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Recensioni
Pubblicato il 06/02/2019 alle 00:02:11
Destroyer 666 Call of the Wild (Season of Mist) – Si massacra a tutte le latitudini…
di Emanuele Gentile
Appena 4 brani…ma di quelli che non si dimenticano facilmente. “Call of the Wild” dei Destroyer 666!

Appena 4 brani…ma di quelli che non si dimenticano facilmente. “Call of the Wild” dei Destroyer 666!

Questi Destroyer 666 sono figli di K.K. Warlust, ex-chitarrista dei Bestial Warlust. Band punta di diamante della scena estrema australiana. Si sono formati – intendo dire i Destoryer 666 – nel 1994 nell’area di Melbourne.

Sette anni dopo si trasferiscono in Olanda per poi stabilirsi definitivamente in Inghilterra a causa del Visa scaduto di Shrapnel. Oggi Shrapnel non fa più parte della band. Attualmente la loro discografia consta di 5 album più un buon numero di singoli, Ep e demo. L’ultimo parto in casa Destroyer è l’Ep “Call of the Wild”.

K.K. Warlust è assistito nel lieto evento da noti medici ginecologici quali:

RC (chitarre);
FK (basso e voce);
PK (batteria).

Come non hanno nomi umani? Chi se ne frega… Mica ci esibiamo in commissariati di Polizia dove dobbiamo declinare le nostre generalità…

Il sound… Un pugno nello stomaco. Se state aspettando suoni leziosi da parte dei Destroyer 666 dimenticatevelo. A loro non interessa l’arte. A loro, piuttosto, garba uccidere. In soli quattro brani vi asfaltano la vita come pochi. Immaginatevi la ritmica forsennata tipica del Thrash Metal
e la violenza iconoclasta del Black Metal. Avrete i Destroyer 666. Non ne uscirete vivi. Immaginatevi una voce sulfurea, chitarre che sparano riff a raffica ed una base ritmica schiacciasassi. Eccovi i baronetti Destroyer 666. Benvenuti all’inferno!

“Call of the Wild” riscalderà sicuramente le vostre fredde serate invernali con la gradevolezza vellutata di uno Stock 84…

Tracks-list:

“Violence Is Golden”;
“Stone by Stone”;
“Call of the Wild”;
“Trialed by Fire”.





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