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Pubblicato il 02/05/2018 alle 12:07:36
Primo Maggio, successo di ascolti e buona musica da Roma
di Manuela Ippolito Giardi
“Il primo maggio è uno solo, la competizione tra “primi maggi” è la cosa più stupida che ci possa essere. Questo il saluto di questa piazza a Taranto”. Queste le parole dei conduttori Ambra e Lodo dal Concerto del Primo Maggio di Roma.

“Il primo maggio è uno solo, la competizione tra “primi maggi” è la cosa più stupida che ci possa essere. Questo il saluto di questa piazza a Taranto”. Queste le parole pronunciate a tarda sera dai conduttori del Concerto del Primo Maggio di Roma, Ambra e Lodo Guenzi da piazza San Giovanni a Roma, che si sono così virtualmente collegati con il Primo Maggio di Taranto. "Lì ci sono tanti miei amici e colleghi”, ha aggiunto Lodo.

Per il resto il tradizionale appuntamento musicale, promosso dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, con la produzione di iCompany, ha registrato il consueto successo, proponendo sia una nuova generazione di cantautori (Gazzelle - nella foto -, Galeffi per citarni alcuni) e rapper (Sfera Ebbasta, ormai una super star), e artisti più che consolidati (Gianna Nannini, Carmen Consoli, Max Gazzè ecc.), senza snobbare artisti più rivolti al pubblico teen e pop (Francesca Michielin).

Se in piazza erano migliaia (questa volta non ci sono state cifre ufficiali sia da parte degli organizzatori che della questura), in molti erano anche davanti alla tv per seguire la diretta su Rai 2. Nel pomeriggio la prima parte è stata seguita da 1.085.721 spettatori (8,30% di share), mentre la seconda parte è stata seguita da 1.109.264 (8.66% di share). In prima serata, invece, il concerto è stato seguito nell’anteprima da 1.776.447 (con il 7,.65% di share) e nel programma, a partire dalle ore 21.14 da 1.456.243 spettatori (6,67% di share).

Oltre al ruolo di conduttore Lodo era impegnato anche in qualità di cantante con il suo gruppo Lo Stato Sociale. Ed è stata di nuovo polemica. Dopo le invettive di tre anni fa per il bacio omosex in diretta, e le invettive dello scorso anno contro Matteo Salvini e il Ministro Poletti, quest’anno, in apertura di manifestazione, la formazione bolognese ha preso di mira la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo, Giacinto della Cananea, le spese militari, la formazione del nuovo Governo e il lavoro senza diritti. Per l’occasione è stata proposta una versione aggiornata del brano “Mi sono rotto il cazzo”.
“Prima dei vitalizi sarebbe giusto tagliare i vostri cognomi”, ha gridato alla piazza Lodo Guenzi, “Mi sono rotto della formazione del nuovo governo, che lo faccio con la Lega, con il PD ma senza Renzi, con Berlusconi, lo faccio con Casa Pound ma giuro senza il Duce. Mi sono rotto di viva il lavoro, ma senza i diritti; di viva i profitti, ma senza tasse”.

Una nuova generazione di musicisti si è decisamente presa il palco (soprattutto nella parte pomeridiana). Da Maria Antonietta a Wrongonyou, passando per Frash Quintale, Achille Lauro, Boss Doms e Quentin 40, fino a Mirkoeilcane che, pur avendo avuto la visibilità sanremese resta fortemente legato al mondo indipendente. Dopo Nitro è stata la volta del cantautore romano Galeffi, tra i più applauditi insieme a Gemitaiz, Canova e Gazzelle, quest’ultimo sicuramente tra gli artisti da seguire con maggiore attenzione nei prossimi mesi. Spazio anche ai tre finalisti del contest 1MNext. A vincere il concorso sono stati i La Municipàl, che hanno avuto la meglio su Erio e Zuin. A premiare la band sono stati l'organizzatore del Concerto del Primo Maggio 2018, Massimo Bonelli e Massimo Cotto.

Willie Peyote, Dardust con Joan Thiele, Zen Circus hanno completato il quadro indie. Poi l’ottimo John De Leo e la sorpresa Francesca Michielin che da diverso tempo ha fatto capire di non essere solo quella di X-Factor. La prima parte del concertine è stata conclusa da un omaggio a Freak Antoni e agli Skiantos con una super band creata per l’occasione e che ha visto in prima fila lo stesso Lodo de Lo Stato Sociale.

Tra un brano e l'altro, non mancano i messaggi legati al lavoro. Ambra ha letto un brano di Steinbeck, tratto dal romanzo “Furore” del 1939 ("Dove c'è lavoro per uno, accorrono in cento (...). E questo, per taluno, un bene, perché fa calare le paghe rimanendo invariati i prezzi. Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù". “Ancora molte persone sembrano figlie di questi tempi “, ha spiegato Ambra, “Nel 2018 dovremmo partire dalla dignità”.

Dopo la pausa si è arrivati alla seconda parte. L’anteprima, aperta dall’arpa rock di Micol, che eseguito “Bella Ciao”, ha visto esibirsi i Ministri e a seguire Gianna Nannini. La rocker senese ha regalato un set eccezionale, con una personale rilettura di “Dio è morto” dei Nomadi (brano scritto da Francesco Guccini) e alcuni classici come “Fotoromanza”, “Fenomenale” e “America”.

Il rap in prime tape è stato rappresentato dal vincitore del recente Sanremo giovani, Ultimo, e da Sfera Ebbasta. Quindi spazio a Max Gazzè con un’elegante esibizione fatta insieme all'Orchestra Filarmonica Marchigiana e alla pianista coreana Sun Hee You: l’artista ha proposto “Sotto casa”, “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, “La vita com'è” e “Una musica può fare”.

Intorno alle 21.40 si esibito, accolto da grandi ovazioni, Ermal Meta che ha proposto “Vietato Morire”, “Dall’alba al tramonto” e, in coppia con Fabrizio Moro, “Non mi avete fatto niente”, per poi chiudere il seto con “Mi salvi chi può”. Un’elegante Carmen Consoli ha poi proseguito la serata, proponendo colti arrangiamenti di “Amore di plastica”, “In bianco e nero” e “Tano”. La serata è proseguita con Cosmo, Le Vibrazioni e “Lo Stato Sociale”, che ha fatto ballare tutta la piazza con “Una vita in vacanza”.

Gran finale con la musica strumentale: prima i Calibro 35 e poi l’ospite internazionale della serata, Fatboy Slim.




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