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Pubblicato il 19/03/2019 alle 14:34:57
Soul Island: Shards
di Paolo Polidoro
Si intitola “Shards” che significa anche frammenti o in alcuni slang tecnici qualcuno lo usa anche per identificare fotogrammi refusi etc, in ogni caso l’immagine che ci viene consegnata è quella di cocci, pezzi rotti, rottami e rimasugli

Si intitola “Shards” che significa anche frammenti o in alcuni slang tecnici qualcuno lo usa anche per identificare fotogrammi refusi etc, in ogni caso l’immagine che ci viene consegnata è quella di cocci, pezzi rotti, rottami e rimasugli di qualcosa in via di disfacimento, ed è la nostra terra, la nostra vita, la nostra società il vero target concettuale di Daniele De Matteis che pubblica questo splendido disco dal piglio internazionale anche in edizione in vinile.

“Shards” ha 9 inediti che di forma e fattura ricorda moltissimo l’aria di futuro che si respirava negli anni ’80 e primi ’90, nei momenti più distesi e ariosi come “Loser Rev”, nel pop sfacciatamente inglese di “Soul Dream” o anche in situazioni più urban digital dalle trame opache e metropolitane come nella successiva “Bleed” o “Perlin Time”, e così scorrendo la tracklist, il mood resta ancorato e sospeso in questo pianeta di suoni digitali e non dove Soul Island, questo il moniker con cui si presenta il producer salentino, si racconta anche attraverso voci corali, soffuse, lontane e liquide.

Un disco liquido ecco, mi piace definirlo così, un ascolto sicuramente molto interessante e ricco di dettagli, bello il video di “Ocean”, il primo singolo estratto, belle raffigurazioni del suo volto in stile computerizzato, ovviamente anche qui siamo in pieno sviluppo degli anni ’80, un’altra voce interessante per questa nostra Italia indipendente.






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