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Recensioni
Pubblicato il 15/01/2019 alle 22:49:40
Una passeggiata nello spazio con gli Space Traffic: il rimedio all'intorpidimento.
di Ivan Perugini
Space Traffic cioe' a dire un aiuto extraterrestre, in dieci canzoni, per uscire indenni dal torpore esistenziale. Tra gli U2 dei primi due album e David Gilmour con Paul McCartney.

Space Traffic cioe' a dire un aiuto extraterrestre, in dieci canzoni, per uscire indenni dal torpore esistenziale. Tra gli U2 dei primi due album e David Gilmour con Paul McCartney.

Ho fatto un sogno: per i primi tredici secondi mi trovavo fisicamente (nel sogno tutto è possibile) ben dentro ad uno di primi due album degli U2; scegliete voi se Boy oppure October. Dopodiché, percorrendo i Windimill lane studios, si entrava nella sala prove di David Gilmour in jamming con un certo Paul McCartney.

Si salutava il vate che ha scritto ricche pagine di psicadelia con la sua matita in palissandro fino al momento del ritornello del brano, che ascoltavo in sottofondo, e qui entravo in una nuova sala prove.

Uno studio di registrazione dove tre ragazzi, gli Space Traffic di Aosta, si divertivano a registrare live la loro musica. Credo che il brano U say U love me sia in grado di riassumere stilisticamente quanto poi riappare approfondito nelle altre nove tracce. Il nome del gruppo descrive proprio l'incontrarsi nei loro brani delle diverse personalità, e quindi stili, delle tre giovani anime, musicalmente vaneggianti.

Giusto per dare una connotazione che può sembrare in apparenza ridondante, parliamo di musica suonata con una chitarra, un basso ed una batteria, sulla scia di quanto accadeva negli anni settanta del secolo scorso. Dicevo che si ha l'impressione che Numbness, questo loro primo album, sia stato registrato nella dimensione dal vivo e che quindi sia palpabile e viva la tensione verso la fiamma improvvisatoria. Dicono di sé che l'intento è di “trasportare quante più persone possibili in questo universo a metà strada tra sogno e realtà”. In questo senso, dato che ho avvertito poche sovraincisioni, direi che hanno rispettato, almeno negli intenti, questo proposito di produrre musica viva.

Marco Pica, alla voce ed al basso, non fa certo rimpiangere il non avere nel gruppo un'ugola dedicata solo al canto, anzi dimostra di avere una buona attitudine sia allo strumento suonato che alla voce. I ritornelli delle canzoni hanno sempre il loro perché e non sono mai banali, anzi ricchi di armonizzazioni che fanno l'occhiolino all'esperienza dei “favolosi quattro”. Anzi probabilmente, a mio dire, è proprio in questo momento strutturale della canzone che tirano fuori il loro "marchio di fabbrica". Fabio Baldassarri ha dalla sua una certa padronanza della chitarra, dal suono direi una bella Stratocaster, che gli permette di affrontare da solo diversi arrangiamenti o assoli, proprio per assecondare i vari stati emozionali cantati da Marco e puntellati dalla batteria dell'altro Marco, Gugliotta.

In Powder & pride sono più nitide influenze del rock degli anni novanta e le atmosfere si dilatano, forse sono quelle in cui questo gruppo eccelle maggiormente. Con la canzone che segue, dal titolo Hails of love, si riprende il filone aggiungendo più mordente, più grinta, grazie alle sonorità più rock della chitarra, che esplode in un solo molto seventies. In Mirror game, oltre al sempre ottimo apporto delle voci, appaiono sonorità più vicine ad un certo modo post grunge di suonare la batteria, che danno un tocco ed arricchiscono la miscela propositiva di questo trio aostano. L'album Numbness è stato presentato, dai tre, come concept album sulla “presa di coscienza della vita da parte del protagonista”, attraverso momenti di difficoltà e quindi maturazione.

E' un buon banco di prova per la crescita di questo trio e, contemporaneamente, una prova riuscita nel percorso evolutivo che porterà gli Space Traffice a ricevere, e dare, molte emozioni e soddisfazioni.






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