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Recensioni
Pubblicato il 01/01/2019 alle 11:07:36
La Maschera - ParcoSofia (Full Heads FH 119) world music, gridando Forza Afro Napoli United ..
di Giancarlo Passarella
A Novembre erano in tour nel Nord America, dato che il loro sound coinvolge diverse generazioni e mondi diversi, compreso quel Senegal rappresentato dal musicista Laye Ba che collabora con loro.

A Novembre erano in tour nel Nord America, dato che il loro sound coinvolge diverse generazioni e mondi diversi, compreso quel Senegal rappresentato dal musicista Laye Ba che collabora con loro.

Il cd che mi ha spedito Chiara Giorgi mi ha subito incuriosito sin dalla copertina: il protagonista (che ricorda il cartone animato Sampei) si muove in un ambiente vicino al prog rock 70's, genere in cui Napoli eccelleva! A tre anni di distanza da O Vicolo 'e l'Alleria, La Maschera torna con ParcoSofia.

Si tratta di un nuovo lavoro che si concretizza in undici brani ed ognuno di questi è un una storia di eroi di tutti i giorni, sceneggiate tra Napoli e l’Africa, tra binari ferroviari ed una vita anonima che si cela dietro qualche finestra chiusa.

Venerdì 26 Gennaio dell'anno scorso hanno presentato il disco al Wishlist Club di San Lorenzo a Roma ed il nostro Alessandro Sgritta scrisse un articolo assai interessante. Il gran bel lavoro di Giuseppe Boccia (sue le illustrazioni e l'intero progetto grafico) sono un vestito che calza a pennello sulla band che vede Roberto Colella come l'autore della maggior parte dei testi e delle musiche di questo disco.

ParcoSofia è l’ecosistema in cui convivono armonicamente storie e personaggi diversi, opposti. Un mondo dove gli eroi non sono altro che uomini comuni con la loro vita straordinariamente normale. Viaggi, infanzia, vita e ricerca sono alcuni dei temi predominanti. Non manca una canzone d’amore, così come non manca un elogio alla libertà.. Questo si legge a proposito del progetto che (come già detto) nasce da Napoli, diventa grande in città, ma poi si fa conoscere anche fuori i confini italiani: sono oltre 100 i concerti che hanno visto La Maschera essere protagonista di momenti conviviali in cui un originale Melting pot fa capire che il termine world music può essere banale e scontato, ma ben si abbina a loro che con la loro barca veleggiano nel cielo, sfiorando gli ultimi piani di palazzi poderosi. Tutto questo non è solo frutto della fantasia, ma di canzoni che ci ammaliano, come le iniziali Te vengo a cercà e l'alluccante Case popolari: in altri momenti il disco diventa più languido e meno originale, ma poi ci sono i guizzi di Me sento sicuro e della conclusiva 13 primavere a farci applaudire ad una raggiunta maturità. Nei ringraziamenti, la band invita tutti a sostenere l'Afro Napoli United, così come ha ben fatto o’ Zulu qualche mese fa.

Per ParcoSofia ci sono diverse collaborazioni, tra cui segnalo Claudio Domestico (che ha curato anche la produzione artistica), Daniele Sepe ai fiati, Michele Maione alle percussioni, Arcangelo Michele Caso al violoncello, Michele Signore agli archi, ai plettri e ai missaggi, Dario Sansone, Martina De Falco e Alessio Sollo ai cori. Ribadisco infine la mia stima per Giuseppe Boccia, perché il suo lavoro grafico ha valorizzato ulteriormente il disco, con un booklet che è quasi una mappa per raggiungere (senza far rumore) un tesoro nascosto o la via per navigare, evitando mari procellosi: ben leggibili i testi e questo aiuta anche chi non conosce la lingua napoletana a comprendere ogni singola canzone.



Line-up: Roberto Colella (Voce/Tastiera/Chitarra), Vincenzo Capasso (Tromba), Antonio Gomez Caddeo (Basso), Marco Salvatore (Batteria) ed Alessandro Morlando (Chitarra Elettrica)

Track list di La Maschera - ParcoSofia
- Te vengo a cercà
- Case popolari
- Palomma ‘e mare
- Signora vita
- Binario 23
- Salaam Aleikum
- Senza fà rummore
- Dimane comm’ ajere
- Serenata
- Me sento sicuro
- 13 Primavere

A puro titolo di curiosità, sottolineo che Colella usa Geppino, uno strano strumento con 12 corde, l’accordatura di una chitarra al 12esimo tasto e un body indecifrabile: siamo a metà tra un mandolino, un cuatro portoricano e uno charango. Più world music di così ..






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