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Recensioni
Pubblicato il 21/12/2017 alle 09:45:33
Feronia – Anima Era (Andromeda Relix/GT Music, 2017)
di Beatrice Bonato
Raramente abbiamo ascoltato una band esordiente con una qualità così alta, in termini di composizione, tecnica e produzione. Complimenti ai Feronia, che con “Anima Era” hanno scritto una personale pagina di metal progressivo.

Raramente abbiamo ascoltato una band esordiente con una qualità così alta, in termini di composizione, tecnica e produzione. Complimenti ai Feronia, che con “Anima Era” hanno scritto una personale pagina di metal progressivo.

La prima cosa che colpisce di “Anima Era” è la copertina, che consegna subito un’idea di classicità al contenuto. È un disegno fatto a mano, dove il computer è solo un accessorio per i dettagli.

In seconda battuta è la voce di Elena Lippe a travolgerci: potente, sicura, magnetica, in possesso di una timbrica personale, che poco concede all’imitazione. Dopo tre ascolti “Znima Era” diventa però un unico amalgama, dove tutto funziona e pur nelle precisione ed abilità tecnica di Fabio Rossin (chitarra), Daniele Giorgioni (basso) e Fabrizio Signorino (batteria), non si ha mai la sensazione di mera esibizione, ma è la canzone al centro di tutto, con incastri armonici che denotano una ricerca minuziosa, dove anche il dettagli assume un valore fondamentale.

In un miscuglio marchiato di personalità di Dream Theater, Devin Townsend, Nightwish e Rush, i Feronia ci consegnano meraviglie come “Priestess Of The Ancient New”, “Atropos”, “Humanist” “Innocence” e “A New Life”, un brano che adoro, complesso e ruvido, ma che profuma di umanità e speranza. Proprio come i testi importanti e profondi di Elena, che meritano un plauso a parte.

I Feronia sembrano davvero un gradino sopra le pur ottime realtà metal che alimentano l’importante scena italiana e non hanno niente da invidiare a band internazionali.

Applausi a scena aperta.








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