Musical NewsMusicalNews
  Cerca

MusicalNews: le notizie che gli altri non hanno! - real news by true fans for hot peopleCOLLABORA CON NOI
 Editoriale
Ai canali 45 e 55 del digitale terrestre della Sony interessate Mediaset, Viacom, Fox ed anche De Agostini
 

www.fanzine.net
 Interviste
•16/02 - Lora & The Stalkers: tra punk, rock'n roll e new wave
•31/01 - Irama a Sanremo per raccontare la violenza sulle donne
•28/01 - Tra numeri primi e robot rock indie: ecco Le Frequenze di Tesla ..
(altre »)
 
 Recensioni
•18/02 - Progetto Panico: Universo n.6
•18/02 - Earth to Ashes Earth to Ashes (autoproduzione) – Una bella rinconferma…
•17/02 - Giulio Casale - Inexorable (Vrec, 2019) Un grande ritorno!!
(altre »)
 
 Comunicati
•19/02 - Caba#Lo.Co & Cinici Sapori, rassegna di cabaret musicale al Circolo Arci di Osnago dal 23 Febbraio al 13 Aprile 2019
•18/02 - Jova Beach Party, attivato il tavolo tecnico tra Guardia Costiera e WWF
•18/02 - AIR - Artisti in Residenza il 18 febbraio all'Auditorium di Roma
(altre »)
 
 Rumours
•19/02 - Tufello World Festival: il 22 Febbraio concerto di Ousmane Coulibaly
•18/02 - Mahmood vince anche il Festival della stampa e del media
•18/02 - La tribute band sui Nirvana piu' famosa negli States a Marzo in tour in Italia
(altre »)
Recensioni
Pubblicato il 07/02/2019 alle 20:20:32
Shamal Wind, il suono caldo di Chip Wickam
di Giuseppe Panella
Shamal Wind, un album raffinato dal gusto retrò con un suono contagioso.

Lo “Shamal” è un vento caldo e secco che spira di frequente tra l’Arabia Saudita, l’Iraq, il Kuwait e i paesi dell’area del golfo Persico. Caratterizzato da violente tempeste di sabbia è causa di continui cambiamenti nella zona desertica. Una immagine perfetta per “Shamal wind” che mette in evidenza la sua idea di musica mai ferma su sé stessa e una fervida vena compositiva che esalta le doti di musicista di Chip Wickam.

Ognuno dei sei titoli di questo album mostra sfaccettature e sfumature diverse, mai in contrasto tra loro, un mix di influenze di generi che affondano le radici nel jazz. Viene fuori il lato virtuoso del flautista e dei musicisti da lui coinvolti in questo progetto. Aspetto ancora più apprezzabile se si pensa alla sua reazione alla malattia che lo ha costretto ad adattare il suo modo di suonare al sax baritono. Una forza di volontà enorme che prima lo ha portato al debutto con l’album “La sombra” e ora a questo lavoro che può essere considerato un piccolo gioiello nel suo genere.

Un sound groovalicious, contagioso per i suoi continui cambiamenti, dai tratti retrò che suona come un disco pubblicato negli anni ‘60/’70, non una diminutio che ne compromette la qualità bensì un pregio inatteso per chi non va necessariamente alla ricerca di nuovi modelli che porterebbero lontano dal concetto stesso pensato da Wickam per “Shamal wind”. L’onda meditativa, tipicamente mediorientale, del brano d’apertura che dà il titolo all’intero lavoro e di “The mirage”, con l’intervento dell’ospite Matthew Halsall alla tromba, in cui appare evidente l’influenza di un maestro come Yusef Lateef, contrastano con gli altri quattro brani up-tempo che, pur se differenti nella loro concezione, non creano un solco invalicabile.

Il soul jazz di “Snake eyes”, “Barrio 71”, “Rebel no. 23”, quest’ultimo con un pregevole intervento di Gabri Casanova al Wurlitzer, e l’hard bop di “Soho strut” si combinano perfettamente tra loro rendendo interessante l’ascolto anche ai neofiti. In questa combinazione di suoni il groove di “Shamal wind” diventa contagioso. Risultato ottenuto grazie ad una band che da anni lavora con Wickam. Importante il supporto di Ton Risco, al vibrafono, e Phil Wilkinson, al pianoforte, per i quali è inevitabile pensare alle “lezioni” ricevute dai numerosi ascolti degli album dei Maestri Roy Ayers e Les McCann. Accanto a loro la preziosa sezione ritmica formata da David Salvador, al contrabbasso, Antonio Alvarez Pax, alla batteria, e David El Indio, alle percussioni. “Shamal wind” pur se con i suoi riferimenti al passato può essere considerato un album con cui guardare al futuro.








 Articolo letto 277 volte


Pagina stampabile