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Recensioni
Pubblicato il 28/06/2017 alle 08:39:01
Denial – Different Ways (VRec./Audioglobe, 2017)
di Gianni Della Cioppa
Si sono cementati per un lungo periodo come tributo agli Oasis, per poi dedicarsi a scrivere materiale proprio. In questo modo i Denial si sono presentati all’appuntamento dell’esordio discografico, con una maturità che non tutti possono esibire

Si sono cementati per un lungo periodo come band tributo agli Oasis, per poi dedicarsi a scrivere materiale proprio. In questo modo i Denial si sono presentati all’appuntamento dell’esordio discografico, con una maturità che non tutti possono esibire.

Naturalmente l’ascoltatore sarà curioso di scoprire dove i Denial pagano dazio ai loro idoli. Ma nelle nove canzoni di “Different Ways”, pur non mancando sfumature che ricordano il gruppo inglese dei fratelli Gallagher, solo raramente troviamo plagi. Citiamo “Lost Dreamer” e qualche passaggio di “No More Lost”, nel secondo caso, subito allontanato da un finale con un anomalo sax in crescendo.

La scrittura dei Denial (Paolo Giunta, Massimo Marraccini e Sandro Sanchini), è lucida ed offre sempre soluzioni intelligenti, anche quando si muove leggiadra con il rock acustico di “Undestand My Maybe” e il pop raffinato di “Ghost Of Mine”. Il brit pop di riferimento viene accantonato per un attimo, quando nella suggestiva “The Way We Hide”, spuntano vapori anni ’90, legati agli Smashing Pumpkins più intimi e nella conclusiva “Sinking Proud”, quasi un mantra pop psichedelico che ricorda i Ride.

L’album è stato registrato ed autoprodotto con mezzi semplici, ma grande abilità, ed il risultato è di spessore. A testimonianza che se ci sono le idee, non sono necessari investimenti faraonici.

Al termine delle registrazioni, il trio si è allargato a quintetto, per i concerti, offrendo soluzioni sonore consone ai contenuti del disco.
“Different Ways” è un lavoro bello e completo, ricco di belle canzoni.

Vi sorprenderà.

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