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Recensioni
Pubblicato il 28/05/2018 alle 13:58:51
Horus Black: Simply (Sonic Factory cd) con Elvis nel cuore ...
di Paolo Polidoro
Quello che sorprende oggi (e sottolineo oggi) e' ascoltare la voce di un ragazzo di 19 anni che interpreta, scrive e con lui (e per lui) viene prodotto un disco che da Elvis arriva a Little Ritchard..

Quello che sorprende oggi (e sottolineo oggi) e' ascoltare la voce di un ragazzo di 19 anni che interpreta, scrive e con lui (e per lui) viene prodotto un disco che da Elvis arriva a Little Ritchard..

Parte da quel rock primordiale, passando per qualche acido dannato alla down tempo.

Oggi, ripeto, che siamo totalmente vittime di una omologazione di stile e di influssi culturali, dai grandi media ai social, tutti siamo quasi ed esclusivamente sottoposti ad una musica stereotipata proposta culturale e musicale e per lo più sono di fattura digitale pop ritornello strofa e tanti saluti alle fantasie, e qui si cambia rotta, anzi si torna indietro, e nonostante la zattera sia andata davvero tanto a largo, beh un ragazzino di 19 anni è ben riuscito a ricordarci la rotta per tornare alla costa.

Lui è Riccardo Sechi, classe ’99, genovese figlio d’arte, figlio di musicisti classici e vita di teatro, nell’arte della sua forma canzone si fa conoscere come Horus Black e qui la svolta, dagli stimoli continui di musica classica arriva il rock’n’roll di maniera, quello di Elvis.

Horus Black pubblica oggi un disco d’esordio dal titolo “Simply” in cui troviamo 10 inediti scritti di suo pugno con la collaborazione del padre e poi la produzione della Sonic Factory che confeziona un lavoro tra soul nero e rock’n’roll assolutamente attento ai dettagli, e non sono pochi gli innesti artificiali di quest’era moderna però comunque sono sempre colori, trasparenti, di quelli che reggono il gioco, lo arricchiscono ma non fanno mai invasione di campo come nella title track del disco, le orchestrazioni poi segnano un passo in avanti per un lavoro che vi consiglio a testa alta.

Un bellissimo ascolto, ricco, attento e di mestiere,che poi ovviamente, niente di nuovo nel suono e nella scrittura, ma oggi siamo al punto che forse, chi sia Elvis ce lo stiamo un poco scordando, quindi tanto di cappello, se può servire anche questo disco a ricordare ai più giovani da dov’è che arriva un certo tipo di musica che ha fatto grande la storia dell’uomo, bravo Horus Black.






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