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Recensioni
Pubblicato il 06/11/2004 alle 17:04:12
Torpedo – L’ingranaggio (V2)
di Antonio Ranalli
Brillante lavoro per i Torpedo. In questo secondo album si caratterizzano per un’interessante commistione tra elettronica e ska-punk. Ospiti anche i Sud Sound System.

Band come i Torpedo sono rare come le perle. Si perchè è difficile imbattersi in band giovane, con bene in testa idee musicali così chiare, in grado di riuscire a generare sonorità nuove, partendo da solidi radici. Se “Radio Torpedo Indipendente”, il loro album di esordio nel 2001, rappresentava il meritato traguardo di una formazione attivissima dal vivo, il nuovo “L’ingranaggio” è il lavoro della conferma, la constatazione che in fondo anche in Italia è possibile produrre musica indipedente, in grado di trovare un proprio sbocco sul mercato. E’ così il tradizionale punk-ska che li aveva lanciati, si contamina in questa sede di nuovi sincretismi, che viaggiano su binari “glocal” in un contesto di città polifoniche che trovano sfogo in brani come “A decine di metri dal fondo”, “Alibi” e “Nuoce gravemente alla salute”. L’incursione nei classici tempi in levare di sonorità più dub ed elettroniche potrebbero far storcere il naso ai puristi: ma è un bene, perchè in questo modo i Torpedo delineano chiaramente una propria matrice culturale, che non deve immedesimarsi per forza in una scena o in un contesto già ben delineato in Italia, ma che può invece fare da battistrada per nuove band in cerca di ispirazione. I Torpedo sono Andrea Cota (voce e chitarra), Federico Camici (basso e cori), David Assuntino (voce, tastiere e synths), Giancarlo Mura (batteria), Riccardo Saulle (tromba) e Emanuele Cefalì (sax tenore). Al disco hanno collaborato Sandokan (trombone), Rachid (featuring in “A decine di metri dal fondo”) e Sud Sound System (in “Alibi - Rootz vrs”). Non dispiacciono poi pezzi come “Quelli come te”, “FM.Dub il dittatore” e “Apparecchio mediatico” dove la formazione trova ispirazione dall’attualità che quotidianamente viene vissuta e respirata da milioni di persone in Italia. Non mancano alcuni inserti strumentali, tra cui il curioso “Lo stetoscopio del dottor Locasciulli”: un omaggio non dichiarato al noto medico-cantautore?

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