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Pubblicato il 07/12/2018 alle 12:11:50
Afraka' Rock Festival, Osanna e Vittorio De Scalzi rendono tributo a Bacalov con un grande concerto
di Giuseppe Panella
Un sentito tributo a Luis Bacalov e la conferma di quanto forte sia ancora oggi l’impatto del progressive rock sulle vecchie e nuove generazioni.

Un sentito tributo a Luis Bacalov e la conferma di quanto forte sia ancora oggi l’impatto del progressive rock sulle vecchie e nuove generazioni. Il Teatro Gelsomino di Afragola, ieri sera si è trasformato in uno scenario insolito in cui padri e figli hanno vissuto le stesse emozioni, accomunati da una passione autentica per il prog. Afrakà Rock Festival, ideato e diretto da Lino Vairetti, è anche questo. Una autentica festa che giorno 1 aveva vissuto uno scoppiettante prologo con Aldo Tagliapietra Band e i Saint Just di Jenny Sorrenti. A generare tanto entusiasmo la presenza in cartellone degli Osanna e di Vittorio De Scalzi, nomi altrettanto autorevoli che hanno scritto un capitolo importante del nostro rock e del prog in particolare.

L’eccitazione dell’attesa di ascoltare i propri beniamini è aumentata con l’esibizione di Annie Barbazza. Un importante biglietto da visita il suo e un curriculum interessante, suffragato non solo dalla grande amicizia con Greg Lake, suo grande estimatore, ma anche dalle numerose collaborazioni con l’ex bassista di King Crimson ed Emerson, Lake & Palmer, che di lei diceva essere «un grande talento dalla voce bella e coraggiosa». Un coraggio dimostrato quando ha cantato accompagnandosi al piano e alla chitarra acustica classici come In the wake of Poseidon ed Epitaph della band di Robert Fripp e The sage di ELP. Un opening act ideale per ciò che sarebbe successo dopo la sua esibizione.

Un video storico proiettato alle loro spalle e come di consueto con i volti truccati gli Osanna, introdotti dalle note iniziali de L’Uomo suonate al flauto da Elio D’Anna, si sono impadroniti della scena in maniera autorevole. Ciò è accaduto ancor di più quando l’Orchestra Internazionale della Campania, diretta da Leonardo Quadrini, si è aggiunta alla band napoletana per l’esecuzione integrale della colonna sonora del film Milano Calibro 9. Un esperimento straordinario in cui immagini e musica hanno dato l’effettiva grandezza della musica composta da Luis Bacalov. Lino Vairetti alla voce e chitarra acustica, Genny Barba, alla batteria, Nello D’Anna, al basso, Pako Capobianco, alla chitarra elettrica, Sasà Priore, alle tastiere, Irvin Vairetti, alla voce e alle tastiere, hanno saputo creare una atmosfera elettrizzante come ben si conviene a un concerto rock. Da ogni passaggio, da ogni singola nota dei brani inseriti nell’album Preludio, Tema, Variazioni e Canzona degli Osanna è scaturita una magia difficile da descrivere.

Nella scaletta presentata è stato introdotto un inedito. Il brano I Need Your Love scritto per la scena del balletto con protagonista Barbara Bouchet non è mai stato eseguito prima ma è sembrato fosse nel nostro DNA da sempre sempre. Il finale toccante ha visto Lino Vairetti recitare la poesia Tempo prima dell’esecuzione di There will be time, che ne ha ispirato i versi. L’Orchestra e il direttore Leonardo Quadrini sono riusciti a essere al tempo stesso comprimari della band e protagonisti della scena. Gli Osanna superbi nella loro performance. Non più un esperimento il connubio tra gruppo rock e orchestra ma una perfetta fusione di suoni e stili che in Inghilterra, sul finire degli anni sessanta, ebbero illustri precursori come i Deep Purple e i Moody Blues. In Italia l’esempio più autorevole fu nel 1971 quello dei New Trolls con il loro Concerto Grosso.

E la seconda parte della serata è dedicata da Vittorio De Scalzi, leader del gruppo genovese, proprio al concerto composto da Luis Bacalov. Immutato il clima carico di euforia ed esaltazione. Non è cambiato il ruolo dell’Orchestra a cui si è aggiunto l’accompagnamento “elettrico” degli Osanna e la voce di Lino Vairetti e Annie Barbazza ai cori. De Scalzi ha mostrato di essere padrone assoluto dei tre temi che compongono il Concerto Grosso. Allegro, Adagio (Shadows) e Cadenza – Andante con moto non mostrano il segno del tempo e mantengono la stessa intensità originaria. Temi ascoltati migliaia di volte ma che ancora una volta hanno suscitato emozioni profonde. Stessa cosa dicasi per l’immancabile Quella carezza della sera e per Una miniera, brano che pur privo della voce di Nico Di Palo ha messo in evidenza un fascino diverso grazie all’intervento vocale di Annie Barbazza.

Il finale riserva un omaggio a Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso. L’esecuzione di Non mi rompete è commovente per il ricordo del cantante. La chiusura è affidata a Fuje ‘a chistu paese, il brano degli Osanna è diventato il momento finale di grande apoteosi di una serata che dimostra che il rock non è morto.

Sabato 15 dicembre, alle ore 21, ad Afragola nel Teatro Gelsomino terzo appuntamento di Afrakà Rock Festival con i Goblin di Claudio Simonetti e Il Balletto di Bronzo di Gianni Leone. Giorno 16 dicembre, sempre alle 21, sarà la volta di Vincenzo Zitello, uno dei più talentuosi musicisti e suonatori di arpa al mondo, che concluderà il Festival esibendosi nella Basilica di Sant’Antonio di Afragola.







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