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Interviste
Pubblicato il 02/11/2017 alle 22:11:43
Un maestro mai Fermo: Sergio Ciccoli.
di Ivan Perugini
Sergio Ciccoli, il motore degli Scala Mercalli; una tra le più longeve metal band del fermano.

Sergio Ciccoli, il motore degli Scala Mercalli; una tra le più longeve metal band del fermano. Sergio è un sognatore che non sta Fermo (in realtà vi risiede n.d.a.).

Quando si dice Scala Mercalli, qui nelle Marche, la reazione iniziale non è simpatica, visti i recenti trascorsi sismici. Però nell’ambito musicale non pochi cominciano a focalizzare l’attenzione su di un logo di stampo british ma dal contenuto tutto italiano.

Una bella realtà musicale che si dipana dal 1992 ad oggi, che ha in te soprattutto, ma anche in Christian Bartolacci e Giusi Bettei le solide fondamenta. Ti chiedo qual è la ricetta di tale longevità e se vuoi riassumere brevemente i momenti salienti della vostra esperienza .

Si. Tutto nasce dalla voglia di suonare Heavy Metal per trasmettere le proprie emozioni, le proprie esperienze agli altri. Questa passione non si è mai spenta ed è questo, fondamentalmente, il segreto della longevità della band: suonare con vera e tanta passione!

Di momenti difficili in tanti anni, ce ne sono stato diversi: dalla situazione del contesto musicale di 25 anni fa, in cui le band facevano veramente molta difficoltà a farsi notare e ad emergere, al fatto che c’erano pochi locali, pochi studi, fino a tutto l’indotto degli addetti ai lavori che era veramente piccolissimo. Si cono stati anche cambi di line up alla vigilia di un contratto discografico e problemi di organizzazione durante i concerti, le registrazioni e tour da fare e conciliare con il lavoro, molto pressante a volte, ma alla fine, l’energia per andare avanti ci è giunta dalle moltissime soddisfazioni ricevute.

Mi riferisco agli album che sono stati recensiti e accolti dal pubblico, sia in Italia che all’estero, sempre con molto interesse, al crescendo continuo di date live e tournée anche con band famose come Wasp, Exodus, Tarja, Blaze, Shamaan e tanti altri…

Ovviamente questo lo devo ad un mio personale lavoro instancabile e continuo e all’aiuto di tutti i compagni di avventura che fanno e hanno fatto parte della band, che si sono alternati sin dagli esordi e con i quali non abbiamo smesso di tenerci in contatto. Tra tutti, come hai sottolineato bene tu, Christian e Giusy sono delle colonne portanti all’interno della band e suonano con me ormai da moltissimi anni quindi, la longevità è anche merito loro, ma non voglio dimenticare Clemente e Cristiano che, anche se arrivati in line up più recentemente, sono ormai preziosi Ufficiali di Truppa ;) \m/,

Quanto incide la tua formazione nelle arti marziali orientali nell’approccio musicale: sono due cose nettamente distinte oppure in qualche modo ci può essere un collegamento tra le due cose.
Il destino mi ha fatto appassionare all’Heavy Metal e al Kung Fu quasi contemporaneamente, a metà degli anni ottanta circa e le due cose sono sempre cresciute ed evolute insieme, ma a livello educativo e caratteriale devo moltissimo alla formazione marziale che ho ricevuto dal M° Jang, che mi ha sempre insegnato come ancora adesso fa’.
Ora anche io sono Maestro e insegno da molti anni e lo faccio proprio perché, come la musica, è un modo di trasmettere qualcosa di positivo alla gente, qualcosa che oggi dia la forza di andare avanti e di crescere e migliorare globalmente nella vita. Il non arrendersi e lottare per i propri ideali è un atteggiamento molto Metal e moltissimo Marziale.

E’ innegabile che lo stile e la personalità di ciascun musicista influenzi l’impatto sonoro del gruppo. Tu sei d’accordo con questa mia osservazione, ti senti di confutarla ed in che misura può essere vera per gli Scala Mercalli.
Sono assolutamente d’accordo! Quello che ascoltiamo si riflette indubbiamente sulla musica che si compone e questo si rispecchia anche negli Scala Mercalli. Abbiamo avuto tutti influenze abbastanza variopinte, anche se sempre sul Metal, ma c’è stato chi era più orientato verso l’Hard Rock, chi come me più sul Classic, chi sul Power o Thash e anche generi un po’ più extremi come il Death Metal… Il collage di tutto ha fatto la storia della band!

Devo ammettere però che, anche se le nostre influenze musicali ci hanno sempre un pò condizionato, abbiamo comunque tentato di suonare in un modo il più personale possibile, cercando di dare l’impronta più originale che si poteva e questo credo si noti soprattutto nell’ultimo lavoro effettuato (così almeno hanno scritto in molte recensioni).
Ci auguriamo come sempre di migliorare.

Cos’è il new wave on italian H.M. come ti senti di descriverlo ed in che misura gli SM ne sono i portavoce?
Il temine mi è venuto in mente anni fa, ai tempi del nostro primo album. Sicuramente un nome che si era usato negli anni 80’s quando si parlava di scena italiana derivata dalla New Wave of Brithis Heavy Metal, ma che orgogliosamente abbiamo voluto riproporre, proprio perché crediamo che il valore dell’Heavy Metal Italiano sia molto alto e che ormai non ha più nulla da invidiare per qualità e musicisti a nessuna band straniera.

Lo usiamo per stimolare anche gli ascoltatori a concentrarsi di più sul metallo tricolore, credendo che questo movimento possa crescere ancora e che possa avere lo spazio e il successo che merita. Credo che anche gli SM per l’impegno ininterrotto dimostrato in tanti anni di attività, per le tematiche italiane storiche e sociali che trattiamo da sempre, ci possano considerare porta voci della NWOIHM!

Te la senti di dirmi, con un pizzico di sincerità magari oltre il dovuto, quali sono i punti di forza e quelli critici del vostro album più recente, New Rebirth, ed eventualmente, se ce ne fossero, quali sono i punti di contatto con le calde tematiche sociali che il nostro Paese, ultimamente, sta vivendo. Vi sentite portavoci di una qualche forma di riscatto sociale?
Dal mio punto di vista, il nostro ultimo album è stato il miglior lavoro che abbiamo mai realizzato fino ad oggi, per diversi motivi. Sempre considerando quello che ci è arrivato dalle tantissime recensioni da tutto il mondo, 80 o forse più, oltre al mio personale parere, i suoi punti di forza sono stati diversi: innanzitutto un segno di personalità nelle composizioni, anche se come detto prima, non facciamo nulla di particolarmente nuovo come genere, ma la miscela che abbiamo creato ci dà un timbro compositivo che ci fa senz’altro distinguere.

Secondo poi, le tematiche trattate, incentrare sul risorgimento italiano, soprattutto quello legato agli anni dell’Unita d’Italia che ha attirato molta attenzione su di noi, collegandolo poi al look delle nostre divise delle uniformi di quel periodo, ha creato un connubio molto efficace. Il punto più critico è stato forse il mettere molti brani nel disco, 13 tracce e non tutte curate come avremmo voluto, per questioni anche di tempo.

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda ti confermo che ci sono molti punti di contatto tra le tematiche sociali che stiamo vivendo e le tematiche del Risorgimento che abbiamo trattato. Vogliamo infatti soprattutto comunicare che in fondo, questo che stiamo vivendo è un periodo storico molto simile al quello pre-unitario quando la nostra penisola era divisa in più stati occupati da potenze straniere che ci stavano distruggendo e sfruttando. Ora l’Italia è un’unico Stato, unito, ma al suo interno diviso da false ideologie politiche e da governi fantoccio al servizio delle banche e delle potenze straniere.

Vorremmo far risvegliare quel senso di patriottismo che tanto oggi è sopito, perché sappiamo che se ritorniamo a lottare uniti come allora possiamo ancora salvare le sorti del nostro Paese!

Vuoi parlarci dei vostri video, liberamente, in base alla tua visione dei perché e dei messaggi che essi vogliono trasmettere anche attraverso le immagini?
Inizierei allora parlando dal primo che abbiamo fatto Time for Revolution che è ispirato ai moti rivoluzioni del Risorgimento, nel quale il nostro intento è proprio quello di affermare che è tempo di fare una Rivoluzione, intesa per prima cosa come rivoluzione culturale e informativa. Non a caso abbiamo messo tantissime immagini di politici italiani e stranieri che stanno distruggendo il Paese e non solo, anche divise corrotte, Siae, Banche e tutto quel sistema mafioso e delinquente che sta uccidendo la nostra terra e il nostro popolo.

Nel Secondo uscito September 18, 1860 ricordiamo la battaglia avvenuta quel giorno a Castelfidardo (AN) dove le truppe del Regno di Sardegna sconfissero quelle dello Stato Pontificio, liberando così le Marche e l’ Umbria, permettendo di unire il Paese nel primo Regno d’Italia.

Con questa canzone abbiamo voluto ricordare le gesta dei soldati che sono caduti per questo sogno di unità nazionale, facendo le riprese proprio sul monumento storico a loro dedicato, eretto sin dal 1912. Abbiamo anche voluto sottolineare un altro messaggio a nostro avviso molto importante: chi si professa uomo di fede, non si deve occupare di gestire uno Stato, avere un esercito e occuparsi di business e soldi. Se è vero ciò che dicono ossia che il vero tesoro da proteggere sia il nostro spirito… non devono gestire il nostro patrimonio!

Il terzo è stato un Lyric video dedicato a Giuseppe Garibaldi, l’uomo più importante del Risorgimento, fautore della nostra unità nazionale e non solo, chiamato per via delle sue imprese anche in America latina l’Eroe dei Due Mondi. Usando solo immagini di quadri storici, monumenti e delle prime foto in bianco e nero pervenute, abbiamo voluto raccontare le sue gesta rivoluzionarie, le sue fatiche, le sue dure battaglie combattute al limite dell’impossibile, per la libertà del popolo Italiano in nome di una vera e nobile ideologia, senza avere nulla in cambio, rifiutando qualsiasi ricchezza gli fu successivamente offerta alle ingenti somme di denaro, terreni, ville e castelli. Tutto questo per ricordare soprattutto uno dei suoi messaggi più importanti che oggi tutti noi dovremmo sempre tenere a mente e cioè. come diciamo anche nel ritornello “Se si combatte per giusti ideali, se si è uniti.. ogni cosa è possibile!!”

Siete usciti per un’etichetta spagnola (l’Art Gates Records N.D.A.) e non in formato cd bensì in chiavetta usb, questo per una precisa scelta o per una qualche forma di convenienza/comodità?
Diciamo innanzitutto che siamo usciti in entrambe i formati e quindi cd classico e una versione speciale su pennetta usb e questo solo perché volevamo dare più contenuti possibili ai nostri ascoltatori, cosa che su cd non avremmo potuto inserire.

Oltre alle canzoni in formato wav e mp3, abbiamo inserito tutto il booklet, due gallerie fotografiche di studio e set in divisa e una cartella di contenuti speciali con la spiegazione di tutti gli stemmi e divise che indossiamo e, per concludere, il video di “Time For Revolution”!

Il tutto allo stesso costo del cd per dare più opportunità di scelta a chi ci segue, in forma più conveniente.

Il vostro aspetto marziale di scena, ha anche nella vita quotidiana una qualche estensione? Vi sentite di militare in qualche formazione politica, piuttosto che di volontariato o altro?
Il nostro aspetto marziale, militare è ispirato ai battaglioni che durante il Risorgimento da nord a sud hanno unificato il Paese e questo per sottolineare che il Popolo e chi ha combattuto per esso è il vero fautore della nostra nazione.

Non ci vogliamo avvicinare a nessun partito politico, perché crediamo che la gente di buona fede che vuole veramente il bene del nostro Paese possa essere ovunque, magari in schieramenti diversi proprio perché ingannata dai soliti partiti classici gestiti da delinquenti che ci stanno rovinando.

Crediamo che come allora il buon senso debba andare oltre qualsiasi colore e iniziativa tradizionale politica, cosa che oggi viene mantenuta solo per dividerci (Divide et Impera). Quando siamo divisi siamo più facilmente governabili quindi cerchiamo, prima di tutto, di diffondere un messaggio anche con le nostre uniformi, di apertura mentale e unione da nord a sud del Popolo unico vero sovrano!

Sulla mia batteria è visibile il logo con la scritta Salus Rei Publicae Suprema Lex Esto significa “La salvezza del popolo deve essere la legge suprema” diventato poi il motto dell’Esercito Italiano.

Partecipiamo attivamente a diverse forme di volontariato anche nella vita privata, quando possibile. Come band suoniamo anche per eventi benefici o culturali con la finalità di aiutare chi ha veramente bisogno.

Al di là dei giudizi degli addetti ai lavori, come sono state accolte le nuove canzoni ed il cambio di line up di allora?
Direi molto bene! Le nuove canzoni hanno espresso un messaggio e una musicalità che è stata molto gradita e lo riscontriamo dagli apprezzamenti durante i live sia dagli affezionati Metalheads, ma anche da gente che era meno esperta del genere.

Devo dire inoltre che una tra le più grandi soddisfazioni è stato l’apprezzamento fattoci dagli studenti della scuola secondaria di primo grado Soprani di Castelfidardo (AN) che ci hanno anche inviato in classe con loro a discutere di Metal e Storia.

Anche il cambio di line up è stato ben accettato dato che Luca e Clemente hanno dimostrato di essere ampiamente all’altezza dei nostri pezzi precedenti, ma anche perché sono molto disponibili e cordiali con tutti, una qualità che all’interno degli SM è sempre stata di primaria importanza.

Ti senti di dare dei consigli alle nuove leve per quanto riguarda gli aspetti di un live, dal come impostare la ricerca di date al come presentarsi dal vivo?
Il consiglio principale che in tutta onestà e umiltà mi sento di poter dare è di essere il più possibile se stessi, cioè di suonare quello che veramente si sente dentro. Solo in questo modo secondo me, si può arrivare al pubblico che ascolta.

Per quanto riguarda l’aspetto live cercare di crearsi un’immagine che sia legata il più possibile a quello che si sta suonando. Dobbiamo ricordarci che un concerto è anche uno spettacolo visivo quindi non legato solo all’esecuzione musicale.

Per le date dal vivo oggi in Italia è un po’ dura per tutti, quindi mandate ai locali mail o un messaggio più professionale possibile, ben corredato di biografia, foto, brani ecc.. Chi non vi conosce musicalmente, all’inizio lo fa dalla vostra presentazione e poi, se volete fare le cose un po’ più in grande, magari cercate sul vostro territorio degli organizzatori o un agenzia che vi possano supportare.

Quali sono i tuoi prossimi impegni live sia negli Scala Mercalli ma anche nei tuoi progetti paralleli?
Personalmente non ho progetti musicali paralleli, ma ho aiutato in alcuni casi band di amici e ho avuto poco fa una bellissima esperienza con il progetto solista Enio Nicolini.

Come ho sempre detto la mia attività primaria sono gli Scala Mercalli che quest’anno festeggeranno il XXV° anniversario dalla fondazione e per questo evento stiamo organizzando un live per Dicembre, qui nelle Marche di cui divulgheremo i dettagli a breve, inoltre abbiamo ancora alcune date live in giro per l’Italia, dopo di che posso anche dirvi che abbiamo iniziato a scrivere le canzoni per il prossimo album che speriamo possa uscire nel 2018 con tutte le sorprese che stiamo organizzando!

Ovviamente non mancheranno i miei allenamenti e studi marziali pratici e filosofici in tutto questo.

A te la chiusura dell'intervista.
Grazie Ivan per lo spazio che mi hai concesso e per il supporto alla scena Metal Rock Made in Italy e, a nome mio e della band, i più sinceri ringraziamenti a tutti quelli che avranno la pazienza di leggere queste parole che spero possano esservi un po’ di aiuto! Non mollate mai e soprattutto “Still United!” \m/






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