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Recensioni
Pubblicato il 10/11/2018 alle 11:28:21
Twenty four hours - Close – Lamb – White – Walls, il progressive d'autore sempre in grande stile.
di Silvio Mancinelli
Non fare tanti dischi ma farli di qualità quando si ha qualcosa da dire e da suonare soprattutto. Questo è forse l'insegnamento più grande che i Twenty four hours comunicano con “Close – Lamb – White – Walls”.

Non fare tanti dischi ma farli di qualità quando si ha qualcosa da dire e da suonare soprattutto. Questo è forse l'insegnamento più grande che i Twenty four hours comunicano con “Close – Lamb – White – Walls”, album ispirato ai dischi “bianchi” più importanti della storia del rock (Joy Division, Genesis, Beatles, Pink Floyd).

È un doppio album pieno di psichedelia e progressive, elementi che hanno caratterizzato la storia del gruppo. Una caratterizzazione dell'album è che in questo hanno collaborato i Tuxedomoon: Blaine Leslie Reininger e Steven Brown hanno suonato in “Interwined” e in “All the world needs is love”.

Tra l'altro c'è anche una loro cover (una in versione elettrica e una acustica di “What use”). Anche la presenza di Elena Aletheia e della sua voce eterea, rendono preziose canzoni come “All the world needs is love”. Ascoltare questo doppio album, significa fare un salto nel passato, nel passato vissuto dai Pink Floyd e dei Genesis con Peter Gabriel, soprattutto quando l'asolo è fatto da uno strumento a fiato e non dagli strumenti classici del rock.

A tutto ciò aggiungeteci una grattugiata di King Crimson ed un disco di levatura internazionale, riscoprendo i classici è fatto.

La tracklist
Disco 1

1) 77
2) Broken song
3) Medley: Embryo/What use
4) All the world needs is love
5) Intertwined
6) Urban sinkhole

Disco 2

1) Adrian
2) Supper's rotten
3) The tale of the holy frog
4) she's our sister
5) What use (acoustic)





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