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Interviste
Pubblicato il 24/09/2018 alle 10:17:07
Taberah, anche ai canguri piace il Metallo Pesante…
di Emanuele Gentile
Siamo andati fino in Australia per intervistare un gruppo che si sta particolarmente distinguendo per via di un sound molto dinamico e potente: i Taberah.

Quando si parla di Australia viene subito alla mente l’immortale nome degli AC/DC. Ma non ci sono solo loro. Per fortuna… Infatti, vi vogliamo presentare i Taberah quartetto formatosi nel 2005 e che sulla lunghezza di 3 album si è conquistato una nomea piuttosto importante nei circoli defender di mezzo mondo. Qualche tempo fa avevamo recensito “Sinner’s Lament” .

Ora è venuto il momento di scambiare qualche parola con il cantante/chitarrista Jono Barwick.

Come è stato il feedback al vostro album “Sinner’s Lament”?
“Siamo piuttosto soddisfatti. Come ogni cosa alcune recensioni sono state ottime…altre no.”

Ci vuoi ricordare i suoi punti salienti?
“Ho una certa idea di musica e sono davvero contento che Lord Tim sia riuscito a catturare il sound che ho avuto da sempre in mente per i Taberah. A un anno della sua release non è che ci sia qualcosa di rimarcabile da evidenziare o ricordare, ma se focalizziamo sul lato delle cose semplice posso dire che abbiamo mantenuto le promesse.”

Cos’è questo lamento del peccatore?
“E’ una collezione di storie riguardanti la mia persona sul come mi sono pentito di aver trattato la gente. In fondo sono un giovane che racconta quello che vede attraverso la musica metal.”

Molti addetti ai lavori vi definiscono Power/Heavy Metal, siete d’accordo?
“Sicuramente… Campisco perché ci definiscono in questo modo.”

Ci volete aiutare a conoscere di più la storia della band?
“Non c’è molto da dire… Non ero in grado di suonare tutti gli strumenti allo stesso tempo e sono stato sufficientemente felice di incontrare alcuni ragazzi che si sono dimostrati bravi nel senso di aver accettato di suonare con me!”

Il fatto più importante della vostra vita artistica…
“Aver aperto per i Motorhead!”

State suonando live di recente?
“No…”

Che importanze riveste il suonare live per voi?
“Non c’è nulla di più importante. Un nostro live è qualcosa che ci pone in netta differenza rispetto agli altri.”

State lavorando a un nuovo album?
“Ho un album già scritto. Tuttavia, non ho ancora deciso cosa farci…”

Qualche anticipazione particolarmente interessante?
“A dir il vero vorrei fare un album solista…un album di musica folk…indossare una shirt polka e un cappello per uomo anziano!”

Seguirà lo stesso sound di “Sinner’s Lament”?
“No…vorrei che avesse un sound differente…”

Cosa mi sapete dire circa I testi…che tematiche affrontano?
“L’Heavy Metal è divertente quando si scrivono i testi. E’ dal punto di vista letterario drammatico. Come le scritture religiose. A me piacciono i giochi di fantasia come Zelda, The Witcher e Dark Souls. Roba che è molto facile tradurre in musica Heavy Metal.”

C’è qualcosa che volete dire sulla scena del vostro paese?
“E’ un enorme calderone pieno di band tutte intente a risalire un muro viscido per arrivare alla sommità.”

Perché è così raro vedere una band australiana in tour in Europa?
“Non ti preoccupare per questo… Devi essere contento. La scusa delle spese di trasporto per una band australiana in Europa sono un bel filtro per tenere alla larga quelle bands che non hanno le palle per fare questo.”

Spesso si ripete: l’Heavy Metal è morto… Qual è la vostra opinione?
“Non ci interessa!”

Fine intervista…
“Grazie per il tempo che hai dedicato a noi…”





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