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Interviste
Pubblicato il 31/01/2019 alle 16:57:53
Irama a Sanremo per raccontare la violenza sulle donne
di Antonio Ranalli
Si intitola “La ragazza con il cuore di latta” il brano che Irama presenterà al 69° Festival di Sanremo. Un brano che parla di violenze domestiche sulle donne. Il giovane artista si prepara ad affrontare il suo secondo Festival. La nostra intervista.

Si intitola La ragazza con il cuore di latta il brano che Irama presenterà al 69° Festival di Sanremo. Un brano che parla di violenze domestiche sulle donne. Il giovane artista si prepara ad affrontare il suo secondo Festival, cui seguirà la ripubblicazione di “Giovani per sempre” e un nuovo tour. Uscirà anche una versione su 45 giri del singolo sanremese.

A soli 23 anni Irama (all’anagrafe Filippo Maria Fanti) è una delle proposte più interessanti della kermesse ligure. Appassionati di canzone d’autore, si muove tra musica raffinata e rap. Noemi, che salirà con lui sul palco nella serata dei duetti, ha detto che“appena ho ascoltato il pezzo di Irama sono rimasta subito colpita dal testo che con grande onestà affronta un tema così forte come la violenza sulle donne. Qui ancora più duro visto che si parla di una minorenne. La sua Linda non è descritta come una vittima ma come una ragazza coraggiosa che porta dentro di se il seme della speranza. La canzone è un inno alla vita”.

Alla vigilia del festival, lo abbiamo incontrato a Roma per parlare del brano e dei prossimi progetti.

“La ragazza con il cuore di latta” entra subito nel cuore del pubblico. Un brano sicuramente difficile per la tematica che affronta, purtroppo sempre attuale.

Una cosa che ho sempre pensato è che fare il cantautore vuol dire prendersi una responsabilità. Questo l’ho imparato dai cantautori che ho amato e con cui sono sempre cresciuto. C’è una coerenza anche rispetto ai miei dischi, dove c’è una parte dedicata ai temi sociali oltre a quella più spensierata legata alla mia generazione. Questa canzone ho deciso di portarla sul palco di Sanremo, forse anche contro il parere di alcune persone che ho intorno – e non lo dico in termini negativi- , ma ci tenevo a mandare un messaggio. Da una parte mi sentirò pieno di responsabilità e portavoce di un messaggio, ma dall’altra sarà un’emozione e un privilegio salire su quel palco.

Com’è nato il brano?

Il brano è nato in Salento. Ero insieme a Giulio Nenna, il mio musicista, una persona per me importante, che mi segue da sempre e sarà anche il mio direttore d’orchestra a Sanremo. Incontrai questa bellissima ragazza con il pace maker. Dai suoi occhi struggenti e come se colsi una verità. Da lì dualismo tra pacemaker e cuore di latta. Rimasi svelgio tutta la notte a scrivere. Svegliai Giulio e gli dissi che avevo urgenza di registrare. E’ una storia cui, purtroppo, molto donne si identificheranno. Con questo non voglio dire che ho scritto una canzone per dare forza a qualcuno. Però se qualcuno ne trarrà qualcosa di positivo ne sarò molto onorato. La canzone racchiude una verità. Ci tengo a sottolineare che il brano sarà accompagnato da un video, che ho contribuito a scrivere, e che sarà un vero e proprio cortometraggio, con attori che recitano. Anche io recito. Ci saranno anche immagini forti. E’ un video che ho scritto senza la canzone sotto.

Torni a Sanremo per la seconda volta. Come ti senti rispetto alla tua partecipazione del 2016?

Ricordo le mie prime prove. Quel Sanremo giovani era anche il mio primo live. Mentre all’inizio vedevo l’asta come qualcosa che mi permetteva di comunicare, questa volta facendo le prove mi sentivo come se l’asta non ci fosse più. Sicuramente ho più consapevolezza ed esperienza, e poi mi sono legato molto ai miei testi che mi sentivo io stesso quell’asta.

Hai accennato ai cantautori. Quali sono gli artisti che preferisci?

I miei punti di riferimento con cui sono cresciuto sono sicuramente Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè. Ricordo che a un firmacopie del libro di Guccini mi misi anche in fila per avere un suo autografo. Un’altra volta, invece, alcuni miei fans andarono a Guccini per farmi fare gli auguri con il telefonino e me lo portarono il giorno del mio compleanno. Mi sono emozionato moltissimo.

Quest’anno il Festival di Sanremo non prevede più la gara a eliminazione. Come valuti questa impostazione della manifestazione?

De Andrè diceva che la musica non può essere una gara di ugola. Condivido la scelta del direttore artistico Claudio Baglioni, che ha abolito la gara in sé, per dare più spazio alle canzoni e alla musica. La musica alla fine non può essere una grande competizione. Inoltre siamo a Sanremo con generi e stili diversi. Quello che conta è far arrivare le canzoni alle persone.

Com’è nata l’idea di duettare a Sanremo con Noemi?

Noemi ci siamo conosciuti a livello personale e ci siamo trovati molto bene. Questo brano prevede un coro gospel e ha un’anima black. Per questo la voce di Noemi calza a pennello. Inoltre, Noemi ha aderito a molte iniziative per sensibilizzare al tema della violenza sulle donne. Quindi è la persona giusta.

Sul palco di Sanremo ci sarà anche il tuo amico Einar. Come la vivi questa cosa?

Non penso assolutamente alla gara. Einar è un amico. Personalmente non mi interessa nulla della gara. Spero che la mia canzone arrivi il più possibile e che Einar faccia un bel percorso.

Ci sarà anche Biondo, con cui hai condiviso l’esperienza di “Amici”. Maria De Filippi ti ha dato dei consigli?.

Si, un’esperienza molto importante per me, con cui mi sono innanzitutto rimesso in gioco. Ho imparato molto sia a livello personale che artistico. Tutti i giorni fai 4 ore di lezioni con professionisti, cosa che ti permette di crescere a livello tecnico. Maria De Filippi non mi ha dato consigli. Lei per me è una di famiglia. L’ho chiamata per dargli la notizia e mi ha dato il suo in “bocca al lupo”. Le voglio molto bene.

Con Sanremo uscirà una nuova edizione di “Giovani" denominata "Giovani per sempre” il tuo ultimo album. Cosa conterrà rispetto alla prima edizione?

Innanzitutto c’è “La ragazza con il cuore di latta. Poi c’è una versione acustica di “Bella e rovinata”, cui ho aggiunto una strofa in più. Amo molto i brani acustici perché sono quasi sempre in presa diretta e distruggono il mondo artefatto del pop. E poi ci sono featuring con amici (Vegas Jones, The Kolors e Mr. Rain, nda), che rispetto molto e provengono da mondi diversi dal mio. E poi ci sono tutti i pezzi di “Giovani” che, sebbene non sia uscito da molto, è ancora molto attuale. Lo scorso anno feci questa scelta un po’ folle di far uscire due dischi. Dopo Sanremo mi ritirerà a scrivere nuove canzoni.





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