella
Otto brani e due remake, mentre (tra immagini del passato e slanci futuristi) il sax ci guida alla ricerca di una pace interiore, anche perche' forse tra gli ulivi si trova una certa serenita' ..

Otto brani e due remake, mentre (tra immagini del passato e slanci futuristi) il sax ci guida alla ricerca di una pace interiore, anche perche' forse tra gli ulivi si trova una certa serenita' ..

La storia narra che un giorno, Stefano Guazzo ascolta Come Sunday in una una versione dei World Saxophone Quartet: rifatta in 12/8, gli genera la voglia riarrangiarla con il suo quartetto .. un pò come ha fatto Fabrizio Bosso due anni fa con quel disco intitolato Duke!

Per una volta concordo pienamente su un comunicato stampa e su quello che è già stato scritto su Angel's Song...Il jazz di Stefano Guazzo è molto fresco ed immediato ed ha la prerogativa di rivolgersi a un pubblico fatto non solo di addetti ai lavori. Un tentativo ben riuscito di proporre un jazz contemporaneo con svariate sfaccettature..

A rendere ancora più interessante questo lavoro, è una situazione che in medicina potremmo definire discrasia, riferendoci ad una alterazione sanguigna: in Angel's Song non vi è un filo unico, ma delle apparenti differenze tra i due remake (What is this thing called love di Cole Porter e Come Sunday di Duke Ellington) ed i rimanenti 6 brani, tutti firmati da Stefano Guazzo.

L'apparente differenza è forse emotiva e non stilistica: infatti i brani originali sono affrontati con spirito gaio, con una marcia in più e solo la title track (intelligentemente messa come brano finale) è introspettiva, riflessiva, personalissima. Quindi da una parte la sua sfera personale e dall'altra il Paradiso, dove vivono gli angeli: nell'avvicinarsi, Stefano Guazzo si mette la cenere in capo ed avanza con la giusta umiltà, interpretando quei due evergreen in modo ossequioso e facendole così risultare come due isole di pace in un mare leggermente mosso, spinto da una brezza e/o ponentino.

Un brano come Pace tra gli ulivi ha il potere di farsi ascoltare nei momenti più disparati della nostra giornata ed è perciò un toccasana e non crea alterazione dei nostri fluidi vitali, negando così qualsiasi generale squilibrio, battendo ogni tentativo di far sorgere una disfunzione ...psichica e/o fisica! Consigliato vivamente ha chi si alza già arrabbiato verso il mondo che lo circonda o che deve affrontare ..

E qui devo di nuovo confermare il comunicato stampa che parla di ..
un’incontenibile gioia comunicativa in cui non mancano frangenti decisamente più distensivi, in un mix perfettamente calibrato con intelligenza e gusto..
, anche se va aggiunto che la parte musicale del cd è uno dei momenti di pieno gusto di Angel's Song, progetto che si va ben volere anche per la cura del package e per le lunghe riflessioni (sia in italiano che in inglese) di Guido Festinese.

Stefano Guazzo Quartet è un line-up che può ben affrontare il tedioso e monotono mondo musicale, italiano e non. Questa la formazione:
Stefano Guazzo (sax soprano e sax tenore)
Daniele Gorgone (pianoforte)
Massimiliano Rolff (contrabbasso)
Andrea Melani (batteria)

Track list di Stefano Guazzo Quartet – Angel's Song
1) Livin' on a cloud
2) Two in one
3) Images from the past
4) Love engine
5) What is this thing called love
6) Come Sunday
7) Pace tra gliulivi
8) Angel's Song

ho chieso via Facebook a Stefano Guazzo un pò di ricordi e mi ha tempestivamente scritto questo ..Il cd lo abbiamo registrato in uno studio nell'entroterra di Genova,ad Arquata Scrivia. Lo studio si chiama Riserva Sonora ed è gestito da un bravissimo fonico e grande amico,Paolo Valenti. Una persona simpaticissima e dotata di grande senso ironico.Purtroppo non è stato inserito il suo nome nel cd per una disguido. I musicisti li conosco da tempo.Con Rolff abbiamo suonato spesso insieme in svariati contesti, registrando anche un cd di un pianista di Massa, Federico Gerini. E poi tante gigs e jam a Genova nel centro storico o e al Count Basie il Jazz Club più importante a Genova. Gorgone lo conosco da quasi 10 anni. Ci incontrammo in un matrimonio dove suo suonavamo con Matteo Brancaleoni, un coroner piuttosto conosciuto in Italia. Daniele è di Livorno,una persona molto gioviale e positiva. Amore viscerale per il jazz. Suoi modelli Hancock e Tyner. Abbiamo da subito stabilito una grande sintonia musicale. Melani è un batterista con cui credo di aver suonato per la prima volta forse vent'anni fa. Eravamo con Mauro Grossi. Andrea ha un sound fantastico e grande creatività.Un musicista senza pregiudizi,aperto a tante influenze. Ciò di cui avevo bisogno. Abbiamo cercato di fare un cd gradevole,ascoltabile anche da chi non conosce il jazz alla perfezione. Ci siamo divertiti,stabilendo un interplay in modo naturale,con rispetto reciproco e voglia di mettersi in gioco.Credo che ciò che è uscito fuori sia spontaneo e rappresenti fedelmente le nostre personalità..






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