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Recensioni
Pubblicato il 07/05/2018 alle 11:17:20
Italo Mastrolia – L’Italia delle canzoni (Graphofeel Edizioni) un libro che ti porta a spasso per lo stivale, riconoscendo luoghi cantanti dai nostri poeti
di Giancarlo Passarella
Il pregio maggiore di questo lavoro? Aver ulteriormente valorizzato una lunga serie di cantanti al ruolo di poeti del territorio e dei profumi che un dato luogo possiede e che va solo amato ..

Il pregio maggiore di questo lavoro? Aver ulteriormente valorizzato una lunga serie di cantanti al ruolo di poeti del territorio e dei profumi che un dato luogo possiede e che va solo amato ..

Di solito si concepisce un libro come un lavoro chiuso, dato alle stampe in una precisa data e quindi quasi mai suscettibile di migliorie: questo non è nel caso di L’Italia delle canzoni, perché a pagina 291 vi è una scheda di segnalazione, così che il lettore da elemento passivo, si trasformi (in un battito di ciglia) in quello di attivo… protagonista della prossima stesura del libro (o del volume II), perché il patrimonio tra territorio e poeti (anche se si esprimono con l’uso delle 7 note) va solo conosciuto e quindi valorizzato…

E’ ovvio che anche io mi sono prestato in questo gioco e mi sono interrogato su quale canzone parlasse in modo specifico di una piazza di Firenze o di una strada di un paese piemontese: solo quando ho avuto fisicamente questo libro, mi sono battuto la mano sulla fronte esclamando la mia meraviglia nello scoprire che (tanto per fare qualche esempio) Lucio Dalla nel brano La bambina (l’inverno è neve, l’estate è sole) parlava di Volterra .. così come Claudio Baglioni l’avevo scordato nel suo ponte in rima baciata tra il merluzzo e l’Abruzzo..! Io che sono diventato intervistatore di cose musicali con l’incontro con Rino Gaetano, proprio non mi ricordavo di un brano come Agapito Malteni il ferroviere e del suo brano del 1974 in cui si narra di un viaggio tra Torre a Mare, Roma e Barletta… vogliamo poi aggiungere di quella antica focacceria palermitana davanti alla chiesa di San Francesco, così come cantavano oltre 20 anni fa i Modena City Ramblers? Ma l’elenco potrebbe continuare per molto, dimostrando così che il lavoro svolto da Italo Mastrolia è certosino e passionale: uno strano connubio con due aggettivi che di solito non viaggiano a braccetto, ma che in L’Italia delle canzoni invece formano un canovaccio unico (e per questo già imitato!), nato da una intuizione di questo avvocato che lavora a Roma, ma le cui origini salernitane sono palpabili e trasudano l’amore per la poesia fatta musica e per quella grande stagione dei cantautori. Prima di iscriversi all’Università, il nostro infatti ha cantato quelle canzoni, le ha trasmesse per radio e quindi si è impossessato della loro anima, riuscendo con questo libro finalmente a donargli il suo riverito omaggio!

Michele Bovi nell’introduzione parla specificatamente di topocanzonomastica (con buona pace dell’Accademia della Crusca per questo neologismo), sottolineando come … la canzone possiede un’efficacia emotiva ineguagliabile e parimenti è capace di promozione turistica straordinaria... Sono parole che condividono e che mi riportano alla mente dei viaggi che ho organizzato a Londra per visitare i luoghi narrati dai miei amati Dire Straits, subliminati da una foto mentre mi appoggio ad un lampione davanti ad Angelucci, un bar dove si può bere del caffè italiano. Sono andato a cercarlo, ho costretto i miei amici a scendere a quella precisa fermata della metropolitana, ho così mutato il resto della vacanza dell’intera comitiva, ma .. non potevo continuare a cantare Wild West End senza capire che sapori uscivano da quel bar, senza seguire i riti che gli impiegati facevano nella pausa pranzo ..

Quel gesto l’ho ripetuto per altre luoghi narrati da grossi successi sempre firmati da Mark Knopfler e quindi mi sono trovato davanti ad un gigantesco luogo di divertimento come quello di Tunnel of love o a percorrere le banchine lungo il Tamigi, perché quello facevano gli amanti di Down to the waterline.. e non voglio citare la Verona di Romeo and Juliet! Ma se nel percorso londinese alla ricerca dei luoghi delle canzoni dei Dire Straits, casualmente sono passato dalla beatlesiana Penny Lane e dagli incroci narrati dalla BBC e ripresi dai Clash in quel capolavoro che è London Calling

Così come hanno fatto gli inglesi, anche i poeti italiani delle 7 note sono stornellatori di luoghi magici: ben ha fatto allora Italo Mastrolia a buttarsi in questa avventura, costellata anche da una bella intervista ad Eugenio Bennato per la magica Basilicata e la sua toponomastica accennata con colori pastello in alcune canzoni...






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