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Recensioni
Pubblicato il 06/02/2018 alle 16:49:53
Pietruccio Montalbetti - Niente (SAAR Records) .. un album intimo e maturo
di Giuseppe Panella
Senza i Dik Dik, Pietruccio Montalbetti con il suo nuovo album mostra un nuovo approccio con il passato e un'anima da cantautore.. tra Georges Moustaki e Bruno Lauzi, tra Procol Harum e Lucio Battisti, tra Ricky Gianco e Jakob Dylan ..

Senza i Dik Dik, Pietruccio Montalbetti con il suo nuovo album mostra un nuovo approccio con il passato e un'anima da cantautore.. tra Georges Moustaki e Bruno Lauzi, tra Procol Harum e Lucio Battisti, tra Ricky Gianco e Jakob Dylan ..

Nell’immaginario collettivo il nome di Pietruccio Montalbetti è legato in maniera indissolubile ai Dik Dik. Non solo fondatore dello storico gruppo milanese protagonista negli anni sessanta, ne è stato anche il leader carismatico.

Tanto basta per ascoltare con curiosità Niente, il suo nuovo album solista, in cui sin dalla iniziale Lo straniero di Georges Moustaki, con testo italiano di Bruno Lauzi, è evidente un approccio nuovo con il passato che si riflette anche nei brani inediti. Una leggerezza insolita pervade tutto il disco forte di un’anima da cantautore che mette a nudo una identità sconosciuta di Montalbetti. La sua storia con i Dik Dik racconta di una cover di “Senza luce” molto vicina a quella dei Procol Harum e in questa versione stravolta nella sua intensità, avendo sostituito l’organo maestoso di Gary Broker con una più intima armonica. Con un approccio simile vengono rilette “Anche per te” e “L’aquila”, due tra le più belle pagine di Lucio Battisti. Un tributo all’amico di sempre che Montalbetti non ha mai dimenticato. Non solo il cantante di Poggio Bustone, ma anche altri amici storici sono presenti nell’album. Con Ricky Gianco, che ne ha scritto il testo, e Cochi Ponzoni esegue una nostalgica “I ragazzi della via Stendhal”, storia di tre ragazzi che in quel luogo hanno condiviso la loro gioventù. Di sicuro impatto emotivo l’ntensa “Una lettera” composta per l’occasione con Valerio Liboni e Silvano Borgata. Ma il brano che si mette maggiormente in luce per la grande sensibilità con cui viene riproposta è l’autobiografica “Niente”, versione italiana di Nothing but the whole di Jakob Dylan, figlio di Bob. Anche se momentaneamente orfano dei Dik Dik, Montalbetti ha il merito di aver realizzato un disco maturo.







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