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Recensioni
Pubblicato il 27/04/2018 alle 14:29:45
Ciccio Merolla è il drumming-man partenopeo, lo spettacolo etnofunk chiude in bellezza la rassegna Sound of City
di Sergio Cimmino
La rassegna organizzata dalla Jesce Sole con il Teatro Sannnazaro esalta nel suo appuntamento il virtuasismo polivalente di un artista tribale, etnico, figlio e fratello di un Napoli dei messageri del rap Peppe-Oh e Speaker Cenzou.

La rassegna organizzata dalla Jesce Sole con ilTeatro Sannnazaro esalta nel suo appuntamento il virtuasismo polivalente di un artista tribale, etnico, figlio e fratello di un Napoli dei messaggeri del rapPeppe-Oh e Speaker Cenzou.

Sono solo suono, 24 milioni di visaulizzazioni su Youtube con O'Bongo e adesso il tris con Etnofunk che ha chiuso in maniera positiva la rassegna Sound of City organizzata da Jesce Sole con il Teatro Sannazaro, Merolla si conferma il "drumming-man"partenopeo piu'amato dal popolo.

Affiancato nel suo spettacolo dai giovani messaggeri del rap Pepp-oh eSpeaker Cenzou, Merolla porta sul palco tutte le anime di sud del mondo, ma anche storie dannate, di periferia ed emarginazione con un magma nelle mani e tribalità d'espressione. Lo strumentale d'apertura tra conga,cajon e bongo apre la scena ai fratelli di terra e di rabbia, Peppe-Oh e Speaker Cenzou che si esaltano,accompagnano, e si trascinano nei brani del maestro-Merolla.O'Bongo, Pitbull, Song e Napule, O'Munno che Sento,Cash rimbombano nelle percussioni di Merolla, vitalità, energia e vibrazioni positive nella chitarra di Giuseppe Spinelli e giri di basso-groove in quelle di Dario Spinelli fanno si'che il tutto sia un sul corpo e una sola anima, Africa e Napoli sotto un unico tetto.

Merolla sul palco non è nè comprimario nè unico protagonista, ma con premiante umiltà e napoletana frattelanza lascia spazio d'espressione anche in una elegante "Chesta Notte" recitata da Peppe-oh e nel duo Merolla-Oluwong in cui il dubmaster disegna giri dub su foglio black.Il nostro drumming-man regala momenti esaltanti da one-man show, quando al djembè e alla kaisha diventa fuoco e passione, mentore e capopopolo. E' figlio dei Quartieri Spagnoli, è strada, è vicolo, è ogni rumore e ogni suono che la città di Napoli sa offrire. E lui lo trasmette sul palco.Lo dimostra quando è rapper, percussionista, ma anche sapiente e devoto discepolo di Renato Carosone con "Caravan Petrol" e di Mina "nostra signora della canzone" che per magia diventa partenopea in" O'Mostro", rivisitazione di "Brava" della signora Mazzini.L'esilarante "Aggia perz e sold rint a Cumana"finale regala al pubblico tutta la simpatia di un artista che sa dare al popolo senza chiedere nulla,il tutto in maniera pura,viva e sanguigna. Etnofunk è il verbo di un percussionista in dialogo con il popolo partenopeo, è il battito insistenze di una città alle pendici del Vesuvio, è la black-music partenopea di un maestro che guarda alle periferie, all'emarginazione e ai grandi del movimento Neapolitan Power.








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