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Recensioni
Pubblicato il 24/09/2018 alle 19:32:52
Savana Funk - Bring in the new (Brutture Moderne/Audioglobe); come suonare un genere e renderlo vivo
di Silvio Mancinelli
Per il terzo disco dei Savana Funk, “Bring in the new”, si potrebbe usare un termine: non scontato. Invece, poi, ascoltando “Bring in the new” viene fuori un acidume che rende il disco veramente cattivo.

Per il terzo disco dei Savana Funk, “Bring in the new”, si potrebbe usare un termine: non scontato.

Uno legge il termine “funk” è già si potrebbe pensare alla solita esibizione che abbiamo ascoltato in tanti dischi, per cui si potrebbe virare sull'ascolto direttamente dei padri putativi del genere come per esempio Brown e i Parliament.

Invece, poi, ascoltando “Bring in the new” viene fuori un acidume che rende il disco veramente cattivo. C'è un po' di soul e blues (la title track che apre l'album sembra ispirata appunto al soul di D'Angelo), ma ci sono anche i suoni caraibici del raggae, psichedelia, poche parole, e molto spazio lasciato alla musica.

Del disco il trio bolognese dice: “Il nostro nuovo album è nato pensando al formato vinile, sia per la durata che per la divisione in due facciate,“volevamo un disco compatto, pieno di groove e di atmosfere dense, ricco di sperimentazione e novità, a partire dalla voce. In questo disco infatti sono presenti tre brani cantati, dopo due album interamente strumentali. Abbiamo collaborato con il cantante ladino Chris Costa, uno dei pochissimi artisti italiani dal respiro internazionale, in grado di unire una grande anima soul alle sonorità più attuali”.

Ottimo album che anche nei momenti lenti, ha il suo perchè.

La tracklist

1) Bring in the new
2) The walls of the sky
3) Old school joint
4) Hip latin
5) Zahra
6) Radio, you break my noise
7) 'till dawn
8) Zahra (reprise)





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