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Recensioni
Pubblicato il 06/03/2018 alle 09:15:30
Circus Nebula – Circus Nebula (Andromeda Relix, 2017) Da 30 anni puro Raw’n’Roll!!
di Beatrice Bonato
Se vi state chiedendo se sono quei Circus Nebula che trenta anni fa, avevano un video che circolava sul Video Music, la risposta è si. Poi le cose hanno preso strane derive, ma oggi sono ancora qui.

Se vi state chiedendo se sono quei Circus Nebula che trenta anni fa, avevano un video che circolava sul Video Music, la risposta è si. Poi le cose hanno preso strane derive, ma oggi sono ancora qui.

Il loro esordio dello scorso anno ci era sfuggito, ma non parlarne sarebbe stato imperdonabile.

I Circus nebula provengono da Forlì e verso la fine degli anni ’80 con il brano “Slpeen” avevano fatto gridare al miracolo, vincendo un concorso dell’allora fondamentale VideoMusic. Quel pezzo li avevi portati all’attenzione generale della critica, anche estera. Un hard rock venato di psichedelia, con tratteggi metal e punk, che loro stessi hanno definito nell’insieme raw’n’roll.

Un rock and roll grezzo e diretto, che dal vivo prende derive strane, con improvvisazioni di chiara estrazione anni ’70.

Negli anni successivi a quell’exploit i componenti dei musicisti si sono dedicati anche ad altri progetti, senza mai accantonare del tutto i Circus Nebula e così il loro esordio discografico dello scorso anno, è stato solo il punto di arrivo e ripartenza di un lungo viaggio.

Il disco è una vera forza della natura, si apre con l’intro “Hypnos”, per poi scatenarsi con dieci tracce di rock dinamitardo ed aggressivo, che però suona melodico, con refrain che non si dimenticano (“Sex Garden”, “Ectoplasm”, “Welcome To The Circus Nebula”, “Electcric Twilight”) e l’inno al fulmicotone “Rollin’ Thunder (Raw’n’Roll)”, che è un manifesto del suono dei Circus Nebula, che grazie alla presenza del tastierista Michele “Gavo” Gavelli, possono sfoderare un suono originale, e la conclusiva “Spleen”, qui proposta in una versione rimasterizzata, rispetto all’originale.

Ma tutta la band è di grande livello ed esperienza, dal cantante Marco “Ash” Bonavita” al chitarrista Alex “Juggler” Celli al batterista Bobby Joker (il bassista Luca Agostini è stato sostituito, per ora da un turnista, dopo l’uscita dell’album).

Citando, ma non imitando Motorhead, Alice Cooper, Blue Oyster Cult, Arthur Brown e certo proto metal di Dust e il primo Ted Nugent, i Circus Nebula pubblicano un grande album. Solido e completivo anche oltre frontiera. Ascoltatelo, non ve ne pentirete

E la band è al lavoro per un nuovo capitolo, che si preannuncio ricco di sorprese psichedeliche.






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