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Interviste
Pubblicato il 01/03/2018 alle 20:16:00
The C. Zek Band: batte forte il cuore rock blues!!
di Beatrice Bonato
Christian Zek, ci racconta un anno di Set You Free, album di esordio della sua The C. Zek Band, che ha stupito pubblico e critica con il suo suono hard blues irrorato di soul e southern. E non mancano anticipazioni sul futuro prossimo!

Christian Zek, ci racconta un anno di Set You Free, album di esordio della sua The C. Zek Band, che ha stupito pubblico e critica con il suo suono hard blues irrorato di soul e southern. E non mancano anticipazioni sul futuro prossimo!

Credibili nella produzione ed in tutta la loro attività, hanno firmato uno degli album italiani più belli degli ultimi anni in fatto di rock blues e dintorni, capace di contrastare anche nomi blasonati internazionali. Consigliato ai fans di Spencer Davis Group, Traffic, Rolling Stones, Santana, Eric Clapton ..

La band è formata da musicisti che hanno altre esperienze e suonano in altri gruppi. Come nasce l’idea di unirli sotto questo unico nome?
Ho conosciuto gli altri componenti della ban (Matteo; Tastiere Andrea; Batteria Nicola ; Basso) in un progetto tributo al grande David Bowie. Con Andrea e Nicola dopo poco tempo dal nostro incontro abbiamo deciso di formare un trio rock blues gli “Almost Blue”, semplicemente per amore del blues e per fare concerti. Dopo un anno circa di cover, ritorna a farsi sentire la voglia di scrivere ancora musiche originali, dico ancora perchè questo della The C. Zek Band è il terzo disco che compongo, gli altri due con altre band. Ho proposto il progetto a Nicola e ad Andrea loro hanno detto subito di si, ho contattato Matteo e anche lui ha accettato subito con entusiasmo. C’era però bisogno di una voce potente e soprattutto con la giusta attitudine al genere. Ed ecco entrare in campo Roberta nonché la mia compagna, già cantante di una band soul e blues. A completare il tutto è arrivato mio fratello Enea, un batterista molto bravo nonostante la sua giovane età. Nel frattempo io ho composto le otto tracce originali di “Set you free”. La band ha il mio nome, è cosa che volevo da molto tempo.

Il vostro rock è retrò, guarda all’hard rock, al blues, al soul, al funky degli anni ’70. Oggi è quasi una moda suonare queste cose, ma so che per te Christian (e forse anche per gli altri), è sempre stata un’esigenza. Da dove arriva questa passione?
Tutti e sei abbiamo le radici in questi generi. La mia passione personale nasce dal fatto che sono nato ascoltando questi generi, in quanto la mia famiglia ha sempre ascoltato tantissima musica: dal blues al progressive al funk fino al beat Italiano, altri generi tipo il jazz, jazz rock li ho poi scoperti da solo.

In studio come avete lavorato e quali sono stati i punti fermi durante le registrazioni: per esempio analogico o digitale? Ripetere le parti o correggere solo gli errori?
In studio abbiamo lavorato benissimo, in quanto per ognuno di noi non era la prima volta, quindi un po’ di esperienza c’era già. Con Matteo Bissoli nostro coproduttore e titolare di Epsilon Studio è stata la prima volta che abbiamo lavorato insieme, ma c’è stata da subito molta intesa. Il disco è stato registrato con banco analogico ma su piattaforma digitale (pro-tools). Da Matteo abbiamo registrato su tracce separate in diretta, poi abbiamo tolto le poche tracce non perfette e le abbiamo risuonate nel mio studio personale (chitarre, tastiere e percussioni), infine siamo tornati da Epsilon studio per registrare voci e cori, e fare tutto il missaggio.

L’album ha ricevuto consensi ovunque, le recensioni sono state quasi tutte entusiasmanti? Siete soddisfatti? E dove vorreste cambiare qualcosa se si potesse?
L’album ha ricevuto ottimi consensi da parte di molte riviste specializzate (Un grazie bello e grande va alla nostra etichetta Andromeda Relix). Siamo molto soddisfatti del lavoro che è stato fatto, quello che posso e mi viene da dire è che nel prossimo lavoro sarebbe bello spingersi ancora oltre.

Dal vivo siete veramente bravi e coesi, offrite uno spettacolo di alto livello. Pensi che il concerto sia il posto ideale per esprimere questo tipo di rock. Vi concedete anche delle improvvisazioni?
Grazie per le tue parole. Credo che per questo tipo di musica che poi ne comprende tanti altri tipi (blues, rock, funk, jazz, musica indiana e africana), l’esecuzione dal vivo sia l’ideale, proprio per il fatto che le canzoni si prestano ad essere dilatate prendendo sfumature ogni volta diverse. Cerchiamo in fase di arrangiamento di creare proprio delle zone dove potere improvvisare dal vivo, per poi rientrare con dei segnali visivi o uditivi nelle parti cosi dette obbligate.

La cantante Roberta oltre ad abilità vocali, possiede anche una presenza scenica originale e tutta la band ha un taglio seventies. Questo vi rende credibili. Quanto conta secondo te/voi l’immagine nel rock?
Per me il rock è uno stile di vita, una forma di pensiero e la musica la mia religione. Non faccio più le stesse cose che facevo quando avevo vent’anni (Quasi tutte eh eh..). Oltre alla musica ho sempre amato anche il look anni ‘60/’70, quindi la trovo un po’ una conseguenza della prima. Credo che questo valga anche per gli altri, perché curiamo molto l’immagine.

Avete materiale nuovo pronto? Quando ascolteremo un nuovo album?
Da qualche mese mi sono messo all’opera con la stesura di nuovi brani che sembra stiano prendendo la giusta forma e qualcuno lo abbiamo già arrangiato, ma non suonato dal vivo. In questo periodo Roberta sta lavorando ai testi, cosa che ho pensato debba fare lei, con il mio aiuto se serve, in quanto credo che chi canta debba credere in ciò che dice/canta. Sicuramente con qualche testo collaborerò con l’amico Enea Maroccolo autore di alcuni testi di “Set Yo Free”.

Grazie Christian.
Grazie a te Beatrice e a tutto lo staff di Musicalnews.com ..






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