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Recensioni
Pubblicato il 26/02/2018 alle 00:01:36
Root Madness of the Graves (Paragon Records) – Capolavoro ritrovato
di Emanuele Gentile
L’etichetta americana Paragon Records rende nuovamente dispobile uno degli album più belli del Dark Metal europeo: “Madness of the Graves” dei cechi Root.

L’etichetta americana Paragon Records rende nuovamente dispobile uno degli album più belli del Dark Metal europeo: “Madness of the Graves” dei cechi Root.

La felicità spesso non risiede nelle imprese memorabili oppure ardimentose. Nulla di tutto questo. La felicità è quando alla tua porta il postino ti porta un pacchetto in provenienza degli Stati Uniti con dentro la ristampa di un album che con il passare del tempo è diventato un punto di riferimento ineguagliato a livello mondiale.

Mi sto riferendo a quel “Madness of the Graves”. Autori i cechi Root.

“Madness of the Graves” è un album difficilissimo da spiegare mediante la semplice scrittura di un articolo. E’ uno di quegli album diventati “livre de chevet”. Ossiaun testo che fa non solo riferimento, bensì esprime una visione della vita. L’album originariamente fu stampato dalla RedBlack Records (n. di catalogo MRB 023) nel 2003. Composto di 10 brani e registrato dalla seguente formazione:

Igor Hubík (basso);
Ashok (chitarre);
Evil (batteria);
Big Boss (canto);
Petr "Blackie" Hošek (chitarre)
.

E’ un album monumentale poiché sembra essere la rappresentazione di uno stato d’animo. Ha un non so che di wagneriano per via di un’impostazione magniloquente e imponente. Potremmo persino giungere a comprendere che “Madness of the Graves” è una sinfonia/opera lirica. Ogni brano è un movimento di un enseble più generale rappresentato dall’album nella sua intierezza... Abbiamo, dunque, momenti di gigantesca poitenzache scavano fin nei più nascosti reconditi l’animo umano. Abbiamo brani dove l’anima progressive del gruppo riluce di luce propria. Non di rado si hanno sfumature tendenti al sognante e all’armonico. In sintesi, “Madness of the Graves” ha una struttura solida in quanto i membri dei Root di allora furono gratificati da uno stato di grazia nel processo di composizione e registrazione dell’album. Uno di quei momenti di grazia che fanno la differenza fra un album “seminal” (è il caso di “Madness of the Graves”) e un album normale.

I Root nascono nel 1987 e sono ancora attivi. Nel 2016 hanno dato alle stampe il loro decimo album da studio intitolato “Kargeras – Return from Oblivion”. L’attuale line-up è composta dai seguenti musicisti:

Big Boss (canto);
Alesh A.D. (chitarre);
Igor (basso);
Paul Dread (batteria);
Hanz (chitarre)
.

Non c’è un promoter italiano che voglia regalarci un live-set dei magici Root?

Tracks-list:

"Omen (The Tones of Mystery)"
"Then (The Tale About Destiny)"
"Madness of the Graves (Calling)"
"Talking Bones (The Story of Legacy)"
"Endowment (Refused Message)"
"Tree (Power of Calling)"
"Autumn (Legend About Life)"
"In the Heart of Darkness (Ballad of Ancient Realms)"
"The Last Gate (The Story of Demons)"
"Afterwards (The Tale at the End)"





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