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Pubblicato il 16/10/2018 alle 19:49:07
Dons of Disco: Tom Hooker era la voce segreta di Den Harrow?
di Alessandro Sgritta
Festa del Cinema di Roma: il film Dons of Disco prende avvio dalla rivelazione del fotografo americano Thomas Barbey alias Tom Hooker: era lui la voce di Den Harrow!

Festa del Cinema di Roma: il film Dons of Disco prende avvio dalla rivelazione del fotografo americano Thomas Barbey alias Tom Hooker: era lui la voce di Den Harrow!

Presentato come preapertura della Festa del Cinema, Dons of Disco di Jonathan Sutak, primo lungometraggio del regista newyorkese prende avvio dalla rivelazione di Thomas Barbey, conosciuto in Italia negli anni '80 come Tom Hooker (nella foto ieri alla Casa del Cinema): è lui la “voce segreta” di canzoni di successo come “Future Brain”, “Bad Boy” e “Don’t Break My Heart”, e l’italiano Stefano Zandri (Den Harrow) ha cantato in playback per decenni.

Gli anni '80 sono stati la golden age per la produzione musicale italiana destinata ai dancefloor internazionali: mai come in quegli anni, dagli studi di registrazione italiani uscivano progetti dance il cui sound elettronico unito a melodie orecchiabili e ballabili e a un cantato in inglese di facile presa riempivano le piste da ballo di tutta Europa e non solo.

Il fenomeno si è naturalmente esaurito con la crescita della musica house, ma il firmamento di quegli anni ha visto brillare alcune stelle i cui nomi si ricordano ancora a 30 anni di distanza. Una di queste era addirittura una “stella binaria”…

Parliamo di Tom Hooker, artista americano che ricordiamo per alcuni dei maggiori successi internazionali dell’epoca. Tom cantava ed era anche autore di questi brani, quelli pubblicati a nome Tom Hooker ma non solo: sua la voce ma anche la creazione di grandissimi successi in progetti in cui, come succedeva spesso a quei tempi, i front-man erano modelli la cui immagine veniva 'applicata' a progetti musicali prodotti in studio da altri. Ci sono infatti stati addirittura situazioni in cui all’interno della stessa cornice televisiva si succedevano sul palco due performance, una di Tom Hooker e la successiva sotto altri nomi come quello di Den Harrow ma con esattamente la stessa voce...

Tutto questo era noto agli addetti ai lavori, ma veniva ovviamente taciuto al pubblico. Tom Hooker ha quindi vissuto molto intensamente e, segretamente, con un doppio riconoscimento quegli anni, sino al loro naturale esaurimento. Quando poi l’amore lo ha ricondotto negli Stati Uniti, ha scoperto una seconda vocazione divenendo in pochi anni un noto fotografo e visual artist sotto il nome di Thomas Barbey (sin dal matrimonio aveva infatti scelto di adottare il cognome di sua madre).

Ed è negli Stati Uniti che è stato avvicinato dal regista Jonathan Sutak, che ritrovati vecchi vinili dei più grandi successi dell’Italo Disco ha deciso di raccontare questa singolare scena artistica, con tutti i retroscena e gli “scandali” che ne hanno caratterizzato la breve ma intensa parabola, e non poteva quindi rinunciare a raccontare la storia, “doppia” di Tom Hooker, che ha incontrato, intervistato e ripreso nel corso dei suoi concerti americani.

Sì perché Thomas Barbey non ha certo cancellato Tom Hooker e la sua passione per la musica. Ritrovato il produttore dei suoi successi, Miki Chieregato, anch'egli ora negli Stati Uniti, ha ritrovato anche la voglia di scrivere e cantare: dopo un tour statunitense in cui sono stati riproposti tutti i maggiori successi composti e interpretati da Tom Hooker ("Looking for love", "Help Me", "Atlantis" e "Feeling Okay") ma anche "Future Brain", "Bad Boy", "Charleston" e "Don't Break My Heart" resi celebri dal volto di Den Harrow) è infatti in uscita a novembre 2018 negli Stati Uniti (e nei digital store internazionali) l’album di inediti "No time to say goodbye" (Las Vegas Records, 2018).

La proiezione romana di "Dons of Disco" è stata per lui l’occasione di tornare per qualche giorno nel paese (l’Italia) di cui ha animato e riempito per tanti anni i dancefloor come un vero "Re" della disco.





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