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Interviste
Pubblicato il 18/10/2017 alle 08:01:21
Improvvisa scomparsa del bassista Angelo Nacca: ne parliamo con Stefano Ferro ..
di Giancarlo Passarella
Avevo previsto un' intervista con tutti i musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del disco Il mercante di pensieri, con il ruolo fondamentale avuto da Angelo Nacca: l'altro ieri il suo funerale ..

Avevo previsto un' intervista con tutti i musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del disco Il mercante di pensieri, con il ruolo fondamentale avuto da Angelo Nacca: l'altro ieri il suo funerale ..

Mi ero immaginato questo momento dome una intervista collettiva, piena di sorrisi e sogni: ma ora è il momento del silenzio, delle personali riflessioni e del rispetto da dare alla famiglia di Angelo, avvolta dal dolore ..

Dunque ho solo utilizzato la prima domanda ed il resto è stato Stefano come un fiume in piena..

Benritrovato a Stefano Ferro: te la senti di fare un bilancio a 360 gradi sul tuo disco?
La domanda mi giunge in un momento di profondo sconforto. Giorni fa è mancato improvvisamente l’amico e bassista della band Angelo Nacca. Aveva iniziato a suonare assieme a me più di dieci anni fa ed in breve tempo siamo diventati amici percorrendo assieme molta strada.
Parlare dei disco per me significa parlare di lui che ne è parte integrante, essendone stato uno degli attori principali, con lui che non c’è più il disco mi appare trasfigurato in una sorta di oggetto prezioso con la sua firma indelebile e con le sue note incise per sempre e immutabili. Mi commuove riascoltarlo perché in ogni brano c’è Angelo, racchiuso nel breve spazio di un lavoro che non avrei mai potuto realizzare se non avessi trovato l’appoggio, la disponibilità e la motivazione sua e degli altri musicisti. Un disco era quasi una sorta di tappa obbligatoria e un atto dovuto nei confronti della nostra età e della serietà artistica alla quale abbiamo sempre guardato. La sua genesi viene da lontano, da un desiderio accarezzato e sognato di dare ai nostri sforzi una dignità discografica che potesse finalmente svincolarci dai vari cd-demo, e sebbene consapevoli di non poter approdare ad un “mercato” significativo, abbiamo realizzato finalmente quello che ci voleva, un lavoro vero che ci ha proiettati a buon diritto nella discografia, mare complesso e sterminato ma pur sempre riservato ai prodotti che si sono conquistati la dignità dei due partners fondamentali quali un’etichetta e un editore.

Non ho metri di paragone col passato e perciò non saprei dire cosa significa per davvero “fare un bilancio” poiché l’unico bilancio di cui sono capace è un atto emotivo, senza calcoli, numeri, cifre o grafici. Il Mercante di pensieri è stato curato come una pianta, nel corso di un anno e mezzo ha ottenuto recensioni e menzioni, anche di prestigiosi siti di riferimento, io stesso sono stato intervistato a più riprese da alcuni web magazine riviste specializzate nella musica indipendente e ancora oggi ci sono radio che trasmettono alcuni brani fra le quali Kristallradio, che attualmente passa La ballata dell'assenza non solo in streaming ma in Fm in tutta Milano, perciò è giusto dire che questo disco è andato oltre le nostre aspettative, sebbene non sapessimo realmente cosa aspettarci.

Purtroppo la parola indipendente declinata in ambito musicale rischia di produrre molti fraintendimenti, poiché quello che potrebbe sembrare un aggettivo nobile, alto, che prelude al desiderio di non essere asserviti o alla mercé di qualcuno, più spesso significa una sola cosa e cioè che gli oneri di realizzazione, di produzione, distribuzione e promozione ricadono sugli artisti medesimi con i limiti che si possono immaginare. È una realtà difficile da invertire, che piaccia o meno. Ai poeti è andata anche peggio se pensiamo che fino alla prima metà del '900 c'era chi viveva delle proprie raccolte di poesia, operazione oggi certamente impossibile. Durante ogni intervista all’ambiziosa domanda sui progetti futuri ho sempre risposto che occorre misurare gli obiettivi con il metro delle possibilità, e questa altro non è che la realtà dei fatti. Le scelte artistiche, prima ancora che dalle intenzioni, sono spesso dettate da ciò che si può o non si può realizzare, dall’incontro tra le occasioni e la disponibilità e la motivazione di ciascuno.

Ripensando ora a tutto quello che abbiamo fatto, l’inevitabile nostalgia mi riporta a tutti quei palchi che ci hanno dato negli anni l’occasione di esibirci, dopo aver macinato chilometri di strada per scoprire che spesso non ne valeva neppure la pena, ma dove salivamo ugualmente con la speranza, la sana illusione e il desiderio di far divertire, riflettere, forse commuovere, affidando alle canzoni il compito di regalare emozioni, già di per sé obiettivo ambizioso e non certamente scontato. Mi tornato alla mente tanti luoghi, persone che abbiamo conosciuto, tante mani che abbiamo stretto in molte situazioni sempre diverse e talvolta imprevedibili che ci portavano sul palco ciascuno consapevole che il proprio ruolo era strettamente legato a quello degli altri.



Mi piacerebbe molto dire che l’avventura continua, che il nostro spirito indomito ci poterà ancora a spasso per l’Italia, ma la realtà non è questa perché gli anni che passano si portano appresso nuove responsabilità e nuovi impegni che la vita mette davanti a noi e con i quali venire a patti non è sempre possibile. La nostalgia di Angelo è tantissima, la sua motivazione che somigliava alla mia mi pesa dentro come una roccia, vorrei tanto fargli sapere che ho trovato una soluzione, che finalmente si potrà suonare live con dignità, ma preferisco essere sincero come lo era lui con me, e dirgli con tutto il cuore che farò quello che la realtà mi concederà di fare, e che qualunque cosa sia cercherò sempre di perseguire la dignità e la serietà artistica, compresa quella di stare fermi e farsi attraversare dai ricordi.

Mi guardo indietro e sorrido pensando alla romantica armata Brancaleone della nostra band, mai uguale a sé stessa per la necessità di dover sostituire ora l’uno ora l’altro musicista, ma sempre granitica sul palco con la voglia di avvitare canzoni che ogni volta acquisivano un respiro nuovo, un afflato imprevedibile dettato da una chitarra diversa, da una sezione ritmica magari ridotta, dalle virate acustiche affrontate con cajon e chitarre acustiche per adattarci alle necessità del luogo, da quella volta che increduli vincemmo il festival nazionale di Prato Sesia fino a quella sera in cui ci toccò suonare su un marciapiede, dai sogni grandi accarezzati a quelli piccoli realizzati e sempre con Angelo al nostro fianco.

Cala ora un sipario dentro di me, e desidero ringraziare profondamente tutti coloro che sono stati protagonisti de Il Mercante di Pensieri e di tutte le avventure live: Luca, Francesco, Angelo Bonato, Mattia, Silvio, l’etichetta U.d.U. Records e le edizioni Davvero Comunicazione. Oggi il Mercante ha il sapore di una nostalgia incolmabile, tanti sono i pensieri che rivolgo a chi non c’è più ma che vorrei fortemente ancora qui, accanto a me, al basso, e nel cuore, per sempre, Angelo Nacca.






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