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Recensioni
Pubblicato il 08/03/2018 alle 15:25:43
Roberto Durkovic - Silenzio Ascoltato (Azzurra Music) - Tradizione cantautorale e fusione di stimoli balcanici
di Luca Varani
Nuovo disco per Roberto Durkovic, il cantautore italiano di origini slave, che non tradisce la sua spiccata attitudine alla mescolanza sapiente di generi diversi.

Nuovo disco per Roberto Durkovic, il cantautore italiano di origini slave, che non tradisce la sua spiccata attitudine alla mescolanza sapiente di generi diversi.

Nel corso del tempo, disco dopo disco, Durkovic e' riuscito a creare un personale linguaggio poetico di grande raffinatezza ma al contempo molto comunicativo ed empatico, miscelando la migliore tradizione della canzone d’autore con le tensioni ed i colori della musica proveniente dai balcani.

Miscela di grande spessore che anima anche le sue esibizioni dal vivo, dove trovano posto - fianco a fianco - il jazz e le sonorità tzigane, a supportare ottimi brani del miglior cantautorato made in Italy, sempre animati da messaggi sociali di forte contenuto, uno dei segno distintivi della musica di Durkovic fin dai suoi inizi, che ritroviamo puntualmente in questo recente lavoro.

Anche il nuovo disco "Silenzio Ascoltato" (Azzurra Music) non si discosta da questa sua filosofia di piacevole armonizzazione delle diversità, ispirato da tre momenti basilari della sua vita di artista e di uomo: innanzitutto l’ascolto di 'Incontro' di Francesco Guccini che l'ha spinto ad intraprendere questo mestiere; l'incontro, avvenuto in metropolitana a Milano, con alcuni musicisti di origine tzigana, coi quali ha creato il percorso musicale dei Fantasisti del Metrò; infine la scoperta di tre poeti, conosciuti durante i suoi concerti e i cui testi arricchiscono questo nuovo cd. Se proprio vogliamo trovare una differenza dai precedenti suoi lavori, in 'Silenzio Ascoltato' il tono si fa a tratti molto più riflessivo, mantenendo però sempre quel legame tra canzone cantautorale e influenze world di provenienza balcanica. Dodici brani di cui nove inediti, due strumentali e una cover - Bene (1974) del Francesco De Gregori degli inizi, che si affidano per i testi alle penne di Candido Meardi, Giusi Frisina e Rossana Pessione. Dal punto di vista strumentale il gruppo è molto eterogeneo: Walter Lupi (chitarra), Massimiliano Alloisio (chitarra), Luigi Scuri (batteria), Bosnea Ion (clarinetto), Giacomo Lampugnani (basso e contrabbasso), Jacopo Bigi (viola e violino), Nadio Marengo (fisarmonica) e Paola Anna Lopane (cori).

Influssi gucciniani, trascinanti atmosfere gipsy con viraggi sudamericani, suggestioni folk-rock di ottima scuola, ricordi d'infanzia ed emozionanti suggestioni strumentali per un lavoro che brilla davvero per fantasia ed ispirazione.







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