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Pubblicato il 29/03/2018 alle 09:34:08
Daisy Lumini – Beppe Chierici – I canti dei menestrelli (Il cenacolo di Ares cd) miniature di poesia provenzale e dei nostri avi cantastorie
di Giancarlo Passarella
Torniamo indietro con due differenti salti: il primo e’ breve e ci porta a Piombino nel 1973, mentre il secondo (con falcate molto piu’ ampie) ci fa tornare a quel crogiolo di ingenuita’ popolare che rendevano gaio il Medioevo.

Torniamo indietro con due differenti salti: il primo e’ breve e ci porta a Piombino nel 1973, mentre il secondo (con falcate molto piu’ ampie) ci fa tornare a quel crogiolo di ingenuita’ popolare che rendevano gaio il Medioevo.

Daisy Lumini ha volutamente lasciato questa terra nel 1993: autrice di colonne sonore e canzoni, riscuote un grande successo in tutto il mondo, con molti concerti negli Stati Uniti, dove partecipò al mitico Perry Como Show e cantò alla Carnegie Hall, Francia e Germania.

Calen di Maggio o Kalenda Maia: stornellatore di feste di paese o veri e propri giornalisti di quelle che erano le leggende metropolitane che andavano rese semplici (e fruibili) ad un pubblico che sapeva parlare il volgo locale, ma trovava insormontabili difficoltà nella scrittura e financo nella lettura! Il cd che mi trovo ad ascoltare, rende sereno l’ambiente in cui mi trovo e nella mente rimbalzano le immagini di feste popolari che hanno costellato film storici che hanno trattato quel periodo troppo facilmente etichettato come quello dei secoli bui, per poi scoprire che sono stati l’humus da cui sono nate rose eterne, come La Divina Commedia o il Dolce Stil Novo: lode dunque ai sardi de Il cenacolo di Ares che hanno pubblicato questo reperto storico e l’aggettivo va concettualizzato sul primo salto, quello che ci porta al 1973.

Come recita infatti il booklet ...oltre quarant’anni fa, il Servizio delle Pubbliche Relazioni delle Acciaierie di Piombino, nella persona del loro responsabile Umberto Corsini artista e grafico raffinato, mi proposero di realizzare la registrazione audio dello spettacolo teatrale "I canti dei menestrelli" che da mesi Daisy Lumini ed io, portavano in giro per l’Italia, da inserire unitamente ai testi letterari e alle prestigiose presentazioni di Aldo Palazzeschi, Gianfranco Contini e Grytzko Mascioni in un prezioso cofanetto in tela pregiata realizzato in alcune centinaia di esemplari fuori commercio e destinato come strenna natalizia per V.I.P. in quell’anno.

Il pregio di questo cd sta infatti nell’aver reso disponibile un lavoro che concede lustro al lavoro teatrale di Daisy Lumini e Beppe Chierici, a sua volta basato su quello che ci è rimasto di quella misconosciuta produzione letteraria di nove/dieci secoli fa: banalmente dirò che (non essendoci altro tipo di testimonianza, se non quella della tradizione orale, più qualche raro scritto su pergamena) è storicamente basilare quello che è stato realizzato allora ed ancora di più assume valenza questo supporto fonografico.

Ma per questo, affidiamoci ancora una volta al comunicato stampa ..Oggi grazie agli amici sardi delle Edizioni “Il cenacolo di Ares” quel nostro lavoro destinato originariamente sotto forma di long-play a pochissimi eletti è finalmente a disposizione, sotto forma di CD con tanto di libretto, di chiunque vorrà accostarsi alla scoperta dei duecenteschi grandi poeti e musicisti trobadorici, autentici antesignani della “canzone” d’amore e non soltanto. Ho chiesto espressamente agli editori che il Cd porti la menzione “in ricordo di Daisy Lumini” che mi fu eccelsa guida musicale, nonché complice e compagna di vita e d’avventura artistica per 10 anni. Daisy ed io, abbiamo sempre considerato che "I canti dei Menestrelli" rappresentasse il nostro lavoro più compiuto, colto e raffinato. Ricordo che spesso ci rammaricammo, in cuor nostro, che la sua testimonianza sonora rimanesse in Italia per sempre racchiusa nei suoi rari e preziosi cofanetti 42x33 cm. di tela pregiata..

L’elenco di coloro che a vario titolo hanno collaborato (al progetto discografico) è lungo: vi invito allora a fargli i complimenti (magari sotto forma di riverenza), consultando il primo link finale a questo mio articolo. Poi in mente mi rimbalza la considerazione che i ragazzi de Il cenacolo di Ares respirano aria medioevale anche solo girando ogni giorno per le loro città, dove normalmente risuonano echi di storia umana, magari sotto forma di mamuthones o di lunghe performances di ballu tundu..

Infine una lode a Dario Faggella a cui è stata affidata la copertina del cd ed il progetto grafico: quel menestrello ha un ghigno beffardo...







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