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Pubblicato il 22/08/2017 alle 09:59:57
Francesco Di Vicino – Preta Santa (cd) questo figlio d’ ‘o viento chiede perdono all’Africa ..
di Giancarlo Passarella
Grande lavoro di percussioni, su cui si innesta la sua voce originale, delle ciaramelle e tamburi a cornice: bei testi, non banali, ma difficili da comprendere per chi non conosce la lingua napoletana.

Grande lavoro di percussioni, su cui si innesta la sua voce originale, delle ciaramelle e tamburi a cornice: bei testi, non banali, ma difficili da comprendere per chi non conosce la lingua napoletana.

Un disco fresco, amabile da subito ed in apparenza leggero: le parole sono infatti pietre che arrivano come sassate in tutte le parti del nostro corpo! Come racconta in Sto capenno, Francesco Di Vicino sta intuendo come questa vita sia un tormento che cela molte verità..

E questa sensazione l'artista la vive contemporaneamente a noi genitori, a cui basta guardare i nostri figli crescere per essere caricati a dovere per affrontare quelle verità da cercare anche se sono lontane …

Dunque un bel disco che vi consiglio caldamente, anche se due elementi non mi hanno convinto appieno e non all’altezza dell’intero progetto: la grafica di copertina è un po' impastata e la scritta O Figlio d’ ‘o Viento non si legge bene, se rimpicciolita e proposte in piccole dimensioni, magari sul web….e poi il booklet è veramente è di sole 4 pagine, dove i testi non compaiono nella loro completezza

Di Francesco Di Vicino va anche sottolineata la vasta esperienza acquisita in quasi 30 anni d’attività che lo ha portato ad esibirsi in tutta Italia, concentrandosi anche in collaborazioni con artisti come Mimmo Cavallo, Tony Cercola e Carlo Faiello. Discograficamente ha debuttato nel 2003 con Il Bianco & Il Nero (conteneva il brano Massimo, dedicato a Troisi), per poi stampare 5 anni dopo l’album Tammurriango, arrivando nel 2012 alla pubblicazione di Zingari Distratti, usando lo pseudonimo di Figlio d’ ‘o viento.

Rispetto ai precedenti tre dischi, questo Preta Santa è leggermente più etnico, mediterraneo e quasi nel seminato della world music: ma quello che mi avvince in questo quarto disco è la lirica e la verve compositiva, dove il testo è dolcemente velenoso, come in Il piccolo Bu, dove anche compare Che Guevara ed il coro è cacofonicamente africano. Francesco si prende anche in giro (come se fosse uno svanito cantastorie che si fida di una amica ciaramella..) in un brano dalle forti potenzialità radiofoniche come è Canzone sciué sciué, dove una frase colpisce come quelle pietre a cui accennavo all’inizio...a volte vorrei stare in mezzo a tanti libri, dov’è impossibile che ti facciano del male..

Consigliato anche a chi ha amato la Jenny Sorrenti del cd Burattina, ma anche a chi ha sempre Pino Daniele nel cuore.

Con Francesco Di Vicino in questo disco hanno suonato:
- Costantino Artiaco (basso e contrabbasso)
- Salvatore Abete (batteria)
- Teodoro Delfino (percussioni e tamburi a cornice)
- Tony Panico (sassofoni)
- Vittorio Cataldi (fisarmonica)
- Pasquale Nocerino (violino)
- Sergio De Angelis (batteria)
- Angelo Ruocco (tromba)
- Marco Di Palo (violoncello)

Special guest:
- Ciro Esposito (voce narrante in Quanno ‘o sole se ne va)
- Mimmo Miglionico (ciaramella in Sei Sette)

Track list di Francesco Di Vicino – Preta Santa
1) Africa 4,12
2) Sei Sette 3,27
3) Sto capenno 3,29
4) Abballa 4,15
5) Nun te scurdà 'e me 2,31
6) Il piccolo Bu 4,53
7) Canzone sciué sciué 4,30
8) Quanno 'o sole se ne va 3,56
9) Sciallo d' 'a nonna 5,20
10)Dimane 4,19
11)Preta Santa 6,34







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