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Recensioni
Pubblicato il 20/08/2017 alle 12:22:00
Nomadi - Rivisondoli (L’Aquila) 19/08/2017
di Antonio Ranalli
Oltre 10 mila persone hanno salutato il concerto dei Nomadi a Rivisondoli. Grande entusiasmo per il nuovo vocalist Yuri Cilloni, dalla voce calda e possente, che porta decisamente nuova linfa alla band fondata da Beppe Carletti.

Oltre 10 mila persone hanno salutato il concerto dei Nomadi a Rivisondoli. Grande entusiasmo per il nuovo vocalist Yuri Cilloni, dalla voce calda e possente, che porta decisamente nuova linfa alla band fondata da Beppe Carletti (nella foto di Angelo D’Aloisio / OneShootLive).

La curiosità di ascoltare i Nomadi con il nuovo cantante Yuri Cilloni c’era tutta. Il cantante di Montese (Modena), arrivato nel gruppo lo scorso marzo (al posto di Cristiano Turato), ha una storia che sembra la trama del film “Rock Star” di Stephen Herek: da cantante per pura passione di una cover band dei Nomadi si è ritrovato a militare nella formazione ufficiale. Una possibilità che nella vita è davvero concessa a pochi. E Yuri Cilloni ce l’ha messa davvero tutta per entrare subito nel cuore dei tanti fans della band emiliana. A Rivisondoli, la piccola Cortina d’Abruzzo, in piazzale Michelangelo, per il RiviSoundFestival (festival che ha visto in cartellone anche la Premiata Forneria Marconi) c’erano oltre 10 mila persone, arrivate da ogni dove per ascoltare i Nomadi. E per tutti ne è valsa decisamente la pena.

Le note di “Toccami il cuore” fanno subito capire la personalità di questo grande interprete: la sua vocecorpo prende tutta la scena, entrando perfettamente in sintonia con gli altri componenti del gruppo: il bassista Massimo Vecchi, cui da tradizione è affidata anche la voce per alcuni brani, il violinista Sergio Reggioli, il batterista Daniele Campani e il chitarrista Cico Falzone. E dall’alto delle sue tastiere, come un direttore d’orchestra, Beppe Carletti, decisamente in forma, capace come pochi artisti di caricarsi da solo, traendo forza esclusivamente dalla musica e dalla voluttà della propria arte.
I Nomadi subito dopo un’inebriante “Noi non ci saremo” e un’impeccabile “Gli aironi neri”, sono impazienti però di trascinare il pubblico nelle zone meno classiche del repertorio. E così dopo “Tutto a posto” e “Il fiore nero”, arrivano “La libertà di volare” e soprattutto “Senza Nome”, dedicata al maresciallo Giovanni Pezzulo, ucciso nel 2008 in Afghanistan e che Beppe Carletti ha voluto dedicare anche alle vittime dell’attentato di Barcellona e di tutti i folli attentati che si sono verificati negli ultimi anni. L’atmosfera entra nel vivo sui successi di “Sangue al cuore”, “Dove si va”, “Ti lascio una parola (Goodbye)” e “Auschwitz”.

Lo stile dei Nomadi con il nuovo cantante Yuri Cilloni non muta: stesso preludio calmo, seguito dall’esplosione generosa e implacabile dei mezzi vocali e della gestualità assolutamente teatrale che li sostiene. Non da meno la poliedricità di Beppe Carletti, quando si cimenta anche con la fisarmonica. Ecco quindi “20 de Abril”, “Il paese delle favole”, “Un pugno di sabbia”, “Se non ho te”, “Il vecchio e il bambino” e “Cammina cammina”. Molto belle “La collina”, “La coerenza”, quest’ultima con un efficace duetto tra Massimo Vecchi e Yuri Cilloni e “Mediterraneo”. Dopo “Ala bianca” e “Marinaio di vent’anni”, è il momento dei grandi successi. Prima “Io voglio vivere”, poi “Ho difeso il mio amore”, “Un giorno insieme” (probabilmente il classico su cui Cilloni offre la sua performance migliore), “Canzone per un’amica”, “Dio è morto” e il gran finale con “Io vagabondo”, preceduto come sempre dai saluti e dalla lettura dei numerosi messaggi scritti dai fans presenti a Rivisondoli. C’è stato anche un momento per la consegna di un riconoscimento al gruppo da parte del sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia.

Due ore e mezzo di spettacolo, 28 canzoni, sono il bilancio di un concerto da andare subito a rivedere in una delle prossime date del lunghissimo tour dei Nomadi.




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