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Recensioni
Pubblicato il 04/02/2018 alle 00:01:36
Musicphobia Reset 1/3 (Crotalo Edizioni Musicali/Masterpiece) – Bisogna aver paura della musica?
di Emanuele Gentile
Buon esempio di Rock/Hard Rock modernista da parte di una band che sembra denotare un’idea poco rassicurarente della musica.

Buon esempio di Rock/Hard Rock modernista da parte di una band che sembra denotare un’idea poco rassicurarente della musica.

Può una band chiamarsi Musicphobia? Cioé paura della musica? Converrete che si tratta di una bella provocazione. Forse con la scelta di tale monicker la band capitolina esorcizza la paura di non poter o non sapere creare musica valida? Ragionamento / riflessione per lo meno originale e personalissimo.

Certo che le considerazioni che portano un gruppo a scegliere un dato monicker sono imperscrutabili e poco comprensibili. La musica è bella proprio per questo. Nulla è dovuto a una pianificazione, ma tutto ha una sua logica.

La band nasce nel 2005 su un’idea di Michelangelo Lubrano (canto) e Giuseppe Silvestri (chitarra). Dopo un pò di tempo si aggregano il bassista Fabio Mociatti e il batterista Marco Sebastianelli. Sono elementi che hanno un loro curriculum di spessore e provengono da diverse esperienze nel campo musicale. Pertanto, ciò contribuisce a determinare quell’elemento di “melting pot” caratteristico dei Musicphobia. Il batterista cambia e arriva Alessandro Carotti. Con questa line-up indicono l’album “Reset 1/3” edito dalla leggendaria label Crotalo Edizioni Musicali e distribuito dalla Masterpiece di Genova.

Il sound della band è modernista poiché cerca di inserirsi in quel settore che derivando una certa impostazione dal Post-Grunge intende trovare elementi di simbiosi con altri stilemi quali l’Hard Rock, certo Post-Punk e delle essenze Jazz. Naturalmente per compiere tale operazione è necessario avere dei musicsti molto preparati sotto ogni punto di vista. Tecnica. Improvvisazione. Capacità compositiva. Carisma. E credo che questi Musicphobia abbiano tali caratteristiche poiucé hanno l’abiulità di trasformare strutture complesse in un sound godibile a tutti. Il che credetemi non è poco. In sintesi “Reset 1/3” è un album valido e che necessiterebbe di quel “quid” rappresentato dalla fortuna per lanciare il gruppo in ambienti musicali più competitivi e internazionali.

Track-list:

“Life”
“The Prayer”
“I Feel no better”
“Wasted Time”
“MMXII”
“Fake”
“Come to Me”
“Déjà-vu”
“Waiting for Tomorrow”





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