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Pubblicato il 15/10/2017 alle 22:47:23
Pierluigi De Luca, 30 anni di musica sulla strada dove camminare
di Manuela Ippolito
30 anni di musica. Un traguardo non da poco per il rocker Pierluigi De Luca. Dopo i successi raccolti oltreoceano, il cantautore di Teramo festeggia questo importante anniversario con un concerto in programma Venerdi' 20 Ottobre 2017 a Roma.

30 anni di musica. Un traguardo non da poco per il rocker Pierluigi De Luca. Dopo i successi raccolti oltreoceano, il cantautore di Teramo festeggia questo importante anniversario con un concerto in programma Venerdi' 20 Ottobre 2017 a Roma.

Dopo i successi raccolti oltreoceano, sottolineati anche da uno speciale della rubrica Persone del Tg3, dalle radio e dai media nazionali, il cantautore di Teramo (nella foto con Gary Tallent della E-Street Band) sarà in concerto venerdì 20 ottobre 2017, a partire dalle ore 22, allo Scholars Lounge di Roma (Via del Plebiscito 101 – ingresso libero).

Il cantautore di Teramo ha alle spalle una lunga attività live e due album, “Il prezzo delle cose”e “Quella strada dove camminare”, prodotto dalla UDU Records. De Luca ha partecipato a una serie di rassegne e concorsi: nel marzo 2001 si è esibito al Palasport di Firenze nell’ambito della Convention nazionale di Ululati dall’Underground, mentre a dicembre dello stesso anno ha vinto il premio della critica alla terza edizione del Premio nazionale “Un giorno insieme – Augusto Daolio – Città di Sulmona” (in giuria quell'anno anche Antonello Venditti, il compianto Alessandro Centofanti e il violinista dei Nomadi, Sergio Reggioli). Ha suonato come supporter per numerosi artisti italiani ed internazionali, tra cui Demo Morselli. E' stato uno dei pochi artisti italiani ad aver suonato nella prestigiosa Country Music Hall Of Fame di Nashville. E’ stato inoltre ospite di “Pigro”, il festival tributo ad Ivan Graziani. Attualmente è al lavoro sul suo terzo album.

La rubrica “Persone” del Tg3 gli ha dedicato un approfondimento: è stata raccontata la curiosa storia dell’artista che, partito da Teramo, sua città natale, è riuscito a conquistarsi un inaspettato seguito negli Stati Uniti d’America, dove viene invitato a esibirsi spesso in tempi della musica internazionale, come la Country Music Hall Of Fame di Nashville e lo Stone Pony ad Abury Park, locale che ha segnato i primi passi di Bruce Springsteen. Lo abbiamo incontrato alla vigilia del concerto per il trentennale.

30 anni di musica sono un traguardo importante per un musicista indipendente. Ricordi quando è iniziato tutto?
E’ iniziato tutto quando avevo 10 anni: le note di “Sherry Darling”. Ancora ricordo le sensazioni provate… è stata quella la scintilla che ha originato tutto. Nel 1987, dopo già qualche anno di attività, mia madre mi regalò la prima chitarra elettrica e insieme a un mio amico batterista cominciammo a trascorrere interi pomeriggi in una cantina, sommariamente insonorizzata e trasformata in una grezza sala prove: sparivamo dalla circolazione per ore e ore e riemergevamo solo sotto la minaccia di seri provvedimenti disciplinari, quando la musica prendeva il sopravvento sugli impegni scolastici che in quel periodo scandivano la nostra vita. Nello stesso anno ho registrato la mia prima canzone inedita. La prima grande occasione per presentare i miei brani a un vasto pubblico arriva nel 1997 con la rassegna “Emergenza Rock”, concorso europeo che si svolgeva a Roma nel rinomato locale per musica dal vivo “Frontiera”, proponendo esclusivamente brani di mia composizione. In quell’occasione riuscii ad arrivare fino alle semifinali.

Il tuo primo album, “Il prezzo delle cose”, è del 2000, anche se avevi già fatto registrazioni in precedenza. Di che materiale si trattava? Come mai non è stato mai pubblicato?
Ho sempre scritto canzoni sin dall’inizio ma i mezzi non erano quelli di oggi: avevo tante audiocassette sulle quali avevo registrato tutti i miei primi brani ma poi, con il passare degli anni, e con i vari trasferimenti, purtroppo sono andate perse. E’ un vero peccato perché con la maturità di oggi e con tutta l’esperienza acquisita forse qualche brano avrei potuto recuperarlo e farlo rivivere . L’unica cosa che sono riuscito a conservare è un video di un pezzo inedito del 1988, registrato per una trasmissione televisiva con la mia prima band e un video di un mio concerto del 1989.

L’uscita del tuo primo album è coincisa con tante importanti occasioni promozionali. Il disco è volato oltreoceano, mentre in Italia hai ricevuto premi e riconoscimenti, tra cui il Premio della critica al Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona nel 2001. Che cosa ricordi di quegli anni?
Nel 2000 è uscito il mio primo cd “Il prezzo delle cose” con, fortunatamente, molta eco sulla stampa tanto che un musicista italo-americano, in vacanza in Italia, incuriosito, una volta tornato a Chicago ha portato e proposto il mio cd ad una radio, la “WHEEF RADIO” che ha iniziato a mandare in onda i miei pezzi e, qualche mese dopo, sono stato ospite per un’intervista in diretta accompagnata dall’ascolto di tutti brani del mio cd. Anche in Italia, nel 2001, ho partecipato alla terza edizione del Premio nazionale “Un giorno insieme -Augusto Daolio” – Città di Sulmona” dove ho ottenuto il premio della critica quale miglior artista.

Poi tanti concerti. Quindi un nuovo album “Quella strada dove camminare”, che ti ha visto ospite in tante trasmissioni radiofoniche e tv. Un disco molto maturo e che fu molto lodato dalla critica di allora. Come nacque questo disco?
Il 2002 è stato quasi interamente dedicato alla creazione del mio secondo cd “Quella strada dove camminare” che, in attesa di presentarlo in Italia, ho avuto la possibilità di presentare in anteprima al pubblico statunitense in più occasioni: il 23 settembre nella prestigiosa “Country Music Hall Fame” di Nashville, tempio sacro del folk americano, con un’ulteriore performance, due giorni dopo; Il 2 ottobre sono stato invitato a Chicago per una nuova intervista curata dal giornalista radiofonico Paul Ciminello nel programma settimanale sulla Weef Radio, in occasione della quale, ho avuto modo di confrontarmi in diretta con il pubblico che ascoltava i miei brani. Nel 2004 sono stato invitato a Toronto per due trasmissioni radiofoniche alla CIN Radio per promuovere il cd.

Tra i tuoi riferimenti musicali c’è Bruce Springsteen, che hai avuto anche occasione di conoscere di persona. Inoltre, sei uno dei pochi italiani che si è esibito ad Asbury Park. Cosa rappresenta questo artista per te?
Ogni mio viaggio negli States ha come tappa obbligatoria Asbury Park: sono cresciuto immaginando quei posti e oggi che ne ho la possibilità torno sempre volentieri a respirare e a vivere certe atmosfere. E’ proprio ad Asbury Park che Springsteen ha iniziato a muovere i primi passi, prima all’”Upstage” e poi allo “Stone Pony” dove ancora oggi si esibisce quando ne ha occasione; ascoltare musica dal vivo allo Stone Pony è un’esperienza particolare non solo per il calibro degli artisti che vi si esibiscono ma perché hai modo di partecipare e condividere eventi unici nel loro genere in un contesto davvero singolare. Nel 2003 ho avuto l’occasione di esibirmi proprio in un grande locale davanti allo Stone Pony, il “Cadillach Ranch”. Per quanto riguarda il mio rapporto con l'artista Springsteen, devo dire che ho assistito a circa 110 suoi concerti in Italia e nel resto del mondo. E poi ho avuto la fortuna di incontrarlo personalmente in diverse occasioni. Nel 2006 a Roma, due giorni dopo un suo concerto, ho avuto la fortuna di parlarci. Non scorderò mai quel momento.

Dalla passione per Springsteen a quella per gli Stati Uniti d’America. Sei un profondo conoscitore degli States, avendo viaggiato e visitato praticamente tutti gli Stati. Che cosa ti hanno lasciato questi viaggi alla ricerca delle radici della musica rock?
Sono riuscito a visitare quasi tutti gli Stati Uniti, ben 48 Stati! Vado in America tutti gli anni da 20 anni e mi è capitato di incontrare tantissimi musicisti, soprattutto in Texas, Louisiana, Tennessee: sono sempre occasioni utili per uno scambio di idee ed esperienze. Ogni viaggio è per me una nuova occasione di confronto con realtà sempre diverse e stimolanti. In più ho sempre l’opportunità di vedere artisti che difficilmente in Europa riescono ad arrivare.

Il 20 ottobre ci sarà questo speciale concerto a Roma. Che cosa succederà? E soprattutto quando arriverà il tuo nuovo album?
Il 20 ottobre sarà una festa con tanti amici e tanta musica. Avevo voglia di festeggiare questo traguardo circondato dalle persone che mi hanno sempre seguito e in un contesto familiare, lo Scholars Lounge di Roma che da sempre ospita le mie serate live e che, mi fa molto piacere dirlo, è stato recentemente premiato come “Best Irish pub in the world”. Il materiale per il mio terzo cd è quasi pronto e spero di poter iniziare le registrazioni all’inizio del nuovo anno.




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