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Notizie
Pubblicato il 04/10/2018 alle 22:50:06
Thom Yorke, a Rolling Stone racconta la soundtrack per Suspiria
di Manuela Ippolito Giardi
In esclusiva per l’Italia Thom Yorke, il leader dei Radiohead, racconta a Rolling Stone la creazione della colonna sonora del remake di "Suspiria" di Luca Guadagnino, che verrà pubblicata a fine mese.

In esclusiva per l’Italia Thom Yorke, il leader dei Radiohead, racconta a Rolling Stone la creazione della colonna sonora del remake di "Suspiria" di Luca Guadagnino, che verrà pubblicata a fine mese e che si è già aggiudicata il Soundtrack Stars Awards per il miglior brano originale (Suspirium) alla Mostra del Cinema di Venezia.

E rivela il segreto del suo successo in una lunga intervista in edicola dal 5 ottobre.

Ti avevano già proposto di scrivere musica per film?

No, Luca è stato l’unico abbastanza pazzo da credere che io potessi farcela. Anni fa ho incontrato Edward Norton, che è un mio buon amico. C’era la possibilità di fare la musica per Fight Club, ma non era il momento giusto.

Hai ascoltato la colonna sonora originale, quella dei Goblin, prima di metterti al lavoro sulle musiche di Suspiria?

Certo. Mi piace molto la roba dei Goblin, e in realtà ho conosciuto prima loro del film. Non sono mai stato un grande cinephile, e non conoscevo l’opera di Dario. La cosa interessante è che all’inizio, prima di iniziare a scrivere, avrò guardato decine di volte il film di Dario Argento: mi ha colpitola velocità e la tensione con cui devono aver scritto tutto. È davvero estrema, fuori tempo, in qualche modo è la narrativa del film. É come se il film fosse un videoclip rock molto esteso, mentre questa è una cosa diversa. In un certo senso è stato un sollievo guardare la nuova versione, ho pensato: “Meno male, non c’entra nulla col primo Suspiria”. Luca ha creato un mondo completamente diverso. Hai chiesto qualche consiglio a Jonny Greenwood - chitarrista suo sodale nei Radiohead nonché autore delle musiche per i film di Paul Thomas Anderson da Il Petroliere a Il Filo Nascosto - per la tua prima colonna sonora? Mi ha dato qualche dritta, tipo: “Scrivi in astratto, non scrivere per lo schermo perché non ci sei abituato. Fallo solo quando devi”. Un buon consiglio.

Hai visto gli altri film di Guadagnino?

Non ho ancora visto Chiamami col tuo nome, perché pensavo che mi avrebbe confuso. Ho visto Io sono l’amore.

Ti è piaciuto?

È bellissimo.

Come hai incontrato Luca?

Mi ha cercato lui. Mi ha scritto una bella lettera, la mia compagna ci ha messi in contatto. C’era qualcosa nel modo in cui parlava, sembrava sicuro che io potessi fare quello che stava cercando. Porti avanti solo progetti di altissimo livello, avrai una sorta di “segreto del tuo successo”… Sono incapace di fare quello che la gente vuole che io faccia. Sembra una maledizione, ma è una benedizione. Il motivo per cui ho scelto questo film, in primo luogo, è stato proprio quello di uscire dalla mia comfort zone. Se ti senti troppo a tuo agio allora sei nel posto sbagliato. Devi sentirti un po’ fuori, come se non sapessi cosa sta succedendo. Questo è il mio segreto, inseguire quel posto e riuscire a tornarci. È così che getto fuori tutta la merda, così da ritrovarmi e dire “Ok, sono nel posto giusto per creare”.





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