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Recensioni
Pubblicato il 28/11/2018 alle 09:05:11
“I canti dei menestrelli”: uno splendido disco di 45 anni fa che nessuno ha mai ascoltato
di Alessandro Hellmann
Una lodevole operazione culturale riporta alla luce un tesoro nascosto

Tratta dallo spettacolo teatrale omonimo della compianta Daisy Lumini in coppia con Beppe Chierici, questa oscura registrazione vide la luce nel lontano 1973 esclusivamente in una pregiata edizione a tiratura limitata destinata dal Servizio delle Pubbliche Relazioni delle Acciaierie di Piombino (!) a distribuzione privata in forma di strenna natalizia.
Grazie al caparbio e amorevole recupero realizzato dallo stesso Chierici con la complicità dell’etichetta sarda Cenacolo di Ares, non nuova ad operazioni culturali di valore, questi meravigliosi canti dei trovatori provenzali, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca, traduzione e interpretazione, diventano fruibili a chiunque abbia la curiosità di avvicinarli.
Curiosità a cui corrisponde una lauta ricompensa, perché non si può non rimanere ammaliati dalla cura, dall’equilibrio e dalla credibilità con cui i due cantanti-attori riallacciano e sigillano il legame antico tra musica e poesia: canti d’amore fioriti, avvolti in una veste musicale cucita a misura, squillano nel chiaro del mattino o risuonano dolenti dall’abisso siderale della notte, tornando a rivelare ai nostri cuori e alle nostre orecchie la loro grazia limpida, sospesa nei territori senza tempo della bellezza.
Completano l’edizione le note originali di Aldo Palazzeschi, Gianfranco Contini, Ettore De Carolis e Grytzco Mascioni, i testi e le contestualizzazioni dei singoli canti, una nuova introduzione scritta da Beppe Chierici e la grafica squisita di Dario Faggella.
Un disco che, con i suoi 45 anni portati splendidamente, ha la statura di un classico. Da avere ad ogni costo.


DAISY LUMINI E BEPPE CHIERICI: “I Canti dei Menestrelli” (Cenacolo di Ares, 2018)

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