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Pubblicato il 21/06/2018 alle 14:52:54
Jouer et Danser con il Dos Duo Onirico Sonoro: la nostra intervista ..
di Manuela Ippolito Giardi
Un sound elettronico e moderno con forti contenuti di attualita'. Jouer et Danser e' il nuovo video del Dos Duo Onirico Sonoro, band formata dalla pianista compositrice Annalisa de Feo e dal percussionista Marco Libanori.

Un sound elettronico e moderno con forti contenuti di attualita'. Jouer et Danser e' il nuovo video del Dos Duo Onirico Sonoro, band formata dalla pianista compositrice Annalisa de Feo e dal percussionista Marco Libanori.

Il video precede l’uscita del secondo disco prodotto dall’etichetta Fiibusta Records che verrà presentato il 24 Giugno 2018 presso l’Apollo 11 di Roma. Il duo ci ha raccontato la storia di questo videoclip che tratta il tema dell’immigrazione con eleganza e determinazione.

Annalisa e Marco, per cominciare, com’è nata l’idea di fare questo video e perché, vista l’imminente uscita del disco, avete scelto proprio questo brano?
L’idea del video ha avuto una gestazione piuttosto lunga e articolata, ma da sempre c’è stata la convinzione di “animare” il brano che dà vita all’intero Album: “Jouer et danser “. E’ un brano che ci piace molto per la sua carica musicale ed emotiva, è un inno alla vita e alla libertà.

Per quanto riguarda la realizzazione del video, sappiamo che è stato fatto grazie alla collaborazione della struttura di accoglienza la Pergola: come lo avete realizzato?
Sono stati fatti diversi sopralluoghi prima di scegliere la giusta location (sempre nell’ottica dell’autolavaggio). Cercavamo appunto un luogo - non luogo portavoce di una condizione e di uno status sociale più che di un contesto fisico. Le riprese si sono svolte in un’unica giornata abbracciando tutte le fasi del giorno, dal mattino alla notte così da poter utilizzare tutte le luci a disposizione. Sono arrivati i ragazzi a bordo di due pulmini guidati dai coordinatori della struttura, e noi avevamo predisposto un piccolo banchetto ristoratore di accoglienza. Sono cominciate subito le presentazioni tra noi e i ragazzi. Le sensazioni e le energie di quel giorno le abbiamo avute addosso per settimane.

Come è nata, invece, l’idea di fare questo video?
L’ idea portante nasce dall’osservazione di un luogo di lavoro di ex migranti, una frutteria, che a fine giornata, veniva trasformata in sala da ballo. Più coerentemente con il sound elettronico, onirico e tribale della canzone, abbiamo scelto di reinventare questa situazione in un autolavaggio, una location più urbana, non organica, che potesse meglio evocare i non-luoghi delle periferie, per trasformarlo in una discoteca, per eccellenza luogo estatico e di espressione fisica”. Queste le parole del regista Renato Chiocca che esprimono al meglio come nasce l’idea da noi accolta con grande entusiasmo: “giocare e danzare senza freni e senza menzogna, per la vita e nella vita”, come cita il testo in francese del brano.

Che tipo di relazioni avete avuto, invece, con i migranti e che cosa vi è rimasto di questa esperienza?
I protagonisti di ArteMigrante della struttura di accoglienza La Pergola coordinata da Lavinia Bianchi sono un gruppo composto di ragazzi provenienti da varie parti del mondo, dall’Albania, al Gambia, dall’India all’Egitto, che attua da anni una ricerca di teatro sociale contaminata a varie forme espressive. I ragazzi sono stati entusiasti di partecipare a questo lavoro e lo hanno fatto con grande coinvolgimento. All’ interno di una coreografia data dalla messa in azione del luogo, abbiamo lasciato libera espressione fisica e musicale ai ragazzi di ArteMigrante, rendendoli attori prima di una rappresentazione tipica di quel lavoro per poi, nello stesso luogo, lasciarli liberi di ballare”. Per citare le parole del regista.

Parliamo ora della parte musicale. Jouer et Danser è un brano che potremmo definire dance. Ce lo volete descrivere?
Ho ancora un video sul telefono della bozza del tema e tutte le varie modifiche e trasformazioni prima di prendere la forma attuale. Una volta messi a punto strofa e ritornello, l’ho fatto ascoltare a Marco che subito ha colto l’anima dance e “spinta” del brano. Dunque su questa suggestione abbiamo creato l’arrangiamento definitivo mantenendo sempre in considerazione la linea armonica “non troppo leggera” del brano. E’ nato un brano così con un ritmo coinvolgente, fruibile, ma con una melodia che potremmo definire “impegnata” e un testo che alterna parole in francese e il grammelot.

Qualche anticipazione del disco, invece? Rispetto al precedente quali saranno le novità?
Jouer et Danser è un disco che potremmo definire “più concreto” rispetto al precedente. A un primo impatto il primo Album appare più arioso, dilatato, con delle strutture più aperte. Siamo molto soddisfatti del risultato finale; abbiamo raggiunto quello che avevamo in testa: mantenere l’elemento onirico pur dando maggior spazio all’elettronica e a ritmi più sostenuti. La scelta di introdurre altri strumenti (trombone, clarinetto basso e contrabbasso) in alcuni brani dà un respiro più ampio e dona uno slancio in più all’ascolto, per cui ogni pezzo ha una forte identità dove il “fiabesco e il magico” insieme con l’elettronico e l’acustico si fondono continuamente.





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